Gideon Falls: prime impressioni sul nuovo fumetto di Lemire e Sorrentino

Un duo stratosferico firma l'incipit di un'opera dalle tante suggestioni artistiche, ma destinata a far parlare di sé: Gideon Falls è in libreria con BAO.

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Il Fienile Nero si staglia su un cielo rosso cremisi, come se il sangue delle vittime che vi finiscono intrappolati andasse a tingere la volta celeste. Un edificio cupo che sa di pericolo, che odora di morte, che spinge chi vi viene attratto sul baratro di una follia senza fine. Il Fienile Nero scompare e ricompare come gli pare e piace, in luoghi differenti e in epoche diverse. Ma poi ha viaggiato attraverso la storia e lo spazio ed è andato a occupare le campagne di Gideon Falls, gettandone gli abitanti in una spirale di mistero e paura. Una cittadina americana come un'altra, di quelle che nel substrato al di sotto di una spessa patina di normalità nasconde un marciume nero e fetido.

È la base, questa, di una storia narrata nel nuovo fumetto che rafforza una partnership strepitosa: Jeff Lemire e Andrea Sorrentino firmano infatti Gideon Falls, opera che in Italia è edita da BAO Publishing. In arrivo sui nostri scaffali il 24 gennaio con il primo volume, questo thriller psicologico dalle forti tinte horror s'insinuerà nella vostra testa come un tarlo martellante, allo stesso modo in cui la visione del fantomatico Fienile Nero affligge la mente dei suoi sfortunati protagonisti. Abbiamo potuto sfogliare, in anteprima, un'opera che si candida a diventare tra le più interessanti del 2019: abbandonate ogni speranza, or dunque, e lasciatevi travolgere dall'oscurità di Gideon Falls.

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Con questo non facilissimo e pesante paragone vogliamo dirvi sin da subito che Gideon Falls vive di una serie di suggestioni artistiche di ampio respiro. L'intero tono del racconto sembra chiaramente ispirarsi all'ordito narrativo di Twin Peaks, non senza precludersi uno sguardo sul genere fantascientifico in salsa X-Files e una forte componente introspettiva che, mescolandosi alle dinamiche di un poliziesco, non farà troppa fatica a rammentarvi la scrittura di un certo True Detective.

Con ciò non bisogna pensare che l'opera di Lemire e Sorrentino, meticolosa nella scrittura e sontuosa nella messa in scena, sia di fatto una scialba imitazione di alcuni dei migliori esponenti di ciascun genere. Anzi: partendo da solide basi culturali, i due autori hanno imbastito le origini di un racconto che saprà prendervi raccontando una vicenda del tutto originale e travolgente.

Padre Wilfred è il nuovo parroco di Gideon Falls, giunto da lontano e in fuga da un passato difficile. Dovrà fare i conti con la diffidenza del paese, con i suoi fantasmi e con i misteri che ruotano attorno alla sua nuova casa: tra sparizioni, morti che ritornano e sinistre suggestioni, il prete si ritrova a collaborare con i detective locali fino a scoprire l'esistenza di una setta che cerca di indagare su una serie di sparizioni che da anni attanagliano la regione. Norton è invece un giovane afflitto da disturbi psichici e ossessionato da criptiche visioni che lo spingono a collezionare ciarpame reperito tra la spazzatura. Ha a sua volta un trascorso tragico, tentando di seppellirne il dolore sotto una schizofrenia che mette in apprensione la dottoressa Xu.

Questi e altri personaggi, ma soprattutto le figure di padre Fred e di Norton, sono collegate a doppio filo a un'oscura presenza: il Fienile Nero, appunto.

La sinistra struttura compare in maniera irregolare di fronte alle sue povere e ignare vittime, salvo sparire nel nulla lasciando chi l'ha scorto in una spirale di disperazione e follia. Ma saranno proprio le indagini condotte dai protagonisti fin qui descritti che, a poco a poco, condurranno verso la risoluzione apparente di un mistero terribile.

Due autori da Leggenda

Gideon Falls dipana, attraverso il primo volume, una parabola oscura e decadentista. Il ritmo del racconto è scandito dalle vicissitudini di due protagonisti diametralmente opposti ma legati a un'anima comune. La scrittura di Lemire si rende riconoscibile nel tratteggiare caratteri e psicologie di profili tormentati dalla morte e dall'ignoto, ma si rispecchia nonostante tutto in una sceneggiatura che rimane sempre e comunque a fuoco, senza gettarsi in eccessivi voli pindarici.

Eppure, nel corso della narrazione, l'autore non si preclude il suo solito sguardo intimo e surrealista nei meandri della psiche di uomini tormentai e in fuga dal loro stesso passato: ciò è possibile soprattutto grazie alle matite di Andrea Sorrentino. L'incredibilmente talentuoso artista italiano, che abbiamo potuto ammirare all'opera in serie come Vecchio Logan, Freccia Verde e Secret Empire, lascia la sua inconfondibile firma su ogni singola vignetta di Gideon Falls.

Il suo stile, qui, è meno libertino e più scolastico, per certi versi anche più sporco e meno colorato rispetto alle roboanti tavole fuori dagli schemi intraviste nelle sue recenti collaborazioni Marvel. Supportato dai colori di Dave Stewart, l'artista mette in scena una rappresentazione decisamente oscura, in linea con i toni del racconto, dai cromatismi votati essenzialmente al nero e al grigio, con qualche spiraglio di rosso sangue a pervadere le splash page più coraggiose che - nell'addentrarsi nella mente dei suoi anti-eroi - gridano a tutta forza il loro essere squisitamente Sorrentino-style.

La lettura dei primi albi di Gideon Falls, racchiusi nel volume 1 confezionato da BAO Publishing, riserva colpi di scena e risvolti da lasciarvi col fiato sospeso, intrisa com'è la storia di simbolismi e richiami in ogni ambito culturale e artistico: il tutto conduce verso un'ipotetica conclusione che, in realtà, finisce col dipingere il racconto come un oscuro e violento incipit verso il prosieguo di una narrazione che già non vediamo l'ora di pregustare.

Gideon Falls Dopo aver sfogliato il primo volume possiamo dire che Gideon Falls è, al tempo stesso, un folle viaggio nei meandri di psiche contorte e un lucido thriller poliziesco, con una trama sempre a fuoco pur non precludendosi virtuosismi stilistici e concettuali. Tutto merito, ovviamente, della scrittura riflessiva e decadentista di Jeff Lemire e delle splendide tavole di Andrea Sorrentino: sul piano estetico è sempre riconoscibile la mano dell'artista italiano, che questa volta propone uno stile più scolastico riservandoci pochi (ma buoni) colpi dal grande impatto visivo. Se abbiamo ragione, la nuova opera targata BAO Publishing può candidarsi ad essere tra i migliori fumetti di questo 2019.