Netflix

Ingress The Animation: prime impressioni sulla serie sci-fi targata Netflix

Abbiamo dato un primo sguardo alla nuova serie anime prodotta da Netflix, e tratta dal celebre videogioco di Niantic: Ingress.

first look Ingress The Animation: prime impressioni sulla serie sci-fi targata Netflix
Articolo a cura di

Ingress è forse uno dei videogiochi più interessanti degli ultimi tempi. Si tratta di uno dei primi titoli sviluppati dalla software house Niantic, che riesce a coinvolgere appieno il giocatore: infatti lo invita ad uscire di casa per cercare punti d'interesse disseminati per la città (monumenti o edifici storici), per accumulare XM, un materiale dalle ignote proprietà. Se si notano delle somiglianze con Pokémon GO è perché la Niantic, dopo il successo di Ingress, ha sviluppato il gioco in realtà aumentata sui mostriciattoli di GameFreaks. Vista la notorietà che Ingress ha riscosso in tutto il mondo, la casa di sviluppo ha deciso di creare una versione migliorata, con il sottotitolo Prime, che ha debuttato a novembre 2018. Per pubblicizzare l'uscita della nuova app, è stato prodotto l'anime Ingress The Animation, curato da Craftar Studios; la serie ha debuttato per la prima volta sulle emittenti televisive giapponesi ad ottobre 2018, mentre, nel resto del mondo approda su Netflix il 30 aprile. Dopo aver visto il pilot, possiamo dire che non è riuscito a convincerci del tutto, ma vediamo il perché.

Il genere umano in pericolo

L'impostazione del pilota è molto classica. Nei minuti introduttivi, una voce fuori campo fornisce informazioni sull'universo in cui la serie è ambientata: nel 2013, al CERN, in Svizzera, viene identificata una particella che colpisce la psiche umana, chiamata Exotic Matter o semplificato con XM, che da secoli ha ripercussioni sull'umanità. Le organizzazioni mondiali hanno avviato delle ricerche segrete per comprendere meglio i potenziali dell'XM; le fazioni degli Illuminati e della Resistenza lottano per ottenere il controllo della Exotic Matter.

In seguito, ci ritroviamo a Tokyo, dove Christopher Brandt è scortato in auto dalla sua guardia del corpo, la cui identità non è stata ancora rivelata, ma grazie ai vari trailer disponibili sappiamo che sarà uno dei tre protagonisti della serie. Christopher rivela alla guardia che il mondo è prossimo alla fine, e devono salvare la ricercatrice Sarah Coppola, della Hulong, una delle aziende che sta studiando il minerale, perché la sua vita è in pericolo. Improvvisamente, la vettura viene attaccata da un gruppo di militari che vogliono arrestare Christopher; in un primo momento la guardia del corpo riesce a tenere la situazione sotto controllo, ma dopo aver fallito il suo lavoro a causa dell'arrivo dei rinforzi, è costretto a fuggire. L'uomo, però, ha una missione: trovare e proteggere la ricercatrice.
Con un cambio di scena, ci spostiamo all'interno della Hulong, dove incontriamo Sarah intenta a scappare da un manipolo di guardie, perché ha scoperto in che modo viene utilizzato l'XM. Una volta arrestata viene condotta da quello che sembra essere il capo di ricerca, che le intima di non divulgare le sue scoperte. In seguito, viene scortato nella stanza anche Christopher, il quale rivela a Sarah, in maniera molto criptica, che lei non vede il mondo come lo vedono gli altri: è una Sensitiva e può vedere una realtà invisibile, anche se non ne è ancora consapevole. Dopo queste parole, che hanno instillato nella donna un forte dubbio sulla realtà, l'uomo si fa esplodere. L'unica superstite è Sarah Coppola.

La polizia indaga su quanto accaduto, con l'aiuto dello psico-investigatore Makoto Midorikawa. Questi è in grado di leggere i ricordi racchiusi all'interno degli oggetti toccandoli; per evitare di perdere il controllo del suo dono, copre la mano con un guanto. Makoto usa il suo potere su un anello appartenuto a Sarah: attraverso una serie di flash, vede cosa è successo prima dell'esplosione; rimane turbato ed interdetto quando si rende conto che non vi è alcuna traccia dell'uomo che si è fatto esplodere.

Tuttavia, gli investigatori sono costretti a lasciare le indagini alla sicurezza aziendale di Hulong; Sarah viene trasportata altrove, probabilmente per scoprire cosa sa e per farla tacere per sempre.
Contemporaneamente, arriva al laboratorio anche la guardia del corpo, per aiutare la ricercatrice; ma quando giunge, nota che la stanno portando via, e per non perderla lascia un segnalatore sul veicolo.
La scena si sposta a casa di Makoto: l'investigatore cerca d'informarsi di più su cosa è accaduto, ma scopre che non vi sono notizie sull'incidente; viene contattato da uno sconosciuto, il quale gli dice che nulla è come sembra, e gli chiede di salvare Sarah Coppola, altrimenti il mondo potrebbe finire. Successivamente, sul telefono di Makoto viene installata un'app (con il logo reale di Ingress) che gli indica di andare al Laboratorio di ricerca medica di Tokyo.
La struttura è ben sorvegliata, ma l'investigatore riesce a raggiungere di soppiatto la stanza di Sarah; qui ha una breve colluttazione con la guardia del corpo, che era giunta prima di lui, ma viene salvato dalla ragazza; i due fuggono dallo stabile. La ragazza, però, a seguito dell'incidente è affetta da amnesia. L'app si aggiorna ed invita Makoto a fare ritorno ad Hulong.
Al laboratorio Sarah ricorda tutto: la ragazza ha scoperto che la Hulong sta portando avanti delle ricerche sull'XM e su come usarlo per controllare le menti umane. Per porre fine alle ricerche, ha bisogno dell'aiuto di Makoto.

