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Fate/EXTRA Last Encore, un primo sguardo alla nuova serie Netflix

Il nuovo anime Netflix si prospetta essere avvincente, epico, e con una trama che tiene incollati allo schermo.

first look Fate/EXTRA Last Encore, un primo sguardo alla nuova serie Netflix
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La serie di Fate/ è un vero successo, non solo grazie ai due videogiochi principali, ma anche ai numerosi spin-off, manga, e anime che ne sono derivati. Purtroppo è passata in secondo piano al di fuori del Giappone, a causa anche dei pochi titoli arrivati in occidente e non tutti localizzati. La stessa sorte è toccata anche ai fumetti: tra quelli pubblicati, solo uno sparuto numero è giunto qui da noi (Fate/stay night e Fate/zero) editi da Edizioni Star Comics. Nonostante tutto, il fantasy creato da Nasu e Takeuchi con la visual novel Fate/stay night è stato largamente apprezzato anche al di fuori della patria, accogliendo una fetta sempre più grande di fan, anche grazie a Netflix e VVVVID, che al momento hanno nel proprio catalogo Fate/stay night: Unlimited Blade Works e Fate/Apocrypha (esclusiva Netflix), valorizzando di più una serie che rischia di entrare drasticamente nel dimenticatoio. Come dicevamo, il franchise comprende vari videogame spin-off, tra i quali spicca Fate/EXTRA, rilasciato per PSP nel 2010 in Giappone (2012 in Europa), seguito poi da Fate/EXTRA CCC. A seguito della notorietà, lo studio Shaft (Puella Magi Madoka Magica) ne ha realizzato un anime, la cui sceneggiatura è curata da Nasu in persona, intitolato Fate/EXTRA Last Encore, che si distacca leggermente dal videogioco. La serie è stata trasmessa in Giappone per la prima volta il 27 gennaio. Oggi, 30 giugno, è arrivato anche su Netflix e noi ne abbiamo visionato il pilot.

Inferno digitale

Hakuno Kishinami è uno studente come tanti, dedito allo studio e circondato da amici su cui può fare sempre affidamento. È da un po' di tempo, però, che l'eroe prova un forte sentimento di odio verso tutti, incrementato da una serie di misteriose visioni cruente; riesce a tenere sotto controllo il suo istinto, ma ancora non trova una spiegazione plausibile al suo problema. Bisogna dire che la serie non è ambientata sulla Terra, bensì in una realtà alternativa, un mondo digitale sulla superficie della Luna, chiamato SE.RA.PH, sviluppato da un computer: il Moon Cell. La macchina ha creato un universo parallelo dove trasportare tutti coloro che hanno elevate probabilità di diventare Master. Sebbene ad una prima occhiata questo luogo possa sembrare un paradiso in cui tutto è perfetto, non lo è affatto: anzi, viene definito un "inferno digitale, creato per sembrare un paradiso": è un luogo fittizio, in cui si decide il futuro di chi vi vive, e in cui ogni giorno è identico al precedente. In questo universo viene organizzata una sorta di battle royale tra tutti gli studenti, e solo pochi sopravvissuti potranno accedere alla fase successiva, un torneo di cui non si sa ancora molto, ma presumibilmente (conoscendo anche il prodotto) potrebbe essere un nuovo tipo di Guerra del Santo Graal. Hakuno, come tutti i suoi coetanei, viene coinvolto negli scontri e in breve tempo si rende conto che non può fare affidamento su nessuno, nemmeno sulle persone che considerava amiche, perché potrebbero tradirlo da un momento all'altro. Mentre cerca un luogo dove rifugiarsi da una figura dall'aspetto di Archer di Fate/stay night, incontra una giovane donna che lo salva: questa rivela di essere un Servant. Con questo scoppiettante cliffhanger si conclude il primo episodio, lasciandoci con una forte smania di vedere come gli eventi si svolgeranno.

Mondo virtuale

Visionando il primo episodio siamo stati assaliti da quel tipo di confusione che ci ha invogliato a divorare tutta la stagione, speranzosi di non imbatterci in grossolani errori narrativi o in cliché. Infatti, sin dai minuti introduttivi veniamo messi dinanzi ad una serie di situazioni disorientanti e domande a cui non otteniamo giustamente risposta: ciò rende più facile procedere nella visione, perché poco alla volta ci vengono forniti piccoli e importanti indizi, che ci fanno intuire, almeno, dove gli eventi hanno luogo. La narrazione è inizialmente lenta, ma a metà episodio prende un'improvvisa impennata diventando sempre più movimentata, con una continua progressione di eventi, che culmina con un finale esplosivo. Il desiderio di venire a capo dei numerosi quesiti e un finale convincente potrebbero essere la chiave per agevolare la visione dell'anime tutto d'un fiato. Anche la scelta di un setting alternativo, ambientato in quello che sembra essere un videogioco (sono citati termini come NPC) potrebbe essere un ottimo spunto, perché gli autori hanno deciso di trasportare l'azione in una realtà virtuale, distaccandosi così dagli altri titoli della serie, ambientati nel nostro mondo; bisogna, però, comprendere meglio in che modo ciò influenzerà la trama. Un'ambientazione più digitalizzata potrebbe apportare un cambiamento anche sul versante artistico. Il comparto tecnico non ha mostrato ancora tutte le sue capacità: non possiamo sbilanciarci eccessivamente, ma ci è parso molto simile a quello usato negli altri capitoli. Viene fatto gande uso di immagini illuminate e vivide per i frangenti di vita quotidiana e più quieti, ma nelle visioni di Hakuno o nel bel mezzo della mattanza degli studenti si passa a tonalità più cupe, che mettono in risalto la violenza e la brutalità delle scene.

Nell'unico combattimento presentato (ad incipit dell'episodio) sembra che il fronte artistico sia gestito alla perfezione: un certosino utilizzo di luci e ombre e dei disegni rende il duello titanico e avvincente; tutto ciò fa ben presagire circa la presenza di scontri che potrebbero lasciare con il fiato sospeso. Tuttavia, unica pecca che abbiamo riscontrato è la presenza di una CGI, che, benché sia gradevole a vedersi, non si sposa perfettamente con il resto dei tratti a mano, anche per via di animazioni che ci sono apparse molto macchinose. Anche per quanto riguarda il character design, non possiamo ancora dire molto, perché non si è ancora entrati nel vivo dell'azione e non abbiamo conosciuto tutti i potenziali attori in gioco, ma abbiamo notato un gradevole contrasto tra un tratto più semplice, come quello degli studenti, e qualcosa di esteticamente più elaborato come le sgargianti vesti dell'unico Servant apparso finora - quasi a farci intendere che i veri protagonisti siano loro e non i padroni, come, tra l'altro è accaduto anche nella serie principale e in Fate/Apocrypha. Gradevole la presenza di volti noti, ma non sappiamo ancora quale sia il loro ruolo: solo il futuro saprà dircelo...

Fate/EXTRA Last Encore Fate/EXTRA Last Encore è una serie ancora tutta da scoprire, che non ha ancora mostrato i suoi muscoli. Le basi per un prodotto avvincente e in grado di intrattenere sembrano esserci tutte: una sceneggiatura che cerca di attirare l’attenzione sin da subito, riuscendoci appieno con un alone di mistero e una componente artistica che si presenta interessante e convincente, ma che deve ancora dare il massimo di sé. In conclusione, Fate/EXTRA Last Encore ci ha convinti su tutti i fronti in via preliminare, invitandoci a scoprire ogni aspetto della storyline dell'anime.