Geist Maschine: il fumetto di LRNZ ispirato a Shadow of the Colossus

LRNZ torna a raccontare una storia di fantascienza e ci trasporta in una Roma del futuro in cui della civiltà come la conosciamo non rimane quasi nulla

Geist Maschine: il fumetto di LRNZ ispirato a Shadow of the Colossus
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Geist Maschine, il nuovo fumetto di LRNZ (Lorenzo Ceccotti) pubblicato da Bao Publishing, è il primo atto di una trilogia che deve ancora prendere forma. L'opera, come racconta l'autore, è figlia di un processo creativo lunghissimo e mutevole: nonostante sia stata presentata a Bao nel 2013 insieme ai più noti Golem e Astrogamma, è soltanto di recente che si è aperta la possibilità di una pubblicazione. L'editore infatti scelse di cominciare da Golem, ma Lorenzo continuò a lavorare parallelamente a Geist Maschine nel corso degli anni, al punto che allo stato attuale non somiglia per niente a quello presentato a Bao. Il fumetto ha preso forma tavola dopo tavola durante lunghe sessioni live su Twitch, con la possibilità da parte del pubblico di assistere a ogni fase della realizzazione.

Anche i volumi successivi verranno disegnati, a detta dell'autore, in diretta streaming, poiché si tratta di un'esposizione stimolante alla community che gravita attorno al mondo del fumetto e ha effetti positivi sia sulla produttività sia sulla qualità dei disegni: "Ho scelto di disegnare in streaming per aprire il mio studio professionale al mondo, un po' come se avessi una bottega su strada, uno spazio di lavoro dove mi diverto a chiacchierare con le persone che passano a trovarmi mentre disegno".

Una Roma immersa nel verde

La storia si svolge in una Roma post apocalittica in cui la civiltà è quasi completamente sparita e la natura ha riconquistato il suo spazio. Due bambini, Sol e il muto Len, viaggiano insieme alla madre e a un altro uomo in cerca di Otan, una città in cui si dice sia possibile condurre una vita tranquilla. Il cammino, tuttavia, è costellato da pericoli poiché la natura, nella sua brutale indifferenza, non si cura affatto dei problemi degli uomini.

Attaccati da un branco di lupi, i due assistono alla terribile morte della madre e vengono salvati all'ultimo momento da Aiden, un ragazzo solitario con cui stringeranno presto un patto di sopravvivenza, all'ombra di un gigantesco relitto

del vecchio mondo che si rivelerà essere molto di più. Riteniamo poco sensato azzardare giudizi sulla consistenza di una storia di cui per ora possiamo leggere soltanto il primo atto, che si limita a gettare le fondamenta dei futuri sviluppi e non fornisce alcuna risposta chiara sui presupposti narrativi della vicenda cui assistiamo. Sono presenti però una serie di elementi interessanti che meritano di essere menzionati. Il racconto è prima di tutto d'impostazione relazionale, nel senso che primaria importanza la ricoprono i rapporti tra questi ragazzi che non hanno mai visto un mondo diverso da quello attuale, in rovina, divisi tra la speranza di un posto migliore e la disillusione di un eterno presente in cui l'unica priorità è trovare un rifugio in cui sopravvivere. La scelta di raccontare la storia attraverso uno sguardo infantile, che forse strizza l'occhio alle narrazioni ghibliane, permette una funzionale riscoperta di un mondo difficile, dove devono imparare a prendersi cura l'uno dell'altro senza più la sicurezza del grembo materno.

Altro elemento centrale sono indubbiamente i Geist, i giganteschi robot sopravvissuti alla fine del mondo. Non si tratta di semplici relitti militari, ma di veri e propri monumenti ricolmi di suggestioni culturali che testimoniano un tempo che non c'è più - vedasi Anima, un riuscito connubio tra neoclassicismo e risorgimento italiano.

