Karakuri Circus: prime impressioni sulla serie dal manga di Kazuhiro Fujita

L'anime tratto dalla serie manga di Kazuhiro Fujita potrebbe rivelarsi una delle più belle sorprese di questo 2018.

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Il mangaka Kazuhiro Fujita, classe 1964, nato nell'Hokkaido e laureatosi alla Nihon University, è un autore celebre per due serie in particolare: Ushio e Tora, shonen fantasy/comico vincitore di un Shogakukan Manga Award nella categoria shonen nel 1992 e di un Seiun Award nel 1997, e Karakuri Circus. Le due serie sono state pubblicate quasi senza soluzione di continuità sulle pagine di Weekly Shonen Sunday, condividendo un'ambientazione oscura e uno stile grafico dettagliato, complesso e incredibilmente espressivo. Karakuri Circus, il cui titolo richiama evidentemente le karakuri ningyo, bamboline meccaniche diffuse in Giappone fra il diciassettesimo e il diciannovesimo secolo, è stato serializzato su Shonen Sunday fra il 1997 e il 2006. Nominato per il 38° Seiun Award nel 2007 (senza vincerlo), Karakuri Circus è stato adattato in serie anime in 36 episodi dallo Studio VOLN per la direzione del regista e sceneggiatore di Satoshi Nishimura (se il suo nome non vi dice molto non importa, ma sappiate che ha lavorato a serie come Ushio e Tora, Trigun, Black Lagoon, Hajime no Ippo e Monster), composizione serie dello stesso Fujita e character design di Takahiro Yoshimatsu. La serie è trasmessa su Tokyo MX e BS11 e in simulcast su Amazon Prime Video a partire dal 10 ottobre di quest'anno, dove sarà disponibile per tutti gli abbonati in lingua originale sottotitolata.

Karakuri Ningyo

L'episodio si apre con una scena che si rivelerà onirica (un flashforward o più probabilmente una forma di foreshadowing) che ci mostra una strage durante un'esibizione circense, indugiando sui quattro autori della mattanza che di certo incontreremo davvero, più avanti nel corso della storia. Dopo la splendida opening Gekko dei Bump of Chicken lo scenario si sposta in una città qualsiasi. È pieno giorno e un uomo in un costume da orso distribuisce volantini del Circo, quando viene avvicinato da un bambino che trascina una enorme valigia argentata. L'uomo è Narumi Kato, diciottenne esperto di kenpo affetto da una disfunzione del sistema nervoso parasimpatico che gli causa periodiche crisi accessuali che lui riesce a sedare solo facendo ridere qualcuno, chiunque sia. Il bambino è Masaru Saiga, erede universale della famiglia Saiga, il cui patrimonio ammonta a 18 miliardi di yen. Sotto gli occhi esterrefatti di Kato, il bambino subisce un tentato rapimento da parte di tre individui in nero dotati di forza e resistenza sovrumani. Nel tentativo di sventare il rapimento, Kato scopre che i tre sono in effetti delle robustissime e letali marionette. Durante una fuga in treno con conseguente deragliamento, i due raggiungono il Circo, dove una giovane e bellissima acrobata li salva rivelando il contenuto della valigia di Masaru: una marionetta di nome Harlequin, realizzata proprio dal nonno di Masaru. Col tempo diviene chiaro che l'obiettivo dell'organizzazione che gli dà la caccia è ottenere il denaro dell'eredità dei Saiga. Pur non sopportandosi a pelle, Kato e l'acrobata, una giovane di nome Shirogane, si ritroveranno a fare fronte comune per proteggere il piccolo Masaru, la cui triste storia è destinata a complicarsi ulteriormente.

Nostalgia, nostalgia canaglia

A pochi secondi dall'inizio del primo episodio, Karakuri Circus avrà già conquistato la maggior parte degli spettatori sensibili a un certo tipo di narrazione e a un certo tipo di estetica. La potente sigla dei Bump of Chicken (una delle migliori opening dell'anno), il design dei personaggi, (straordinarie le marionette), il montaggio, la regia, la presentazione quasi casuale di Narumi Kato, tutto concorre a definire un prodotto che risulta al tempo stesso familiare per chi ha vissuto una certa stagione della produzione animata nipponica e contemporaneamente fresca, senza eccedere in barocchismi stilistici, non priva di elementi buffamente grotteschi, primi fra tutti i combattimenti con le marionette - peraltro inquietanti come non mai - e la stravagante patologia di Narumi. Non ci troviamo nei territori dello sperimentalismo puro di Tatami Galaxy o Bakemonogatari ma neppure possiamo affermare che si tratti di un adattamento pigro, anzi. I realizzatori di Karakuri Circus, perlomeno in questo primo episodio, sono andati ben oltre il "semplice compitino". La trama non sembra, per il momento, ambire a chissà quale complessità in termini di successione di eventi: abbiamo il ragazzino ricco braccato da una misteriosa organizzazione della quale uno dei membri ci ricorda molto da vicino l'Hisoka Morou di Hunter x Hunter, sia in termini grafici che in quanto a compiaciuto sadismo; abbiamo l'eroe "per caso", simpatico e fortissimo, che sembra preso di peso da qualche buddy movie all'americana; e abbiamo la bella misteriosa e fortissima che ha giurato di proteggere Masaru a costo della vita.

È verosimile che buona parte della trama di Karakuri Circus si svilupperà intorno al tipico schema fuggi-combatti-indaga. Tuttavia, pur nella sua semplicità, l'atmosfera che si respira in questa prima puntata è sanguinosa e selvaggia. Regia, colori e design riescono nell'incredibile impresa di rendere tetro e minaccioso finanche un Pulcinella. La grafica immediata e orgogliosamente rétro (il protagonista porta il mullet, tanto per dirne una) propone allo spettatore diverse sequenze di ottima fattura e si concede anche di giocare con stili diversi, specie nei numerosi flashback. Le animazioni sono fluide; i movimenti delle marionette sono maestosi, impeccabili. Karakuri Circus trasuda energia, complice anche un sontuoso accompagnamento musicale opera di Yuki Hayashi. Se continuerà su questa strada, probabilmente Karakuri Circus verrà ricordata come una delle migliori serie anime dell'anno. Fa sorridere il fatto che sia tratto da un manga cominciato la bellezza di ventuno anni fa. Ma è un sorriso amaro.

Karakuri Circus Come già accaduto per Kiseiju, Karakuri Circus ha ricevuto un adattamento “fuori tempo massimo”: questa prima puntata gronda anni ‘90 da ogni poro il tutto incluso in una confezione fra le più curate di questo 2018. Pur senza sperimentare o osare particolarmente, Karakuri Circus riesce nella notevole impresa di coniugare lo spirito delle serie del passato in un insieme che risulta moderno e fresco senza eccedere in un senso o nell’altro. La trama ci appare per il momento semplice (anche se ci attendiamo la giusta dose di colpi di scena) ma la presentazione dei personaggi e l'adrenalina che trasuda questo energico prodotto targato Studio VOLN lo rendono imperdibile per chiunque stia cercando un prodotto che riesca ad essere familiare e al tempo stesso non banale.