Food Wars 4: primo sguardo all'ultima stagione dell'anime

La quarta e ultima stagione di Food Wars torna più sgargiante che mai. Ecco le nostre prime (ottime) impressioni dopo aver visto il primo episodio.

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La terza stagione dell'adattamento animato del manga di Yuto Tsukuda (storia), Shun Saeki (disegni) e la collaborazione della chef Yuki Morisaki, Food Wars, aveva introdotto, per coloro che non seguono l'opera cartacea, uno degli archi narrativi più intriganti di tutta la storia: lo scontro contro i Dieci Eletti per la salvaguardia dell'Accademia Tootsuki. La stagione in questione, sempre curata dallo studio J.C. Staff, aveva però lasciato col fiato sospeso gli appassionanti interrompendosi proprio sul più bello, ossia in concomitanza con gli scontri culinari più interessanti che avrebbero visto impegnati i primissimi seggi dell'elite della scuola.

Questa quarta stagione, disponibile su Crunchyroll come ormai da tradizione, ha il compito quindi di mettere finalmente i puntini sulle "i" ad una della battaglie più estenuanti, non solo per gli studenti ma anche per i fan, e soprattutto offrire una visione complementare di quello che sarà il finale di Food Wars, la cui controparte manga ha recentemente salutato la scena, concludendosi definitivamente. Inutile dirvi, dunque, quanto le aspettative fossero elevate e, seppur sia ancora molto presto per dirlo, dopo aver visto il primo episodio ci sentiamo in dovere di essere più che ottimisti per questa quarta e ultima stagione.

Peperoncino e Coccodrilli

La quarta "portata" di Food Wars (il cui titolo è anche conosciuto col nome Shokugeki no Soma) riprende esattamente dagli avvenimenti della terza stagione, salvo un piccolo riassunto utile per ricollegare al meglio gli eventi. Lo scontro per il controllo della scuola tra i Ribelli (capitanti dal nostro Soma) e il Central - con a capo lo spietato Azami Nakiri - guidato dai Dieci Eletti, è entrato ormai nel vivo. Soma e compagnia sono riusciti a portare a casa delle sofferte vittorie, ma la posta in gioco è salita in modo esponenziale, giacché da sfidare sono rimasti in gioco solamente i primissimi eletti della Top Ten della scuola, universalmente riconosciuti come alcuni tra i cuochi migliori del Paese.

La truppa dei Ribelli, però, ha ancora qualche asso nella manica, e non si lascia spaventare dalla soverchiante energia degli "spietati" padroni di casa, desiderosi più che mai di allontanare definitivamente la minaccia portata dal protagonista e da tutti quelli a lui più vicini. Inutile dirvi che l'episodio parte subito a mille, e senza perdere tempo catapulta rapidamente lo spettatore in una tripla sfida culinaria, in cui gli eletti numero uno (Eishi Tsukasa), numero due (Rindo Kobayashi) e numero quattro (Somei Saito) si scontrano con i Ribelli, rappresentati per l'occasione da Subaru Mimasaka e da due ex membri dei Dieci Eletti: Terunori Kuga e soprattutto Tosuke Magashima, una delle new entry più interessanti della stagione.

Inutile dirvi anche che le sfide sono incredibilmente sentite, non soltanto per l'importanza capitale della posta in palio, ma anche per una questione di orgoglio e di stile e, perché no, a causa anche di quesiti in sospeso tanto ricorrenti nell'universo narrativo dell'opera.

La forte spinta stilistica, comunque, si avverte anche grazie alla natura dei temi scelti per la sfida culinaria, i quali contribuiscono pesantemente a rendere l'inizio di stagione ancor più frenetico ed eccitante che in passato. L'episodio, che vive di continui ribaltamenti di fronte, culmina comunque ancora una volta sul più bello, rimandando così l'esito della doppia sfida alla prossima settimana. Riuscirete a resistere?

Un cuoco è per sempre!

La scelta di iniziare l'episodio con un piccolo riassunto risulta doverosa, quando a scendere in campo è Tosuke Magashima, un personaggio in realtà mai visto nella precedente stagione e che qui sembra ricoprire un ruolo fondamentale. L'ex terzo seggio dei Dieci Eletti si presenta subito come un personaggio molto affascinante e dal forte carisma, nonché munito di un talento impressionante, tenuto a freno soltanto dalla sua scarsa voglia di competizione.