Il design è altrettanto peculiare anche all'interno dei robot stessi, che invece della consueta giungla di fili, cavi e circuiti sono praticamente vuoti. Intuizione di inaspettato realismo, mediata dal confronto con l'istituto italiano di tecnologia di Genova con cui l'autore era entrato in contatto dopo la pubblicazione di Golem. L'idea di rendere i robot "abitabili" in uno scenario totalmente dominato dalla natura è un chiaro segnale di ribaltamento di prospettiva rispetto al racconto di Golem, in cui il mondo era invece invaso dallo sviluppo tecnologico. Dimostrazione ulteriore non solo della versatilità stilistica di Ceccotti, ma anche della sua volontà di esplorare nuove strade.

Un connubio di influenze

Sicuramente uno dei punti di forza di Geist Maschine risiede nella perizia tecnica di LRNZ che, pur mantenendo alcuni elementi stilistici in linea con i precedenti lavori, rimodella il suo tratto in funzione della storia che racconta. Grandi paesaggi naturalistici si stagliano tra le tavole, figli di un connubio felice tra la visione della natura del maestro Hayao Miyazaki e i capolavori di Fumito Ueda, Shadow Of The Colossus, da cui è evidente la ripresa di alcune idee per i colossi meccanici, e The Last Guardian.

Per saperne di più, vi invitiamo a leggere la nostra analisi di Conan il ragazzo del futuro e il nostro approfondimento su Shadow of the Colossus, entrambe ispirazioni fondamentali per Geist Maschine, dichiarate dallo stesso Lorenzo Ceccotti. Il bacino culturale da cui l'autore attinge è vasto e multimediale, spaziando dai capisaldi dell'animazione giapponese come Ghost In The Shell (di cui ha disegnato una storia nella raccolta The Ghost in the Shell: Global Neural

Network) a incisori come Hiroshi Yoshida - ma in generale è legato a numerosi punti di riferimento del fumetto europeo come Moebius, Tanino Liberatore, Simon Bisley. Il disegno di LRNZ è peculiare sotto molti aspetti, a partire dal lettering realizzato a mano. L'autore racconta infatti di come ciò si debba a una discussione con Gipi dove quest'ultimo si lamentava della poca personalità dei fumetti scritti con i font predefiniti, che a suo dire trasmetterebbero la stessa sensazione di un film doppiato con loquendo (software di sintesi vocale). Lungi dal ritenere il fumetto scritto con i font un male assoluto, LRNZ trova comunque più interessante la scrittura a mano, che permette di curare in maniera ancor più autoriale ogni aspetto della composizione della tavola. In questo frangente, il tratto tremolante e irregolare si amalgama alla perfezione con il mondo post apocalittico in declino.

La quasi totale assenza di linee cinetiche e di spazi bianchi delinea, inoltre, un senso del ritmo e del movimento ben diverso dagli standard cui siamo abituati, tuttavia sempre funzionale e incalzante. Spiccano le numerose immagini contestuali a tutta pagina - accompagnate da altre vignette satellite che si concentrano sui dettagli dell'azione - a rendere l'ambientazione forse la vera protagonista di questo primo volume, senza mai spezzare l'immersione del lettore che rimane costantemente avvinto dalla ricchezza visiva.

Ogni tavola risponde a una precisa logica interna e insieme si fa portavoce del virtuosismo stilistico del suo disegnatore, che ne cura ogni minima parte con dovizia e attenzione al dettaglio senza mai risultare dispersivo: una meticolosa e studiata alternanza nella definizione del tratto (inchiostro, matita, stilizzazione progressiva) permette una funzionale suddivisione in piani focali, guidando, di volta in volta, l'attenzione del lettore come una macchina da presa o, come direbbe LRNZ, in maniera analoga all'elaborazione di un motore di rendering all'interno di un videogioco.

Geist Maschine LRNZ (Lorenzo Ceccotti) torna a lavorare con la fantascienza a fumetti nella sua nuova opera, Geist Maschine. Muovendosi tra le strade di una Roma post apocalittica, l'autore mette in scena un racconto di perdita e sopravvivenza, in un mondo in cui la civiltà è praticamente scomparsa e la natura, con la sua brutale indifferenza, si è ripresa i suoi spazi. Il primo volume si configura come atto introduttivo di una trilogia che deve ancora giocare le sue carte a livello narrativo, ma che già spicca per i magnifici disegni di Lorenzo, connubio interessantissimo di influenze sia orientali sia occidentali.