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Great Pretender: su Netflix l'anime dai creatori de L'Attacco dei Giganti

Arrivano su Netflix i primi 14 episodi di Great Pretender, nuovo anime originale di WIT Studio. Ecco le nostre impressioni dopo i primi episodi.

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Il mondo dell'animazione giapponese, soprattutto quello televisivo, vive ormai da molti anni con gli adattamenti di materiale preesistente (manga, light novel, visual novel, videogiochi e così via), quasi sempre per scopi puramente promozionali. La realizzazione di opere originali deve fare i conti con i rischi legati al lancio di un prodotto nuovo, che non può contare su un pubblico già esistente, senza contare la continua richiesta di adattamenti che riempie fino a soffocare le tabelle di marcia degli studi d'animazione. Ogni tanto, tuttavia, una o più serie animate non basate su opere già pubblicate fanno capolino nella programmazione televisiva giapponese.

È proprio questo il caso di Great Pretender, anime della stagione estiva appena giunto nel nostro paese grazie a Netflix, che ha caricato sulla piattaforma i primi 14 episodi. Ecco le nostre prime impressioni su un lavoro brillante e dal grande potenziale, che trae evidente ispirazione da Lupin III.

Un anime dal respiro internazionale

Great Pretender è una serie animata di 23 episodi prodotta da WIT Studio (L'Attacco dei Giganti, Kabaneri of the Iron Fortress), diretta da Hiro Kaburagi e scritta da Ryota Kosawa. Yoshiyuki Sadamoto (Neon Genesis Evangelion) si è occupato del character design. A differenza della maggior parte delle produzioni per il piccolo schermo, Great Pretender è stato distribuito in Giappone prima su Netflix, a blocchi di cinque episodi a partire dal 2 giugno 2020, e solo successivamente, con l'inizio della stagione estiva, è stato trasmesso anche sulla rete televisiva nipponica. A livello globale, le prime 14 puntate di Great Pretender sono state rese disponibili esclusivamente su Netflix a partire dal 20 agosto 2020, compresa l'Italia, dove è disponibile il doppiaggio italiano. Gli ultimi nove episodi di Great Pretender arriveranno su Netflix Japan il 21 settembre 2020.

L'anime racconta la storia di Makoto Edamura, un giovane criminale autoproclamatosi il più grande truffatore del Giappone, che vive alla giornata prendendo di mira poveri e ignari malcapitati assieme al suo socio in affari. Un giorno, tuttavia, l'ennesimo tentativo di furto ai danni di un apparentemente innocuo turista straniero gli si ritorce contro e Makoto si ritrova il portafoglio svuotato e la polizia in casa.

Mentre tenta di fuggire, si imbatte nuovamente nel misterioso turista, che scopre essere a sua volta un abile truffatore francese di nome Laurent Thierry. In preda alla foga, Makoto decide di seguirlo a Los Angeles dove scopre a sue spese di essere stato incastrato dallo stesso Laurent e coinvolto a sua insaputa in un colpo ai danni del più grande boss della malavita della West Coast. Inizia così per Makoto Edamura una nuova avventura nel mondo delle truffe internazionali assieme a Laurent e ad altri nuovi compagni.

L'eredità del ladro gentiluomo

I primi due episodi di Great Pretender, sui quali si basa questo nostro sguardo iniziale, fanno parte del primo dei quattro archi narrativi - o casi - in cui si suddivide la serie e ci introducono alle vicende di Makoto e Laurent, con un flashback nella seconda puntata che racconta il passato del primo e le ragioni che lo hanno spinto a diventare un truffatore. Sin dalla sequenza iniziale, che ci mostra il povero Makoto appeso a testa in giù sulla celeberrima scritta "Hollywood" a Los Angeles, si capisce che Great Pretender è un anime dal grande respiro internazionale,
e basterebbe già questo aspetto a renderlo meritevole di attenzione. Oltre a ciò, la serie si ispira in maniera evidente a Lupin III per lo stile, il contesto, l'abile mix tra azione e commedia e altri gustosi dettagli; per esempio la nazionalità francese dell'abile truffatore Laurent Thierry e l'ottimo opening theme puramente strumentale - composto dall'autore della colonna sonora Yutaka Yamada (Tokyo Ghoul, Vinland Saga) - le cui sonorità richiamano quelle delle sigle degli adattamenti animati del celebre ladro gentiluomo. Siamo quasi certi tuttavia che Great Pretender non si rivelerà una banale copia mal riuscita della creazione di Monkey Punch: la regia e i dialoghi brillanti messi in mostra in soli due episodi sembrano confermare questa nostra sensazione.

Anche il comparto grafico restituisce la medesima, ottima impressione. Al di là dell'indubbio fascino del character design del noto mangaka Yoshiyuki Sadamoto - qui lontano dal genere tipico dei suoi passati lavori - i disegni e le animazioni di Great Pretender sono realizzati davvero con grande cura, così come gli sfondi e i colori frizzanti che ben si adattano alla vivacità della narrazione. Non possiamo che augurarci che tale qualità si mantenga per tutti e 23 gli episodi previsti.

Degna di menzione è la sigla di chiusura, che vede come brano di accompagnamento il singolo "The Great Pretender" di Freddie Mercury, il famosissimo e compianto leader della rock band Queen. La canzone, a sua volta una cover dell'omonimo brano originale del gruppo The Platters, rappresenta dunque l'ultimo dei numerosi esempi di utilizzo della musica occidentale nel contesto degli anime giapponesi. Come se ciò non fosse sufficiente a renderla speciale, anche il video a tema felino della sigla di chiusura è semplicemente geniale. Per molti, quella di Great Pretender è già l'ending anime più bella dell'anno; e i motivi appena esposti dovrebbero farvi capire perché.

Great Pretender Le prime puntate di Great Pretender ci hanno davvero convinto. Se i restanti dodici episodi di questa prima tranche, in attesa degli ultimi nove, confermeranno la qualità che abbiamo visto nell’esordio, allora Great Pretender avrà tutte le carte in regola per rivelarsi una delle serie migliori di questa stagione estiva, se non dell’intera annata. Un’opera originale che sembra voler raccogliere l’eredità del ladro gentiluomo Lupin III, ma con un’identità sufficientemente forte da potersi differenziare da esso. L'appuntamento è per i prossimi giorni, per conoscere il nostro verdetto definitivo su questa prima stagione.