Il Corvo: Memento Mori, primo sguardo al fumetto di Recchioni, Dell'Edera e Niro

Un rifacimento moderno del fumetto cult di James O'Barr: passano gli anni, cambiano le mode, ma lo spirito della vendetta arde più vivo che mai...

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A seconda delle varie culture, la figura del Corvo è stata più volte associata al concetto di morte: per svariati popoli, come ad esempio quello sudamericano, il cupo volatile nero svolgeva la funzione di traghettatore tra il regno dei vivi e quello dei defunti. È uno dei punti cardine per cui James O'Barr, tra il 1988 e il 1989, realizzò un'opera destinata a lasciare il segno: Il Corvo, appunto. Un'opera nella quale l'autore riversò non soltanto le conoscenze sacrali e misteriche di culture e religioni differenti, ma anche il proprio dolore e la curiosità personali nei confronti di due tragedie distinte e separate, ma che viaggiarono sullo stesso filo conduttore. La prima, quella personale, fu la morte della sua fidanzata, che rimase uccisa in un incidente automobilistico; la seconda, un fatto di cronaca che O'Barr lesse sui giornali, che narrava l'omicidio di una coppia di giovani innamorati per un banale anello di 20 dollari. La storia di Eric, protagonista dell'opera originale pubblicata ormai quasi venti anni fa, si rifà a questi precisi elementi, dai quali l'autore partì per imbastire un fumetto che ancora oggi risulta di un'attualità e un valore assoluti - nonostante la storia editoriale de Il Corvo rimanga travagliata, tra incompiutezze e svariate riedizioni. Oggi, nel 2018, esordisce nel panorama del fumetto italiano Il Corvo: Memento Mori, un rifacimento tutto nostrano dell'opera di James O'Barr firmato da autori indiscussi: il lavoro, pubblicato sotto l'etichetta di Edizioni BD, si dividerà in 4 volumi, dei quali abbiamo letto il primo scritto da Roberto Recchioni e illustrato da Werther Dell'Edera e Giovanna Niro, oltre a Matteo Scalera e Moreno Dinisio, i quali hanno firmato una short story in appendice al volumetto.

Vecchia storia, nuova vendetta

Il Corvo: Memento Mori riprende le atmosfere cupe e noir dell'opera cui si ispira, ma prendendo sin da subito una strada del tutto sua: in una Roma contemporanea, la quiete pubblica viene minacciata da un incidente terroristico, durante il quale un Kamikaze alla guida di un TIR ha seminato il panico durante una processione religiosa, investendo i passanti e causando 27 morti e tre feriti. Un ritratto crudele e sopra le righe di un fenomeno tremendamente attuale, il panico generato dal dilagare del terrorismo, che segna le origini della nostra storia: David, il protagonista, è stato una delle vittime investite nell'incidente insieme alla sua fidanzata. Il destino, però, gli ha riservato un fato ben diverso dalla morte: David è rinato come il Corvo, un essere pressoché invincibile e incapace di morire perché, in fondo, è già morto, uno spirito vendicativo tornato in un corpo in possesso di abilità sovrumane. Obbiettivo di David sarà, ovviamente, la vendetta: vendicarsi per il fato subito e per la morte della sua amata, farsi giustizia da solo come giudice, giuria e boia in nome di un presunto e autoimpostosi verbo di Dio, mettendosi sulle tracce di criminali, terroristi e fautori dell'incidente avvenuto tra le strade della Roma finemente tratteggiata da Dell'Edera, Niro e dal team di illustratori dell'opera nei volumi successivi. Nell'imbastire la trama de Il Corvo: Memento Mori, Roberto Recchioni e soci si sono chiaramente ispirati al materiale originale realizzato da James O'Barr, infarcendo il tutto di elementi originali: nel rappresentare la vicenda clou, che determina le origini del protagonista per come lo conosciamo all'interno del primo volume, gli autori hanno attinto persino dalle vicende che hanno colpito la vita personale di O'Barr - la morte della fidanzata di David avvenuta per un incidente stradale, una correlazione che non ci sembra un caso - impreziosendo però il tutto con temi d'attualità - l'attacco terroristico con un TIR che colpisce una processione religiosa - nel mix che prende vita in Memento Mori.

