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Il piano nella Foresta 2: primo sguardo ai nuovi episodi su Netflix

Il piano nella foresta torna su Netflix con una seconda stagione che sembra portare con sé alcuni interessanti cambiamenti...

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Era la fine degli anni ‘90 quando la mangaka Makoto Isshiki pubblicò Piano no Mori. La sua fonte d'ispirazione, come lei stessa ha affermato in un'intervista, è stata un documentario sul pianista russo Stanislav Bunin e sulla sua partecipazione al Concorso Pianistico Internazionale Fryderyk Chopin (uno dei più prestigiosi tra i pianisti). Probabilmente affascinata dal mondo della musica e dal compositore polacco, la scrittrice ha voluto realizzare un'opera incentrata proprio sulla musica classica e sulle emozioni che ancora oggi è in grado di trasmettere. Isshiki ha impreziosito il suo lavoro con la storia di due ragazzi simili, ma allo stesso tempo diversi: Kai Ichinose e Shuhei Amamiya. Il successo del manga ha portato alla produzione di un film d'animazione della Madhouse, distribuito nel 2007 (arrivato in Italia con il titolo Piano Forest - Il Piano nella Foresta), il quale, però, ripercorre solo parte del fumetto, poiché si è concluso solo nel 2015. Nel 2018 abbiamo assistito, invece, ad una serie animata di Piano no Mori, grazie anche al supporto di Netflix, che l'ha distribuita in tutto il mondo. Abbiamo avuto modo di conoscere anche noi la storia dell'amicizia/rivalità tra Shuhei e Kai: il primo vuole rendere orgoglioso il padre, diventando il miglior pianista al mondo; il secondo vuole aiutare gli abitanti dei bassifondi, tra cui anche la madre prostituta. I due protagonisti hanno legato grazie ad un pianoforte abbandonato in una foresta. Con la seconda stagione, potremo scoprire cosa accade ai nostri beniamini.

Il (nuovo) poeta del pianoforte

Abbiamo lasciato la prima serie con Kai Ichinose come uno degli ultimi partecipanti al Concorso Pianistico Internazionale Fryderyk Chopin: con la sua esibizione, il nostro pupillo è riuscito a farci rivivere la sua travagliata infanzia. Al termine ha ricevuto un'ovazione dal pubblico presente in sala. Negli attimi finali non è stato rivelato se il ragazzo ha superato la prima fase, tenendoci sulle spine per lungo tempo.

La seconda stagione riparte esattamente dove si è interrotta la prima: nell'atrio della Filharmonia Narodowa (dove si svolge il concorso) vi è un coacervo di persone, tra pubblico e partecipanti, in attesa di conoscere l'esito. Kai, invece, ha preferito lasciare l'auditorium, per rilassarsi. Quando torna, i giudici annunciano i qualificati: tra questi vi è anche Shuhei Amamiya. Lo spettatore, però, non viene a conoscenza della decisione dei giudici riguardo il giovane prodigio, e dovrà attendere ancora un po' prima di scoprirlo. Infatti, l'attenzione si sposta su Karol Adamski, la stella della Polonia: uno dei pianisti più celebri, nonché uno dei favoriti della gara, al momento sulla bocca di tutti per quello che gli è successo. Adamski non ha superato la selezione. Questo turba Shuhei, che l'ha conosciuto di persona, rendendosi conto che persino un musicista noto in tutto il mondo non è riuscito a superare una delle competizioni più ambite. I risultati fanno sorgere delle polemiche sia dalla stampa che dal pubblico: si vocifera che la giuria abbia voluto sfavorire il musicista polacco sia perché è autodidatta, sia per penalizzare la sua notorietà, sia per mettere sotto i riflettori la prossima stella della nazione, Lech Szymanowski.

Durante la conferenza stampa i giudici spiegano che l'esibizione di Adamski, benché apprezzabile, non rispecchia quel che ricercano: il miglior pianista. Il suo repertorio e lo stile potrebbero essere ideali per concerti, non per un concorso dedicato a Chopin.

La scena si sposta su uno Shuhei agitato e nervoso sia per essere riuscito a superare un ostacolo invalicabile, sia per aver scoperto che un grande "collega", la cui carriera è ormai giunta a termine, non si sia qualificato. Preso da un attacco di panico, il ragazzo si rifugia in un bagno per tranquillizzarsi, e qui ritrova Adamski. In questa circostanza abbiamo modo di conoscere meglio la figura del pianista polacco non qualificatosi. Attraverso quella conversazione, Shuhei apprende di dover essere un musicista differente.
L'episodio si conclude mostrando quello che si è fatto attendere a lungo: Kai è riuscito a superare la prima fase. Questo lascia presagire che la "rivalità" con il suo miglior amico è più viva che mai.

Un amico in me

Nel corso della visione, quello che ci ha colpiti è stata la scelta di non focalizzarsi unicamente su Kai, ed abbiamo percepito come questa seconda stagione potrebbe voler dare più spazio (anche se ristretto) ai vari comprimari già apparsi in precedenza o che appariranno nelle puntate seguenti.

