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Hero Mask, prime impressioni sulla nuova serie anime di Studio Pierrot

Primo sguardo alla serie fantascientifica/poliziesca dai creatori di Tokyo Ghoul e Naruto, in grado fin dal primo episodio di risultare interessante.

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Netflix, che negli ultimi anni ha deciso di puntare in maniera massiccia anche sugli anime, ha reso disponibile da oggi una serie crime ammantata da una forte componente fantascientifica: Hero Mask. L'opera di Hiroyasu Aoki, composta da 15 puntate e prodotta dallo studio d'animazione Pierrot (che si è occupato anche della distribuzione di numerosi altri anime tra cui Naruto, Great Teacher Onizuka, Boruto e Tokyo Ghoul) risulta accattivante fin dal primo episodio, che andremo ad analizzare di seguito nel nostro consueto primo sguardo, in modo da provare a capire cosa può riservarci questa nuova serie disponibile in esclusiva sulla piattaforma streaming americana.

Mi chiamo Blood...

Hero Mask ci proietta in un mondo futuristico (o forse sarebbe meglio dire futuribile) in cui la polizia può fare affidamento su alcune nuove tecnologie in grado di rendere la lotta al crimine più semplice rispetto al passato, grazie a lenti a contatto in grado di identificare i bersagli chiave e a speciali proiettili traccianti con GPS integrato. Il primo episodio non perde tempo a trasportare lo spettatore all'interno di un incipit dalla forte impostazione bondiana (specialmente se si pensa agli ultimi film con Daniel Craig), in cui vediamo il protagonista delle vicende, James Blood, intento a proteggere un testimone.

A fronte di un'introduzione dal ritmo sostenuto, successivamente l'intera storia procede in modo più tranquillo, seppur riuscendo comunque a risultare interessante. I vari personaggi però, a partire dal protagonista, non risultano caratterizzati in maniera troppo approfondita, andando invece a ricalcare tutta una serie di stereotipi che, soprattutto gli spettatori più smaliziati, riusciranno a notare senza problemi.
James Blood incarna infatti il detective forte e brillante che agisce in modo impulsivo, spesso addirittura senza rispettare le regole e/o travalicando addirittura gli ordini dei propri superiori; in questo primo episodio gli altri suoi collaboratori (e superiori) non esitano a ricordagli di fare maggiormente attenzione durante i casi, dato che il suo modo irruento di condurre le indagini potrebbe causare più di qualche problema.
L'evento che però mette in moto davvero la storia è la morte improvvisa di Monica Campbell, amica di James sempre pronta a coprirgli le spalle nel momento del bisogno; è proprio per questo che il detective inizia una corsa disperata contro il tempo, insieme alla collega Sarah Sinclair, per scoprire la verità dietro un misterioso decesso che nasconde vari punti oscuri.

...James Blood

L'intero episodio, pur seguendo una struttura lineare focalizzandosi più sui dialoghi che sull'azione, a un certo punto cambia leggermente tono, mostrando allo spettatore uno scenario più dark e misterioso rispetto a quanto visto in precedenza. La sensazione è che gli autori abbiano scelto volontariamente di avvicinarsi a un contesto maggiormente fantascientifico incentrato su varie persone (probabilmente dotate di caratteristiche speciali) rinchiuse all'interno di un laboratorio. La serie decide così di mischiare vari generi e influenze, provando a mettere insieme sia alcune caratteristiche di celebri saghe come quella di James Bond o di Bourne, mischiando il tutto in un contesto sci-fi che potrebbe anche avvicinarsi a opere come Ghost in the Shell.
A incuriosire, oltre alla trama in generale, è anche il ruolo della maschera (presente pure nel titolo) dietro cui sembra ruotare tutto; il primo episodio lascia infatti presupporre che la vicenda in cui si è invischiato James nasconda dei risvolti estremamente pericolosi, inaspettati e, molto probabilmente, anche molto più grandi di lui.
Sul fronte tecnico, la serie presenta una buona cura per il dettaglio, tanto per i personaggi quanto per gli ambienti; a livello di animazioni, per quanto in questo primo episodio non siano presenti un elevato numero di scene dinamiche, l'anime si difende bene, mostrando solo qualche incertezza durante le scene di inseguimento tramite i veicoli (realizzati in computer grafica e non eccessivamente fluidi).

Buono anche il character design dei vari protagonisti, semplice ma funzionale per il tipo di storia raccontata, dato che si è deciso saggiamente di non puntare sull'esagerazione, cercando comunque di focalizzarsi su un look abbastanza realistico e su capigliature tutto sommato standard, così da rendere maggiormente credibili anche i comprimari. Per quanto riguarda la violenza, in questo primo episodio non si sono verificati grandi spargimenti di sangue, anche se negli episodi successivi potrebbe cambiare tutto, vista la pericolosità di alcuni personaggi comparsi solo di sfuggita in questa prima puntata.

Hero Mask Hero Mask, con questo primo episodio, riesce a incuriosire a sufficienza lo spettatore grazie a una trama abbastanza accattivante in grado di catturare l'attenzione per merito di uno sviluppo narrativo ben orchestrato. Il riuscito mix tra vari generi, come il crime e lo sci-fi, è quindi capace di donare all'intera opera un buon livello di coinvolgimento, nella speranza di vedere la trama evolversi in modo esponenziale negli episodi successivi.