Keep Your Hands Off Eizouken: l'elogio di Owara all'animazione giapponese

Il manga di Sumito Owara, vero e proprio elogio agli anime e alla loro realizzazione, arriva in Italia edito da Star Comics.

Keep Your Hands Off Eizouken: l'elogio di Owara all'animazione giapponese
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Giù le mani dagli anime! Giù le mani dall'arte del narrare per fotogrammi! Arriva in Italia per Star Comics la personalissima lode al mondo dell'animazione di Sumito Owara, Keep Your Hands Off Eizouken!, opera che ha già ricevuto una riuscitissima trasposizione animata disponibile su Crunchyroll per la visione (se vi interessa, c'è un solo click che vi separa dalla nostra recensione dell'anime di Keep Your Hands Off Eizouken). Il manga, ancora in corso di pubblicazione in patria, ha cominciato la sua serializzazione nel 2016 per la rivista Monthly Big Comic Spirits, ottenendo consensi da parte di critica e pubblico che gli sono valsi una candidatura per il premio Manga Taisho del 2018.

L'opera di Owara celebra l'animazione e il faticoso processo creativo che porta alla realizzazione di un anime. Con una storia dalle forti note autobiografiche e con una curiosa anima avventurosa, il mangaka si dedica alla descrizione delle diverse tappe per la creazione di un progetto animato. E lo fa servendosi della vivacità genuina di tre liceali impegnate nel seguire con forza la propria passione per gli anime.

Una narrazione atipica

Midori Asakusa adora l'animazione fin da quando, da bambina, vede per la prima volta Conan il ragazzo del futuro di Hayao Miyazaki. Coltiva la sua passione da tempo, la pianta qua e là tra le pagine di un quaderno degli schizzi ma attende che possa sbocciare con l'aiuto di Sayaka Kanamori, cinica compagna di scuola, e Tsubame Mizusaki, modella frustrata con la stessa passione di Asakusa. È il momento adatto per Midori di tirare fuori il proprio sogno nel cassetto e realizzare un anime con l'aiuto delle altre ragazze. Insieme fondano l'Eizouken, club scolastico di ricerca e produzione video e si mettono all'opera per dar vita ad un anime tutto loro.

È una narrazione atipica quella di Sumito Owara, fresca e semplice, con un incipit frenetico di coincidenze e incontri turbolenti, di corse continue e azioni da svolgere senza darsi tregua. È una narrazione appassionata, di una passione spontanea, genuina, vividamente trasmessa dall'autore alla sua protagonista e alla sua creazione. È, però, indubbiamente, una narrazione che poco narra, che poco racconta, che preferisce concentrarsi sull'esaustiva descrizione dei processi creativi di un anime, che trascura l'azione in favore della rappresentazione, dell'esposizione degli elementi costitutivi di un prodotto animato e si dedica alla presentazione della sfera emotiva e psicologica del trio Asakusa-Kanamori-Mizusaki, che ci affidano la loro fervida immaginazione per divertirci con i repentini e variegati cambi di ambientazione.

Le tre fondatrici dell'Eizouken ci trasportano nelle loro dettagliatissime fantasticherie animate, tra mondi futuristici, "definitivi", città popolate da mecha e foreste selvagge. È un trio irresistibile, ottimamente assortito e completo, che riesce, al di là di una caratterizzazione di grande attenzione, ad incarnare visioni diverse dell'industria dell'animazione, con Asakusa e Mizusaki interessate al coronamento della propria passione, all'espressione artistica e con una calcolatrice e venale Kanamori, simbolo di un approccio imprenditoriale, commerciale ma unico vero propulsore per l'Eizouken, dispensatrice di convinzione e determinazione.

Potere all'immagine e all'immaginazione!