Infatti, benché eravamo alquanto desiderosi ed ansiosi di scoprire se il protagonista avesse convinto la giuria, l'attesa è stata ben ripagata: la curiosità attanagliante è stata alleviata dalla scoperta che con questa seconda stagione gli sceneggiatori vogliano mettere più in risalto anche i personaggi di contorno. Al momento, però, non possiamo dire con certezza se la sceneggiatura si svolgerà in questo modo, ma se continua a seguire questo percorso, alternando l'analisi e l'evoluzione di Kai e Shuhei a quella dei secondari, la seconda serie de Il piano nella foresta potrebbe essere coinvolgente, forse anche più della prima. Partendo da questo presupposto è sorta una domanda: se i primi 12 episodi seguono la crescita di Kai Ichinose, che passa dall'essere un bambino turbolento e problematico ad un adulto serio che lotta per veder realizzato il proprio sogno, le nuove puntate su cosa potrebbero focalizzarsi? Dalle informazioni ricevute dal pilot possiamo dedurre che la storia sarà incentrata soprattutto sulla seconda fase della competizione, e non neghiamo che è forte il desiderio di rivedere i nostri amati personaggi seduti nuovamente al pianoforte e di ascoltare altre composizioni di Chopin.
Sebbene il volersi concentrare solo sul concorso potrebbe risultare ridondante, in realtà questa potrebbe essere una scelta oculata: ogni pianista studia a lungo per partecipare all'evento, e quale miglior occasione per gli sceneggiatori di mostrare un'ulteriore evoluzione dei personaggi, che passano dall'infanzia all'età adulta, se non con una prestigiosa gara che li metta a dura prova e quasi inevitabilmente li porterà ad approcciare in maniera differente anche la vita.

Nelle 12 puntate iniziali abbiamo potuto saggiare come la competizione sia riuscita a segnare i musicisti con le sue difficoltà; questo ci fa ben sperare che l'analisi introspettiva, che abbiamo apprezzato nella prima parte della storia, nella seconda possa essere ripresa, approfondita, e migliorata, per rendere l'opera più intima.

Questa speranza è nata dopo aver assistito alla breve conversazione tra Shuhei e Adamski, con un gradevole flashback, ed abbiamo avuto modo di comprendere come i protagonisti non siano ancora del tutto completi: hanno ancora molto da dire e da offrire, la loro crescita non è ancora completa, ed il Concorso Pianistico Internazionale è una buona opportunità per metterli a dura prova, facendogli dare il massimo di sé e prendere coscienza dei propri limiti.

Proprio nei momenti di estrema difficoltà e tensione, potremmo vedere affiorare un'analisi dei vari musicisti che si susseguono nella gara, e questo potrebbe rendere l'opera simil corale: in precedenza abbiamo avuto modo di conoscere alcuni pianisti che potrebbero occupare di più la scena - tra cui anche Adamski - il che lascia ben sperare che possano essere sviluppati ulteriormente; inoltre, speriamo che ritorni l'analisi dell'amicizia tra Kai e Shuhei, soprattutto durante un concorso così prestigioso, facendo venire a galla una rivalità più agguerrita; non a caso all'inizio della prima seria fu proprio un concorso pianistico riservato ai bambini ad accendere la fiamma della rivalità tra i due giovani prodigi. Al momento, però, è ancora presto per dire esattamente quale sarà la direzione intrapresa dagli sceneggiatori per la nuova storia de Il Piano nella foresta.
Per quanto riguarda il comparto tecnico, diciamo che siamo rimasti sorpresi. Sebbene sia appena impercettibile, soprattutto dopo un lungo periodo di pausa, abbiamo notato un cambiamento nella resa visiva: nella prima serie lo stile non era molto elaborato, con imperfezioni, ma nel complesso gradevole, accostandosi il più possibile ai disegni del manga; quello sfoggiato nella seconda stagione sembra essere più certosino, anche se in alcune situazioni mostra ancora delle incertezze.

Al momento non possiamo esprimerci riguardo la CGI: come abbiamo potuto constatare, quando i pianisti suonano, lo stile manuale viene sostituito da una computer grafica non eccelsa, eccessivamente marcata e rigida, che non dà giustizia alle complesse scene di arpeggio; ma nel pilot della nuova stagione non vi è stata occasione di vedere i pianisti suonare, quindi non possiamo dire esattamente se sarà ancora presente la CGI, nonostante il cambio di regia, ma crediamo che continuerà ad essere un elemento costante, per conservare comunque una continuità con la prima stagione.

Il Piano nella Foresta Stagione 2 In attesa di proseguire la storia de Il Piano nella foresta, possiamo dire che questa seconda stagione sembra voler seguire uno spartito tutto nuovo ed inedito. Ad un approccio iniziale, si ha la sensazione che voglia focalizzarsi con maggiore attenzione anche sui comprimari. Speriamo che questa scelta non venga abbandonata, in modo che Il Piano della foresta possa essere più introspettivo. Similmente è stato apportato un cambiamento, anche se impercettibile, al comparto tecnico: ora i disegni sono più curati, anche se ancora imperfetti; non possiamo ancora giudicare la CGI, poiché non è stata mostrata, ma ne parleremo meglio quando avremo un quadro completo dell’opera, dopo aver rivisto i nostri affezionati pianisti dilettarsi con lo strumento a corda, con le numerose composizioni di Chopin.