Io sono Shingo: prime impressioni sul manga di Kazuo Umezu

Abbiamo sfogliato il primo volume della nuova proposta di Edizioni Star Comics: Io sono Shingo, di Kazuo Umezu.

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Il "genio del manga" Kazuo Umezu, affettuosamente conosciuto anche come Kazuo Umezz, è uno degli autori più famosi dell'era editoriale che ha fatto da scuola a tantissime opere di genere horror. La sua iconica figura mediatica nel mondo orientale, merito soprattutto di un personaggio eccentrico e bizzarro, ha permesso a Edizioni Star Comics di proporre uno dei suoi più celebri capolavori, "Io Sono Shingo". Il suo peculiare tratto stilistico, caratterizzato da quell'esaltazione espressiva dei volti umani, in quest'occasione, si scontra con la quotidianità e l'esperienza magica dell'amore ingenuo, studiando in toni malinconici ed emozionanti la "crescita" a piccoli passi di un robot di "ultima generazione". Io sono Shingo è ora disponibile in Italia: abbiamo letto il primo tankobon ed ecco cosa ne pensiamo.

Il robot

È il 1982, Satoru è un buffo studente delle elementari, un bimbo eccentrico e ribelle con la passione della tecnologia e qualsiasi cosa appaia come futuristico. La sua quotidianità, viene stravolta quando alla fabbrica dove lavora suo padre arriva un misterioso robot meccanico. Il fascino della novità e l'ingenuità fanciullesca suscitano un profondo interesse di Satoru verso l'automa, in grado di svolgere mansioni con un margine di errore estremamente ridotto. Ed è proprio in occasione di una gita della scuola nella fabbrica del padre che il piccolo curioso fa la conoscenza di Marine, una bambina dallo sguardo intenso di cui Satoru si innamora a prima vista. Il loro desiderio di conoscenza, di apprendere le meccaniche di uno strumento mai visto prima, diventerà il simbolo del loro rapporto e della crescita.

Sin dalle prime pagine, infatti, il sensei ha le idee molto chiare, e delinea tramite la voce narrante del "robot", al momento soprannominato "Monroe" (chiaro riferimento a Emily Monroe), i primi insegnamenti che riceve dalle scorribande di Satoru e Marine, mentre si recano più e più volte in fabbrica a impartire nuovi comandi al computer della macchina. La loro curiosità, spinta dall'aura della prima cotta, sublima nella sperimentazione continua di nuovi sentimenti e di nuovi modi di comunicare, soprattutto a seguito degli ostacoli imposti dalle rispettive famiglie.

Proprio quest'ultimo tema, quello della famiglia, evidenzia una profonda critica alla società consumistica, particolarmente evidente con la figura del padre, uomo rozzo e dedito al lavoro al punto da odiare il proprio ruolo nel momento in cui Monroe soppianta la fatica manuale della catena di montaggio. Gli ovvi licenziamenti, l'opprimente condizione che sacrifica la manodopera a fronte dell'ottimizzazione tecnologica risultano di un'attualità spaventosa, chiarendo sotto tantissimi punti di vista la modernità del piccolo capolavoro di Kazuo Umezz.

La visione di Umezz

Paradossalmente, ci immergiamo nel potente e lento processo della globalizzazione tramite un bellissimo contrappasso in cui un robot impara "ad essere un umano", mentre l'essere umano perde inesorabilmente il suo posto nel mondo e si artificializza. La narrazionde dell'opera, caratterizzata da questa ambigua normalità, procede attraverso quel particolare stile dell'autore che a tratti appare inquietante, ma estremamente delicato e perfetto per raccontare la genuinità dell'apprendimento, della crescita interiore e del gioco della fantasia, mistificato attraverso gli occhi di Satoru e Marine.

L'obiettivo dell'autore di "Io sono Shingo" è limpido, lontano dalle macchie del peccato degli adulti con la quale si scontra il mondo fanciullesco. Responsabilità, sfruttamento, l'amore nostalgico e puro sono temi che vengono trattati con i guanti di un artista, senza remore di toccare con mano argomenti di tale spessore. L'opera, dunque, riesce a far riflettere il lettore indirettamente mentre si immedesima tra le pagine di una società in continua evoluzione. Questa piccola perla, scritta in 4 anni e compiuta in 10 volumi, è un must della mitologica nipponica, in grado di strappare sinceri sorrisi durante lo spoglio di ogni tavola.