Digimon Adventure: i Digiprescelti tornano nella serie su Crunchyroll

La nostre prime impressioni di Digimon Adventure 2020, reboot dello storico anime ambientato nel mondo digitale

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"Mostrami il tuo cuore coraggioso!" tuonava Brave Heart, la canzone più iconica di un franchise che, a più di vent'anni dalla sua nascita, resta tuttora un simbolo dell'animazione nipponica. Un'icona della creatività, un veicolo per trasmettere alle generazioni passate e future temi che fanno da sempre parte della quotidianità di ciascuno di noi, a prescindere dall'età. Digimon Adventure: Psi non ha alcun timore di riprendere con mano un brand che negli ultimi anni ha perso quel sentore di "magico" in grado di far brillare qualsiasi sguardo di fascino e meraviglia.

La serie, infatti, si è spesso incagliata nel fenomeno del merchandising, costruendo attorno all'immaginario dell'opera un'eccessiva necessità economica, tralasciando quell'alone da brividi che ha reso l'universo digitale una storia adatta sia per adulti che per bambini. Tra i tanti significati che i romani attribuivano alla lettera greca "psi ", utilizzata spesso per abbreviare la parola "psyche", ve n'è uno piuttosto interessante che letteralmente è identificabile con "ventata d'aria". Una brezza fresca che, finalmente, restituisce la giusta originalità a un titolo che dal 1999 contraddistingue l'intero immaginario dei Digimon.

Operazione "Nostalgia"

TOEI Animation fa le cose in grande per questo reboot disponibile sottotitolato in italiano su Crunchyroll, e non ha bisogno di nascondersi dietro un nuovo titolo per rafforzare immediatamente l'elemento "nostalgia" già dai primi frame dell'opening che rimandano palesemente alla caduta di Taichi nel mondo digitale.

Eppure, il passato si scontra con il presente con un tocco talmente morbido da sembrare quasi indolore. Anche prendendo in prestito alcune inquadrature iconiche, la serie si impone di far capire immediatamente allo spettatore che il racconto non è quello che tutti conosciamo, ma un reboot nel vero senso della parola.

L'episodio si spalanca in una Tokyo del 2020, dove la tecnologia fa da padrona alla normalità. Taichi è un bambino della quinta elementare, socievole e scatenato ma dal cuore puro e genuino. Il lento scorrere del tempo a casa nella solitudine di una giornata estiva, in quanto la sorellina Hikari e la madre sono in viaggio in treno per raggiungere un corso dall'altra parte della città, viene interrotto da Koshiro Izumi, uno studente di quarta elementare più piccolo di Taichi di un anno, che si presenta come il suo nuovo vicino.

La loro conoscenza viene interrotta dal notiziario che rivela una serie di presunti attacchi cyberterroristici che stanno mettendo a soqquadro tutte le linee elettriche causando disagi all'interno della città. Grazie a un tablet, Koshiro mostra immediatamente il proprio talento nel campo dell'informatica rivelando al nuovo amico la rapida e incontrollabile evoluzione del disordine. Alla notizia che i disagi stanno causando gravi rischi anche alle linee ferroviare, i due si mettono in cammino per cercare di avvicinarsi il più possibile a dove si trova il treno in cui viaggiano la madre di Taichi e Hikari.

Un incontro inaspettato

Nonostante l'impossibilità dell'impresa di raggiungere un treno in movimento, il coraggio di Tai si fa veicolo tra lui e il mondo digitale, creando nel cellulare un portale per il Digital World dove incontra un buffo essere di nome Botamon, evidentemente in difficoltà a causa di alcuni misteriosi esseri. Nel tentativo di dargli una mano, il coraggioso ragazzino chiama a sé il digivice, uno strumento che funge da legame tra lui e il suo Digimon. Oggetto che, nello stesso istante, raggiunge altri bambini in altre zone della città, tra cui lo stesso Koshiro che supporta l'amico a distanza grazie ai sistemi di comunicazione del misterioso dispositivo.

Questa scena, inoltre, rivela alcune delle modiche importate nella serie tramite l'uso del digivice, nonché un grosso spoiler che, nella serie originale, avviene solo a eventi inoltrati ma che ci prendiamo comunque la briga di non accennarvi. Finalmente, il legame tra Tai e Botamon è ormai consolidato e si manifesta con la prima digievoluzione di quest'ultimo in Agumon. Il loro buffo e inaspettato primo incontro viene ostacolato da una serie di altre creature che li attaccano improvvisamente dando il via al primo scontro dell'anime.

E qui, finalmente, si svela l'esercizio di stile che TOEI Animation propone tramite alcune animazioni a dir poco straordinarie, ma che troveranno il culmine solo nel combattimento seguente. Chiarite le cause dei disordini, provocati per l'appunto da questi misteriosi Digimon che sono veri e propri virus, per un attimo sembra possibile eliminare la minaccia ma un'ennesima inaspettata digievoluzione della creatura mette Agumon alle strette. Ancora una volta, il coraggio si fa veicolo dell'emozioni di Tai che spinge il neo-amico digitale verso un'analoga digievoluzione in Greymon.

Un esercizio di stile

La meravigliosa trasformazione, curata come la scena subito successiva da un animatore eccezionale del calibro di Ryo Onishi, si allontana dalla tipologia della serie originale, ma si rivela affascinante e appagante a livello visivo, soprattutto nel combattimento seguente che brilla di un tecnicismo frutto dei migliori artisti dell'animazione digitale. Vinto lo scontro, il peggio sembra passato, ma un attacco all'intelligence americana sembra muovere gli eventi del prossimo episodio. Il tutto, tuttavia, mostrando in un colpo di scena finale un nuovo digiprescelto in groppa al proprio Digimon.

Questa prima puntata, sotto tutti i punti di vista, è l'inizio promettente di una serie che sicuramente avrà modo di far parlare di sé. Tutto quello che ha reso grande Digimon Adventure sembra al suo posto, nonché ogni singola caratteristica che contraddistingueva il carattere di ciascun personaggio, motore vivente del tema principale dell'opera. TOEI Animation recupera parte dello staff originale e si avvale, dunque, di una direzione straordinaria capitanata dal regista Masato Mitsuka, veterano dello studio, seguito dalla sceneggiatura di Atsuhiro Tomioka, talento che ha prestato la propria penna a oltre 50 diverse serie televisive.

Katsuyoshi Nakatsuru torna al character design, praticamente rimasto invariato dall'originale, mentre Toshihiko Takashi è incaricato di dirigere il campo musicale. Quest'ultimo punto, nonostante sembri interamente rivoluzionato nelle intenzioni, calza a pennello con le vicende e accompagna con toni avvincenti la prima avventura di Tai e Agumon nel mondo digitale.

Digimon Adventure 2020 Tirando le conclusioni, l'operazione nostalgia è vinta sotto tutti i fronti. Il nuovo Digimon Adventure splende di luce propria e non ha bisogno di affidarsi alla serie originale per innovare un prodotto che ha ancora tanto da raccontare. Siamo convinti che chi ha apprezzato la serie omonima del 1999 troverà in "Psi" un ottimo reboot, mentre i nuovi spettatori riusciranno senz'altro a ritagliare una fetta del proprio cuore a quella che sembra una nuova straordinaria avventura.