Una nuova dimensione

Sebbene il pilot cerchi di essere il più esaustivo possibile, riuscendo a farci ambientare nell'universo sci-fi sin dai primi minuti, riesce comunque a lasciare un alone di mistero che quasi invoglia a proseguire la visione.

Sono varie le domande che aspettano di ricevere una risposta: scoprire l'origine dei poteri psichici, approfondire meglio la natura dell'XM, perché questo potrebbe essere la causa della fine del mondo, e in che modo Sarah potrebbe salvarlo. Inoltre, speriamo vivamente che vengano approfonditi i vari protagonisti, anche perché nel pilot abbiamo già avuto un assaggio del passato di Makoto: sebbene al momento il suo trascorso ci sembra un po' stereotipato (una vita non facile a causa del suo dono), abbiamo già iniziato farci un'idea sul tipo di personaggio che abbiamo davanti; se questa dedizione viene riposta anche per gli altri ruoli principali, l'anime potrebbe essere più interessante di quel che si prospetti. Nonostante i misteri che spronano a proseguire la visione, non possiamo negare che la narrazione non sia del tutto convincente: nonostante siano state apportate alcune modifiche per adattarsi meglio al tipo di prodotto, si ha la sensazione di un qualcosa di già visto, che potrebbe non riuscire a catturare l'attenzione dello spettatore. Ad aggravare il tutto vi sono alcune scelte narrative discutibili, come ad esempio l'investigatore che vuole salvare una sconosciuta, seguendo gli indizi letti in un misterioso messaggio, da un mittente ignoto. Al termine della puntata si ha il sentore che gli eventi si siano svolti rapidamente, per poter giungere il prima possibile ad una conclusione e per gettare sin da subito lo spettatore nell'azione, senza dilungarsi troppo in tempi morti. Forse l'ideale sarebbe stato una narrazione più lenta, concentrando l'episodio introduttivo maggiormente sulle indagini, su tutto ciò che ne consegue, e dare più spazio ai vari personaggi, per iniziare a fare la loro conoscenza, e solo verso le fasi finali della puntata introdurre agli eventi.

Quando venne annunciato l'anime tratto da Ingress, eravamo dubbiosi sul risultato finale, perché le opere audiovisive ispirate ai videogiochi non sempre riescono ad essere convincenti. Le nostre incertezze erano fomentate dalla decisione di realizzare una serie da un videogioco in realtà aumentata, in cui il giocatore stesso è il protagonista, ed è stato inevitabile chiederci come gli autori avrebbero potuto gestire questa situazione. Possiamo dire che, per quel poco che abbiamo visto, il risultato è interessante: gli autori non hanno puntato direttamente su una produzione tratta da un'app, ma su una serie che ruotasse attorno all'app.

Infatti, come abbiamo detto, è presente l'applicazione di Ingress, ed è questo forse uno degli elementi più interessanti: un universo in cui prende vita la realtà di Ingress. Non resta altro da fare che scoprire in che modo possa essere legata sia al mondo, sia ai personaggi, che agli eventi in generale; anche se, allo stato attuale, si ha l'impressione che sia un espediente per pubblicizzare il prodotto di Niantic.

Quello che colpisce particolarmente, sin dal primo impatto, è senza ombra di dubbio il comparto tecnico: Ingress The Animation è interamente in CGI, seguendo le orme della più recente incarnazione di Ultraman. La computer grafica purtroppo non crea un effetto visivo piacevole, poiché viene messo eccessivamente in risalto il tratto squadrato e spigoloso del character design; se fosse stato più levigato, avrebbe potuto rendere più "naturali" i protagonisti. Questo difetto passa quasi inosservato nelle riprese più lontane, ma nei momenti più concitati e nei primi piani diventa più evidente. A causa di una CGI non eccelsa, le animazioni sono il più delle volte rigide e macchinose, mentre sono pochi gli attimi in cui si nota fluidità. Tuttavia, lo staff creativo ha intrapreso un'insolita scelta stilistica, poiché l'intero minutaggio non è interamente in CGI: sebbene si verifichi solo nel flashback di Makoto, il disegno digitale cede il passo a quello manuale, la cui resa non è delle migliori, essendo molto semplice, senza particolare estro artistico, ma con animazioni più fluide; lo stile più classico ci è sembrato essere comunque un'alternativa ben più gradevole ad una computer grafica non eclatante. Non sappiamo se questo improvviso cambio di stile visivo sia un caso isolato, oppure se verrà utilizzato soprattutto per mostrare il passato che il protagonista riesce a vedere con il suo potere, o solo per i flashback di alcuni personaggi; ma sarebbe stato più opportuno continuare ad usare un unico disegno, e rendere diversamente le scene ambientate nel passato, anche con l'aiuto di qualche filtro. Resta comunque una scelta insolita, siccome il passaggio da uno stile all'altro è sin troppo evidente, e non dà continuità al prodotto.

Ingress The Animation Sul lato narrativo Ingress The Animation potrebbe coinvolgere con la lunga scia di segreti che si lascia dietro, e che aspettano di essere svelati; ma risente di alcune imperfezioni, come la sensazione di già visto e le forzature nella sceneggiature, che sembrano avere l’intento di giungere il prima possibile al clou degli eventi. Non si può dire, però, la stessa cosa della componente tecnica. La CGI non riesce ad attirare particolarmente l’attenzione del pubblico, poiché in alcune riprese si notano le spigolature del character design ed animazioni legnose, rendendo il tutto innaturale; insolito l’improvviso passaggio al disegno manuale, in una sola sequenza, che spezza l’armonia creata con la Computer grafica.