Devilman G: Grimoire, primo sguardo al manga di Go Nagai e Rui Takato

Una visione fresca, moderna e ironica del mito di Devilman, che tuttavia non tradisce lo spirito originale dell'opera. In Italia grazie a Star Comics.

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Devilman è una colonna portante della cultura pop mondiale: l'opera di Go Nagai ha lasciato un segno indelebile, una traccia incancellabile che ha spianato la strada a tantissime opere moderne, arrivando finanche sui circuiti televisivi più recenti come Netflix, che ha prodotto una nuova serie anime ispirata al manga del leggendario autore giapponese intitolata Devilman: Crybaby - peraltro la prima trasposizione animata fedele e completa al materiale originale, che ricevette negli anni Settanta un primo anime la cui trama si discostava dal fumetto, mentre dei successivi OVA molto più fedeli rimasero incompiuti. Negli anni, poi, non sono mancati continui omaggi alla leggenda di Devilman, comprese delle opere trasversali a cura dello stesso autore originale. Devilman G: Grimoire è uno degli esempi più recenti, che finalmente arriva sugli scaffali italiani grazie a Edizioni Star Comics.

All New, All Different?

Quando il grido di una ragazza si alza nel buio della notte, una bestia si risveglia ed è pronta a combattere le forze del male. Passano gli anni, può cambiare lo stile o il modo di raccontare una storia, ma certe cose non cambiano mai: Devilman G: Grimoire è un manga scritto dal maestro Go Nagai e illustrato da Rui Takato ed esordì nel 2012, in occasione del 40° anniversario del franchise, sulle pagine del magazine nipponico Champion Red, su cui fu serializzato fino al gennaio del 2014. L'opera riprende l'ossatura principale del lavoro originale di Nagai-sensei, ma la rivisita in chiave moderna e modificandone alcuni cardini della sceneggiatura, spostando tutta l'attenzione sul rapporto tra il protagonista, Akira Fudo, e la sua amata Miki Makimura. Le vicende che colpiscono i protagonisti, dalla possessione del demone Amon sul corpo del povero e mansueto Akira fino agli scontri più celebri che abbiamo potuto ammirare in ogni incarnazione di Devilman, sono vissuti prevalentemente dagli occhi della giovane e bella Miki, che in Grimoire si professa essere la reincarnazione di Salomone, il Re d'Israele che secondo il mito ricevette dall'Arcangelo Gabriele un anello miracoloso in grado di controllare il potere dei demoni, oltre che la discendente di una lunga dinastia di streghe; personaggio molto più sfaccettato e sopra le righe rispetto alla sua versione classica e originale, Miki veste in maniera eccentrica proprio a rimarcare il suo status quo di strega, in attesa dell'occasione giusta per sfoggiare davanti a tutti i suoi poteri demoniaci. Un'occasione che si presenta una notte, ma non come la ragazza ci si aspetta: braccata da inquietanti e feroci mostri, nel corso di una seduta spiritica in cui voleva dimostrare i suoi poteri a delle coetanee, il suo amico d'infanzia Akira Fudo - che vive con lei da quando era piccolo, a causa dell'assenza dei suoi genitori - viene posseduto dall'antico e potente demone Amon, che in men che non si dica spazza via i mostri dando prova della sua furia omicida. Da qui in poi Miki, si sentirà piiù affascinata e attratta dall'amico, la cui connessione con il diavolo l'ha reso più sicuro e aggressivo nel carattere, oltre ad avergli attribuito una notevole prestanza fisica. La furia omicida di Amon, tuttavia, attirerà presso la casa della famiglia Makimura le peggiori aberrazioni, dietro le cui fila si nasconde una misteriosa organizzazione interessata tanto ad Amon quanto a una misteriosa ragazza che sembra essere costantemente sulle tracce di Devilman.