Essendo consapevoli della vera natura di Keep Your Hands Off Eizouken! e rinunciando alla pretesa di ritrovarci davanti ad un intreccio classico, il manga di Sumito Owara non può che lasciarci soddisfatti proprio per la sua capacità di proporre ugualmente delle vicende che intrattengono, circostanze avvincenti con le tre ragazze che dovranno spesso lottare per raggiungere il proprio obbiettivo. Se poi riparare una staccionata diventa improvvisamente mettere mano su una navicella spaziale fuori dall'atmosfera terrestre, se ristrutturare un magazzino si trasforma in una missione incredibile tra mecha e jatpack dall'aerodinamica improbabile, allora la piacevolezza della lettura aumenta a dismisura.

È poi abile il mangaka a mostrare, per mezzo di Asakusa, tutta la sua verve creativa, la sua esuberanza ideativa, con la protagonista che si fa veicolo delle sue facoltà espressive. L'opera sfocia nella meta-narrazione e la sviluppa su due livelli: da un lato la più superficiale raffigurazione degli sketch, dei bozzetti, dei settei e l'occasionale "entrata" all'interno della mente di Asakusa che modifica la "realtà" percepita dal lettore manipolando profondamente le illustrazioni di un Owara che sembra cedere il posto all'estrosità della protagonista.

Dall'altro lato uno svelamento (comunque contenuto) del medium stesso, del manga e delle sue caratteristiche, con scelte originali nella costruzione delle vignette e una particolare disposizione dei balloon, a volte disegnate in diagonale seguendo la posizione all'interno dello spazio occupata dai parlanti, quasi come fossero parte integrante del mondo interno alla narrazione e appartenessero ai personaggi e non al manga, come se il manga stesso raffigurasse una realtà che ha già al suo interno nuvolette e vignette. Un accorgimento sottile ma significativo, quasi impercettibile ma estremamente interessante e in linea con la direzione metanarrativa che Owara vuole conferire al proprio manga.

Lezioni di animazione

Keep Your Hands Off Eizouken! è un elogio spassionato al mondo dell'animazione e dei manga, una dichiarazione d'amore all'arte dell'animare. Ed è notevole la cura dei dettagli che il mangaka riserva alla descrizione degli stadi di sviluppo di un anime.

Tutte le tappe vengono riproposte e ripercorse attraverso l'operato delle tre protagoniste. Si tratta di una vera e propria spiegazione delle fasi di creazione, il che attribuisce al manga di Owara un lato prettamente didattico. Keep Your Hands Off Eizouken! ci invita a conoscere le tecniche d'animazione, i fotogrammi, i bozzetti, gli storyboard, i disegni preparatori, il cel (cioè il rodovetro), tutti gli strumenti e i materiali utili, tutti i processi con tanto di tavole esplicative, budget e tempistiche necessari.
Owara porta, poi, avanti l'idea dell'animazione come possibilità di fuga dalla realtà, dalla quotidianità mediocre e tediosa, come possibilità di immersione in universi differenti, in luoghi inesistenti, come privilegio e occasione di concretizzazione di mondi, di plasmazione delle idee e della loro messa in atto. Non manca una velata denuncia alle proibitive condizioni di lavoro degli animatori, alle realtà non tutta rose e fiori del settore, sfortunatamente non di rado fatto di bassi salari, lavoro senza sosta, forte stress emotivo, notti insonni, fatica e dedizione oltre il limite.

Nei disegni di Owara è ancora una volta ravvisabile un amore smisurato per l'animazione. C'è una grande cura per i dettagli e le ambientazioni, per i fondali vivi e luminosi, e una cura in apparenza minore per il disegno dei personaggi, che risultano però estremamente dinamiche, in movimento, fluide come in una scena animata, di una "agilità" che le rende vive, mobili, cangianti, animate.

C'è, poi, un utilizzo intrigante del bianco e nero, che è più in grigio con potenziale cromatico, di tavole che sembrano decolorate, che danno la sensazione di richiamare il colore, di averlo perso, di esserne state private, dopo le prime pagine di colori vivaci e luminosi. Un buon character design completa uno stile grafico non perfetto ma peculiare e assolutamente funzionale alle intenzioni dell'autore e alla partecipazione al generale encomio al mondo degli anime.