In nomine Patris

Un giudizio esaustivo sulla trama de Il Corvo: Memento Mori non può chiaramente avvenire solo dopo la lettura del primo volume dell'opera. Le premesse del lavoro targato Edizioni BD, tuttavia, sono di grande interesse.

Recchioni imbastisce una storia che, come abbiamo avuto modo di vedere, è per metà originale e per metà derivativa, una scrittura non particolarmente serrata ma che lascia che siano le immagini a trasmettere tutto l'impatto di una sceneggiatura che, ancora oggi, racconta una trama quanto mai attuale, amalgamando sapientemente elementi contemporanei con i canoni più classici di un racconto oscuro, che scardina ogni elemento della narrazione classica viaggiando sul filone dell'amore, della morte, della vendetta e della redenzione. Un'esaltazione costante della sacralità e del suo rapporto con la morte, affrontata come conseguenza naturale e incombente del destino del mondo, un luogo composto perlopiù da individui spregevoli, capaci di compiere le azioni più turpi e indicibili.

Il Corvo: Memento Mori è un Corvo moderno, che riserva tutta la forza del proprio racconto nelle immagini di Werther Dell'Edera e Giovanna Niro, i quali imbastiscono un comparto artistico sopraffino, fatto di inquadrature spaziose, visuali a volo d'uccello sulla Roma cupa e oscura che fa da teatro degli orrori alle vicende del volume, campi larghi e primi piani crudi e violenti, un uso sapiente del colore che impreziosisce le pagine del volumetto, dal freddo blu della città e della notte che si staglia su di essa fino al calore del rosso sangue che permea le scene più crude o l'atmosfera di panico durante l'attentato o il momento della vendetta di David. Tutta l'attenzione visiva convoglia nel character design del protagonista, mai davvero definito appieno, dai contorni sfuggenti e fumosi, ma che cala come un rapace implacabile sulle sue vittime. Di enorme impatto è anche la short story in appendice al numero: intitolata Virtù Sepolta, è firmata da Scalera e Dinisio e tratteggia una cupa parabola sul significato della compassione e su ciò che composta lasciarsi trasportare dalle emozioni di fronte alla spietatezza della guerra e della morte. Una guerriera implacabile, guidata dal Corvo (inteso, appunto, come il dio foriero di morte e sventura rappresentato dal pennuto nero), vuole compiere il suo destino sterminando una rivale: imparerà, pagando un certo prezzo, cosa significa provare empatia e compassione in un mondo che sembra non averne affatto. Questo primo appuntamento con Il Corvo targato Edizioni BD ci ha riservato ottime sorprese: non vediamo l'ora di proseguire con l'analisi dell'opera.

Il Corvo: Memento Mori Il Corvo: Memento Mori, stando alla lettura del primo volume, è un'allegoria vera e crudele sulla morte, sul destino e sull'amore. Recchioni tratteggia una storia a metà tra l'originale e il derivato, creando un mix che funziona e che funge da perfetta parabola moderna rispetto al capolavoro cult di James O'Barr: quello targato Edizioni BD è un Corvo moderno, in cui passano gli anni e cambiano le motivazioni, ma la visione mesta e sacrale della morte rapportata all'amore e alla redenzione sembra la stessa. Impreziosito da una short story di grande impatto visivo e narrativo, qualità che rispecchiano anche il resto del racconto principale, il primo numero di Memento Mori è da consigliare a ogni lettore, vecchio e nuovo, che si abbia già apprezzato o si debba ancora approcciare il capolavoro di O'Barr.