I sette sensi della Re'Union: prime impressioni sulla serie Amazon

Tratta da una popolare serie di light novel, per ora I sette sensi della Re'Union sembra uno strano incrocio fra Sword Art Online e Ano Hana.

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Isekai è una parola composta che significa mondo diverso e viene utilizzata per indicare un sottogenere di manga, anime e light novel sci-fi/fantasy che tipicamente ruotano intorno a una o più persone che, per varie ragioni, si ritrovano trasportate o intrappolate in un nuovo mondo- sia esso una dimensione parallela, un altro universo, un altro tempo o (espediente ultimamente un po' abusato) una realtà virtuale. A quest'ultima tipologia appartiene la serie di light novel intitolata I sette sensi della Re'Union (in originale Shichisei no Subaru, letteralmente "Subaru delle Sette Stelle") scritta da Noritake Tao e illustrata da Booota. Shichisei no Subaru conta al momento 6 volumi e narra le vicende di un gruppo di ragazzi, appassionati giocatori di un RPG online chiamato Union: la loro vita tranquilla, fatta di avventure e missioni in questo mondo virtuale abitato da mostriciattoli viene spazzata via da una imprevedibile tragedia. Pubblicata da Shogakukan e tuttora in corso, la serie è stata adattata in un anime realizzato dal giovane studio Lerche per la regia di Yoshito Nishouji, sceneggiature di Takao Yoshioka e character design di Yumiko Yamamoto. Gli episodi saranno trasmessi in simulcast settimanalmente sulla piattaforma streaming Amazon Prime Video. Attualmente è disponibile solo il primo, caricato il 6 luglio in lingua originale sottotitolata in italiano. Di questa prima puntata, intitolata Riunione e nuovo inizio c'è molto da dire, ma poco di positivo.

Mondo diverso(?)

L'episodio si apre con una rapida spiegazione, offertaci da personaggi secondari che non rivedremo più nel corso della puntata: nel mondo virtuale di Union esisteva un leggendario gruppo di eroi chiamato Subarue composto da ragazzini delle elementari. Questo potentissimo party comprendeva il capo guerriero Haruto Amo, la esper Asahi Kuga, la maga Satsuki Usui, il vicecomandante Takanori Mikado, lo sfrontato Clive Vivali e la timida Nozomi Kusaka, una minuta ragazzina occhialuta che parla poco e arrossisce facilmente. Dopo la morte della piccola Asahi, colpita da un infarto nel momento stesso in cui il suo personaggio "moriva" nel gioco durante una missione condotta in maniera azzardata, Union è stato chiuso e Haruto è caduto in depressione. Trascorrono sei anni da quel tragico evento e un sempre più distrutto Haruto, che ancora non è riuscito a rassegnarsi alla morte della sua amichetta Asahi, viene a conoscenza dell'esistenza di una nuova versione di Union chiamata Re'Union. Non tutti possono accedere a questo nuovo gioco in realtà virtuale: solo coloro che possiedono un qualcosa chiamato Senso, la cui natura al momento non è chiara. Su istigazione di due suoi amici il ragazzo decide di accedere a Re'Union dove incontra, con l'aspetto del suo avatar virtuale di una tempo, proprio la piccola Asahi. L'evento centrale dell'episodio è dunque questo incontro, in seguito al quale possiamo già attenderci che nelle prossime puntate Haruto e la rediviva Asahi dovranno rintracciare i restanti membri del party Subaru e ricreare il passato legame con i quattro ragazzi, per svelare la natura di questa bizzarra (e inquietante) anomalia.

Saturare un genere

In un periodo storico in cui l'insidiosa trappola del more of the same sembra rappresentare la prevalente cifra stilistica, non sono pochi i colossi dell'animazione seriale che hanno optato per il "sicuro" rappresentato da quei generi che si rivolgono esplicitamente a un certo tipo di utenza. Gran parte dei prodotti isekai hanno per protagonisti NEET o hikikomori oppure semplici appassionati di videogames e giochi di ruolo: il cerchio del wish-fulfillment si chiude quando una serie isekai viene anche ambientata in un universo di tipo videoludico/fantasy, tramutando il protagonista - che nella realtà della serie è archetipicamente rappresentato come un ragazzo poco socievole, afflitto da difficoltà relazionali e considerato dai suoi compagni un po' "sfigato" - in un eroe destinato alla grandezza. Il ricorso a questo facile meccanismo di gratificazione non impedisce a opere analoghe a questa di brillare, mettendo in campo una grande cura produttiva di cui però non troviamo traccia nel primo episodio di Shichisei no Subaru. I personaggi di questa serie rispondono a tutti gli stereotipi del genere (il capo è il classico guerriero irruento e spavaldo che spesso fa di testa sua, il ragazzo con gli occhiali è il tipico "megane" giapponese, abile nello studio e in generale in ogni attività che richieda intelligenza e pianificazione, la maga è una bambolina maggiorata abile nell'uso della frusta e così via).

In termini di trama, l'espediente della ragazzina morta anni prima il cui avatar virtuale continua a vivere poteva essere l'innesco di una trama di tipo horror: al contrario, gli autori di I sette sensi della Re'Union sembrano già marciare verso un'evoluzione combat/strappalacrime, una sorta di Ano Hana con i mostri in cui (a meno di clamorosi colpi di scena) persino le future coppie sono palesi fin dai primi minuti. La narrazione procede con il pilota automatico, scandendo tappe già viste in mille prodotti di questo e di altri generi. Non va meglio sul versante tecnico: la pur buona grafica tradizionale si armonizza male con la CGI, di cui si abusa; i mostri sono spaventosi più o meno come un Pokémon, il character design è a dir poco convenzionale e le animazioni non sono sempre eccelse.

I Sette Sensi della Re'Union In una parola, il primo episodio di questa serie si attesta su un livello mediocre al punto da spingerci a ipotizzare che gli autori abbiano semplicemente raccolto una serie di elementi considerati di successo e li abbiano combinati assieme alla meno peggio per cavalcare l'onda del generale consenso sorto attorno all'isekai, che in questi ultimi anni ha avuto una crescita esponenziale pur rimanendo ancorato alle stesse idee di base. Possibile che un genere che è sulla cresta dell'onda da pochissimo tempo sia già giunto a saturarsi? Saprà infine I sette sensi della Re'Union rovesciare quest'impressione negativa e offrire un sano e appassionante intrattenimento?