Magashima-senpai (così come lo chiama Soma) decide di scendere in campo per difendere la sua personalissima cultura della cucina, in particolare del ramen, pericolosamente messa in pericolo dai piani di grandezza di Azami e del Central, desiderosi di controllare, in un modo o nell'altro, tutta la cultura culinaria giapponese.

In realtà Magashima ha anche abbracciato la causa in onore dello stesso Soma, che poco tempo prima l'aveva sfidato per dimostrargli quanto talento potesse avere anche chi non rispetta le volontà del Central. Le scene, al solito esagerate e da battle shonen in salsa puramente culinaria, rappresentano ancora una volta lo stile inconfondibile dell'opera, in cui a spiccare rapidamente è la splendida caratterizzazione dei personaggi man mano introdotti. Insomma, per usare un termine a tema, c'è come sempre "tanta carne al fuoco", e se il buongiorno si vede dal mattino, la quarta stagione sembra decisamente avere una spinta in più anche sotto questo aspetto.

Continuità stilistica

Il ritorno sulla scena di Soma, dei fratelli Aldini, di Erina Nakiri e di tutti gli altri protagonisti (e antagonisti) dell'opera è un omaggio alla continuità stilistica raggiunta, nel corso degli anni, dallo studio J.C. Staff, il quale ha portato in scena - ancora una volta - un lavoro encomiabile, sia nella rappresentazione dei vari personaggi sia, e soprattutto, sul piano strettamente tecnico. Seppur in alcuni casi abbiamo assistito ad un calo sottile nel tratto di alcuni volti, la cura maniacale con la quale viene riprodotto ogni singolo ingrediente ritorna con forza e, anzi, sembrerebbe aver subito una spinta molto pesante verso uno status ancora più elevato.

La palette cromatica che investe i peperoni, solo per fare un esempio, splendidamente arricchita con la scelta di un rosso fiammante e quasi abbagliante, sembra quasi voler fuoriuscire dallo schermo. Ci hanno lasciato ancora una volta di stucco le splendide animazioni con cui J.C. Staff ha da sempre saputo replicare sia il momento della preparazione sia quello della consumazione dei vari piatti, e qui non potrebbe essere diversamente.

Già dai primissimi istanti, questa quarta stagione si stanzia esattamente nella stessa elite qualitativa delle altre, risultando per certi versi ancor più precisa e pulita nella trasposizione dell'opera cartacea che, indubbiamente, riesce a trasportare meglio lo spettatore nei sapori, nei profumi e soprattutto nei colori della buona cucina.

La scelta poi di affidarsi agli stessi doppiatori di sempre è sicuramente più che riuscita, ancora una volta in onore della continuità, seppur ci sentiamo di bocciare in parte il comparto sonoro a causa di una soundtrack non proprio riuscitissima. L'opening, in particolare, "Chronos" curata dalla band STEREO DIVE FOUNDATION, seppur di buon livello, ci è sembrata nettamente meno incisiva rispetto alle precedenti. Discorso diverso, invece, per quanto concerne l'ending di Food Wat "Emblem", dei nano.RIPE, nettamente più "adatta" e orecchiabile, e quasi commovente, sicuramente più in linea con gli standard a cui la serie ci ha abituati.

Food Wars! Stagione 4 Il primo episodio della quarta stagione di Food Wars è un vero e proprio fiume in piena, che travolge lo spettatore con una carica ed un’energia senza pari, anche per gli standard della serie. J.C. Staff sembra aver fatto ancora centro, e sinceramente non vediamo l’ora di capire se e come questi 25 episodi finali sapranno concludere la storia di Soma & co., la cui controparte cartacea è da poco terminata. Se proprio dovessimo trovare il pelo nell’uovo, probabilmente, potremmo additare la parte del coccodrillo (un ingrediente alquanto bizzarro) che viene ucciso e dissanguato praticamente sul momento (seppur la scena non venga mostrata), ma siamo sicuri che chiunque abbia saputo contestualizzarla con la natura strampalata ed esagerata dell’opera del maestro Tsukuda. Noi, comunque, abbiamo già l’acquolina in bocca per i prossimi piatti... cioè, episodi!