Il solito Devilman

Come avrete avuto modo di constatare, Devilman G: Grimoire prende elementi classici della storia che abbiamo imparato a conoscere e amare negli ultimi quarant'anni, ma la infarcisce di elementi, personaggi, dettagli e retroscena che hanno il compito di svecchiare il franchise e riproporlo in un'ottica più moderna, una chiave contemporanea di come il mondo, le metropoli moderne e anche gli esseri umani reagirebbero a eventi soprannaturali come un'invasione di demoni. La trama, l'estetica e la caratterizzazione dei personaggi di Devilman G risultano un mix efficace tra vecchio e nuovo, un'operazione piuttosto simile a ciò che ha voluto operare lo studio di Science SARU per Netflix con Devilman Crybaby, riproponendo più o meno lo spirito originale dell'opera classica di Go Nagai ma trasponendo il tutto ai giorni nostri, con elementi e situazioni tipiche della nostra contemporaneità, intrisa di social media e futurismo. Anzi, alcuni connotati di Grimoire sembrano ripresi proprio dall'anime originale Netflix, come l'accento posto sulla debolezza fisica ed emotiva di Akira Fudo prima di essere posseduto da Amon, oltre ai riferimenti nei confronti delle tecnologie moderne e alla vita scolastica, sia accademica che sportiva, dei protagonisti. Ma, al di là di qualche elemento dal quale Crybaby, venuto dopo Grimoire secondo l'uscita giapponese dei due prodotti, sembra aver attinto, questo particolare manga di Go Nagai e Rui Takato prende una strada tutta sua, deviando dalla storia originale e presentandoci battaglie e situazioni i cui sviluppi susciteranno comunque l'interesse dei fan più affezionati dell'opera originale. Le novità si rivedono soprattutto nello stile grafico: il tratto di Rui Takato, pur rendendo giustizia alle aberrazioni e alle mostruosità tipiche di Devilman, propone un'estetica intensa, che risulta estremamente piacevole da guardare e che, nel complesso, dà vita a composizioni su vignetta davvero pregevoli, con un tratto fortemente marcato esattamente come quello di Go Nagai, ma anche molto più definito e infarcito di dettaglio rispetto all'estetica piuttosto scarna (quasi stilizzata) del materiale classico.

Tante, sottili differenze nello script e nell'estetica, ma quindi questo Devilman G: Grimoire risulta poi tanto diverso dall'originale Devilman? A un primo sguardo potrebbe sembrare di sì, impreziosito com'è da una narrazione simile, oltre che da una sottile e costante ironia di fondo, che invece nell'opera classica lascia spazio a una dimensione fortemente drammatica ed evocativa, ma vi basterà sfogliare già le prime pagine del manga per capire che, in fondo, sempre di Devilman si tratta. Tutto l'esoterismo, il richiamo alla dicotomia tra dimensione demoniaca e mondo religioso, le mostruosità e le deformazioni dei corpi posseduti dai demoni, l'utilizzo del sesso e delle nudità come strumento di perdizione nei meandri del Male, tutta la magnificenza e il carisma (estetico, psicologico) di Akira nel momento in cui il grido della sua amata Miki squarcia l'oscurità della notte in cerca di aiuto, dando vita alle gesta del prode e potente Amon. Ci fermiamo qui, per adesso, nel raccontarvi pregi e difetti di Devilman G: Grimoire, poiché abbiamo analizzato in questa sede solo il primo volume del nuovo manga portato in Italia da Star Comics. Ma le premesse di questa rivisitazione di quello che potremmo definire un mito della letteratura e della cultura pop mondiale sono piuttosto buone e il loro svilupparsi è certamente da tenere d'occhio.

Devilman G Devilman G: Grimoire è una rivisitazione del mito creato da Go Nagai chiaramente pensata per un pubblico moderno, ma non per questo meno maturo. Tra le pagine del primo volume non manca tanto fan service all'opera originale, così come tanti elementi di novità in chiave di sceneggiatura e di estetica. Ma la cosa più importante è che, nonostante lo sguardo più "fresco" nei confronti dell'opera originale, Grimoire riesce comunque a regalare gli stessi temi affrontati dal materiale classico, e per questo la sua serializzazione italiana va tenuta d'occhio, soprattutto da chi non aveva mai approcciato il manga di Go Nagai e Rui Takato.