Jagan: primo sguardo al manga horror di Kaneshiro e Nishida

Edizioni Star Comics porta in Italia un'opera dallo stile grottesco e disturbante, erede dell'orrore di Go Nagai e Junji Ito.

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Serializzato su Big Comic Spirit a partire dallo scorso anno e tutt'ora in fase di serializzazione, Jagan è una delle nuove e interessanti proposte di Edizioni Star Comics per il mese di ottobre. Si tratta di un manga mistery horror a tinte seinen, scritto da Muneyuki Kaneshiro e disegnato da Kensuke Nishida e intitolato in lingua originale "Jagaaaaaan". Abbiamo spulciato il primo tankobon dell'opera, che è riuscita a intrigarci e ammaliarci grazie ai suoi toni cupi e grotteschi, senza dubbio una storia che non potrà non attrarre tutti gli appassionati della narrativa dell'orrido giapponese. Soprattutto perché, come avremo modo di vedere, Jagan è figlio di tante suggestioni culturali e di genere.

Sorrisi di circostanza

Shintaro Jagasaki è il protagonista dell'opera ed è uno svogliato poliziotto di quartiere impegnato nelle consuete ronde per assicurare ordine e stabilità nell'area in cui svolge il suo servizio. Sin dalle prime battute della storia avremo modo di vedere come egli sia un personaggio atipico e fuori dagli schemi: nonostante la vita gli abbia riservato un destino che molti definirebbero appagante, tra una fidanzata sensuale e devota e un lavoro stabile, il nostro è costantemente depresso e insoddisfatto. Conduce la propria vita nell'apatia più totale e desiderando di... uccidere tutti. Ogni volta che intrattiene un discorso con persone che non gli vanno a genio (ovvero praticamente tutti) Shintaro immagina di trucidarle come meglio preferisce, ma il più delle volte opta per simulare con le dita la forma e il modus operandi di una pistola. Tutto quel che gli resta da fare, insomma, è cadere vittima della sua stessa immaginazione, accontentandosi di rivolgere a chiunque un falso e preimpostato sorriso di circostanza. Tutto cambia, però, durante un turno di servizio in metropolitana: un uomo dall'aspetto grottesco inizia a inveire a vanvera contro i passanti, ma improvvisamente si trasforma in un una creatura aberrante e famelica che inizia a uccidere chiunque gli capiti a tiro. Dopo che il mostro massacra anche il collega di Jagasaki, il protagonista si ritrova impotente e pronto a soccombere, ma una sorta di riflesso condizionato gli fa assumere la solita posizione con la mano come quando simula di sparare contro qualcuno per finta. Questa volta, però, le dita del protagonista (mozzate dal mostro in precedenza) esplodono un colpo simile a una cannonata, che riesce a eliminare il suo nemico.

Osservando il suo braccio, Shintaro nota che ha assunto una forma e un colore decisamente atipici, come se appartenesse a un organismo alieno; come se tutto ciò non bastasse, fa la sua comparsa Doku, un piccolo gufetto parlante pronto a spiegargli la situazione.
Il mondo è stato invaso da creature chiamate Mad Xenopath che, sotto forma di "Rane Pazze", si insinuano come parassiti all'interno del corpo di certi esseri umani, divorandone lo spirito e acuendone all'estremo le emozioni: questo forte sconvolgimento emotivo, che porta la vittima a ossessionarsi a ciò che più gli sta a cuore, genera delle mostruosità chiamate "Uomini Guasti". Anche Jagasaki è vittima di una Rana Pazza, che tuttavia si è infiltrata nel suo corpo nella forma ancora embrionale di un girino: per questo motivo il giovane ha pieno controllo, almeno per il momento, del virus di cui è caduto vittima, dando vita a un potere speciale che Doku chiama Hungerball. Attraverso vari avvenimenti legati agli Uomini Guasti, e al fatto che Shintaro dovrà affrontarli tutti per ripulire il suo mondo dalla piaga dei Mad Xenopath, il protagonista si trasforma lentamente in un anti-eroe fuori dagli schemi.

Buppanasu!

Sin dalle sue fondamenta, Jagan dimostra di ispirarsi neanche troppo vagamente ai mostri sacri del genere: sembra chiara l'influenza di prodotti come Devilman, ma anche quella di storie più recenti come l'apprezzato Kiseiju - L'ospite indesiderato, il cui stile viene citato anche palesemente in una vignetta, quando gli autori pongono un parallelo tra il braccio "guasto" di Jagan e la creatura che si insinua nella mano del buon Shinichi Izumi. Ciò che più colpisce del manga targato Edizioni Star Comics, però, è la schiettezza della scrittura: pur presentando alcune situazioni poco originali e di facile prevedibilità, i primi capitoli dell'opera riescono a imporsi con un certo impatto concettuale e soprattutto scenico: ottima la regia di Kensuke Nishida, che si esplica attraverso un tratto di disegno sufficientemente grottesco e originale.

Il design dei personaggi e delle creature, deformi e disturbanti, converge verso un protagonista ben caratterizzato e, in generale, il colpo d'occhio delle scene più cruente in Jagan è assolutamente spettacolare. L'azione, poi, si districa attraverso uno stile estremamente dinamico, capace di cogliere l'essenza dei "combattimenti" con inquadrature mai banali ed estremamente pulite, ma che al contempo riescono a rendere con grande maestria esplosioni, schivate e colpi roboanti. Jagan vi stupirà anche e soprattutto per i toni grotteschi del suo stile di disegno, che ci mettono di fronte ad aberrazioni e creature di ogni tipo: mostruosità il cui design sembra chiaramente ispirarsi ai mostri sacri dell'horror nipponico: oltre ai già citati Devilman e il più recente Kiseiju, sembra chiaro che le tinte splatter dell'opera attingono anche dai lavori di Junji Ito, vero e proprio sensei della letteratura dell'orrore orientale.

Jagan Tutti coloro che acquisteranno Jagan, troveranno nel primo volume del nuovo manga di Star Comics un prodotto figlio delle principali influenze di genere dell'ultimo trentennio: l'opera di Muneyuki Kaneshiro e Kensuke Nishida è un inno ai mostri sacri del genere, da Devilman ai lavori di Junji Ito, con un pizzico di riferimenti espliciti a Kiseiju. Nonostante la banalità di alcune premesse di fondo, le avventure di Shintaro Jagasaki riusciranno ad ammaliarvi per lo stile grottesco e deformante, vera punta di diamante della produzione.