Dosei Mansion: le nostre prime impressioni sul manga di Hisae Iwaoka

Pubblicato in origine nel 2006, il manga di Hisae Iwaoka approda finalmente in Italia grazie a BAO publishing, nella collana Aiken.

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Abbiamo già parlato di Isae Iwaoka quando abbiamo pubblicato la nostra Recensione di Fiori di Biscotto, una piccola e delicata raccolta antologica che rientra tra le prime proposte della linea Aiken, cioè la neonata collana dedicata ai manga di BAO Publishing. Dosei Mansion è invece, probabilmente, il pezzo più succulento di questa prima tornata all'interno della collezione: si tratta della serie più lunga e famosa della sensei Iwaoka, paragonata da molti all'autore di Winnie the Pooh proprio per la leggerezza e la dolcezza del suo immaginario. Dosei Mansion è una serie, di cui BAO ci ha proposto finora il primo tankobon, vincitrice nel 2011 del Grand Prize al Japan Media Arts Festival. Gettiamoci, quindi, a capofitto in questa storia, perché se alcuni racconti più recenti (pensiamo a Made in Abyss di Akihito Tsukushi, edito J-POP) ci hanno portato ad esplorare i segreti racchiusi nelle viscere del nostro pianeta, Dosei Mansion ce lo fa invece guardare dall'altro, in tutta la sua interezza e maestosità, in una storia di ricerca e formazione.

Sopra la Terra

A più di 35.000 metri di distanza dalla superficie terrestre si trova un agglomerato di edifici: una vera e propria città celeste su cui l'umanità si è trasferita ormai da tempo. Il motivo? La Terra è diventata un'immensa riserva naturale da preservare e proteggere, al punto che l'uomo non può più mettervi piede, ma anzi non può fare altro che osservarla da lontano.

La società all'interno di questa comunità è organizzata, però, secondo i più naturali crismi del panorama moderno: ci sono i cittadini di élite e quelli appartenenti ai ceti sociali più bassi, allo stesso modo le zone più alte e prestigiose dell'agglomerato sono abitate soltanto dai membri più importanti della popolazione, mentre le persone socialmente più umili devono accontentarsi di vivere nei suoi grigi bassifondi.

In questo meccanismo sociale uno dei mestieri più noti è quello del lavavetri, cioè un addetto alla pulizia delle immense strutture di vetro da cui è possibile ammirare la Terra. Si tratta di un mestiere molto pericoloso, dal momento che l'operaio si ritrova a svolgere il suo compito praticamente sospeso nel vuoto a quasi quarantamila metri di altezza rispetto alla superficie terrestre.

Ed è in questo contesto che si svolge la storia di Mitsu, protagonista di Dosei Mansion: Mitsu è un ragazzino delle medie rimasto orfano di padre. Il suo genitore era proprio un lavavetri, ma anni prima scomparve misteriosamente sul posto di lavoro, facendo ipotizzare a tutti di essere deceduto mentre svolgeva la sua mansione. Nonostante questo episodio tragico, Mitsu vive nel ricordo del suo papà con nostalgia e ammirazione, e anzi, aspira a diventare un lavavetri ancora più abile.

Guardando il mondo

È in questo scenario che prende corpo la nostra storia: l'inseguimento di un sogno e gli ostacoli da superare per raggiungerlo, a partire dalle compagnie che si formano intorno a Mitsu e anche da chi lo istruisce a questa particolare mansione. In un idillio fatto di regole, gerarchie sociali e di un apparente società perfetta, infatti, si nascondono tutte le insidie e le criticità che coinvolgono il mondo contemporaneo, dal divario sociale alla discriminazione, passando per i drammi tipici dell'uomo comune. Attraverso l'ordito del primo volume di Dosei Mansion, infatti, l'autrice getta le basi per una trama ricca di segreti.

A partire dall'immaginario creato da Iwaoka-sensei stessa fino a ciò che si cela nel passato di Mitsu e di suo padre, del quale si apprenderanno una serie di dettagli man mano che il piccolo protagonista incontra sul proprio cammino le persone che lo hanno conosciuto quando era in vita.
Sul versante visivo, l'opera si mantiene sugli standard dello stile di Hisae Iwaoka: un tratto molto dolce e rotondeggiante, minimale nel character design ma anche dettagliato nel tratteggiare un worldbuilding mozzafiato (le splash page dedicate alla visuale verso la Terra sono estremamente virtuose). Delicato, infine, nel delineare le fattezze di personaggi che, per stile, si avvicinano molto a una rappresentazione vagamente, seppur non possiamo in alcun modo definire la grafica di Dosei Mansion del tutto "deformed".

Dosei Mansion Finalmente, grazie a BAO Publishing, abbiamo l'opportunità di leggere Dosei Mansion, giunto in Italia molti anni dopo la sua pubblicazione originale (era il 2006). Hisae Iwaoka costruisce un piccolo mistero immerso in un immaginario dolce e piacevole, regalandoci persino qualche scorcio visivo di gran livello.