Kingdom Hearts 358/2 Days: primo sguardo al manga di Shiro Amano

Grazie a Planeta Manga, arriva finalmente in Italia il manga tratto da Kingdom Hearts 358/2 Days, ancora una volta scritto e disegnato da Shiro Amano.

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Appartenente alla classe 1976, Shiro Amano ha cominciato a emergere come mangaka solo tra il 2003 e il 2006, quando Square Enix lo incaricò di realizzare gli adattamenti a fumetti della longeva e amatissima serie di Kingdom Hearts. Dotato di un tratto inconfondibile e forse troppo approssimativo, l'operato del fumettista è però risultato tutt'altro che impeccabile, soprattutto sul piano narrativo, spesso frettoloso, eccessivamente derivativo e costellato da qualche rinuncia piuttosto grave (a tal proposito, vi suggeriamo di consultare la recensione del manga tratto dal primo Kingdom Hearts).

Ciononostante, il sodalizio tra Shiro Amano e il colosso giapponese si è protratto fino ai giorni nostri, portando alla realizzazione di sequel e persino di qualche romanzo ispirato alla saga. A distanza di qualche anno dalla pubblicazione nel Bel Paese degli adattamenti cartacei di Kingdom Hearts, Chain of Memories e Kingdom Hearts II, Planet Manga ha finalmente pubblicato in Italia il primo volume di Kingdom Hearts 358/2 Days, ossia quello che - almeno per il momento - risulta essere l'ultimo manga del franchise recante la firma di Amano.

In attesa di poter sfogliare tutti e cinque i numeri che compongono la serie, vi proponiamo le impressioni maturate dopo aver visionato il primo volume (disponibile anche in edizione speciale con in allegato un cofanetto di cartone preposto a raccogliere l'intera opera).

Cos'è un "cuore"?

Cronologicamente collocabile tra Chain of Memories e KH II, Kingdom Hearts 358/2 Days ha per protagonista il giovane Roxas, tant'è che il racconto - esattamente come il gioco per Nintendo DS dal quale è tratto - parte direttamente dal settimo giorno che il ragazzo ha trascorso all'interno dell'Organizzazione XIII, ossia il preciso momento dal quale ha iniziato a conservare qualche prezioso ricordo. Privo di un cuore e incapace di rammentare alcunché della propria vita precedente, la mente di Roxas è difatti completamente vuota, ciononostante il ragazzo è considerato dai suoi compagni un membro "speciale" e fondamentale, in quanto custode della Keyblade: una misteriosa spada a forma di chiave che solo i prescelti possono impugnare e che permette al proprio detentore di sconfiggere gli Heartless, in modo tale da liberare i cuori nascosti dentro le raccapriccianti incarnazioni viventi delle tenebre.

Dal momento che proprio la raccolta dei cuori contribuisce al completamento del cosiddetto Kingdom Hearts, un regno che a quanto pare dovrebbe donare un cuore ai Nessuno (o Nobody, se preferite la terminologia originale), Roxas e l'altro enigmatico membro dell'Organizzazione XIII in grado di brandire il Keyblade sono stati incaricati di viaggiare ogni giorno per i mondi, allo scopo di eliminare quanti più Heartless possibili e velocizzare l'intera procedura.

Seppur affetto da dubbi e incapace di comprendere concetti elementali, come il significato dell'amicizia o dell'avere appunto un cuore, il ragazzo si getta a capofitto nelle missioni giornaliere impartitegli dal glaciale Saïx, ignorando che proprio queste gli permetteranno pian piano di sviluppare la propria personalità, far luce sulle sue origini e sul destino che lo attende.

Soprattutto, mentre gli altri Nessuno non possono provare emozioni reali e pertanto non si farebbero alcuno scrupolo pur di raggiungere il proprio obiettivo, il prescelto del Keyblade sembra invece provare dei sentimenti autentici, che difatti lo porteranno a instaurare un solido e sincero legame di amicizia con altri due atipici componenti dell'Organizzazione. Di conseguenza, se Sora, col suo carattere impulsivo, esuberante e maledettamente ottimista, è sempre stato al centro di avventurose scorribande volte a sgominare le forze dell'oscurità, Roxas è invece protagonista di un viaggio introspettivo delicato e fondamentale per poter comprendere i futuri sviluppi della serie.

Riparare agli errori dell'originale

Sviluppato su Nintendo DS, Kingdom Hearts 358/2 Days è passato alla storia come l'episodio meno riuscito dell'intero franchise, a causa di una sceneggiatura prolissa e confusionaria, e di un impianto ludico monotono e poco stimolante. Suddivisa in giornate, la campagna costringeva difatti il giocatore a cimentarsi in missioni noiose e ripetitive, mentre la storia avanzava a piccoli passi attraverso le cutscene collocate all'inizio e alla fine di ciascuna giornata. Una soluzione tutt'altro che equilibrata, che di conseguenza finiva per risultare assai soporifera.

Forse è proprio questa la ragione per cui la scelta di affidare nuovamente a Shiro Amano l'adattamento a fumetti di Kingdom Hearts 358/2 Days potrebbe alla lunga rivelarsi vincente, almeno per quanto concerne il comparto narrativo. La natura dell'operazione, unita alla propensione dell'autore a tagliare il superfluo, ha giovato molto al racconto, che non a caso appare più snello e facilmente comprensibile. Tagliando quasi del tutto le tediose missioni portate a termine da Roxas e compagni, Amano si è focalizzato sulla caratterizzazione dei protagonisti, dando forma a un adattamento un po' sbrigativo e privo dei tanti momenti "riempitivi" che penalizzavano il videogioco originale, ma che allo stesso tempo vuol essere chiaro, diretto ed esaustivo. L'eliminazione delle sequenze a suo tempo interattive, insomma, ha fatto sì che una storia originariamente frammentata risultasse a questo giro concisa e intrigante.

Per di più, Amano ha sfruttato degli spazi altrimenti vuoti per inserire dei simpatici siparietti comici finalizzati a mostrarci delle sfaccettature inedite di Vexen e degli altri Nessuno, che pertanto ne arricchiscono la caratterizzazione. Persino Xion, che nella prima parte del videogioco per Nintendo 3DS aveva un ruolo alquanto marginale, è protagonista di originali giornate a lei dedicate, che oltre a mostrarci eventi finora mai accennati contribuiscono a delineare con maggior efficacia il profilo psicologico della fanciulla un tempo ingiustamente trascurata.

Dove il sogno si infrange

L'anello debole dell'adattamento a fumetti di Kingdom Hearts 358/2 Days è rappresentato purtroppo da un character design troppo semplice e approssimativo.

Come riportato in apertura, il tratto di Shiro Amano non è mai stato particolarmente sofisticato, ma di opera in opera ci è parso sempre meno dettagliato (per maggiori informazioni recuperate la recensione del manga di Kingdom Hearts: Chain of Memories), stabilendo il minimo storico proprio con Kingdom Hearts 358/2 Days. Se Roxas e Xion, protagonisti principali della vicenda, risultano teneri e aggraziati, grazie ai lineamenti morbidi e semplici, gli altri comprimari ci sono parsi a malapena abbozzati. Se paragonati alle tavole presenti in Chain of Memories, Larxene, Vexen e gli altri membri dell'Organizzazione già introdotti nel suddetto adattamento sembrano delle mere caricature dei suddetti, persino nei passaggi più seri del racconto. Una cura altrettanto scarsa e insoddisfacente è stata poi riposta nella realizzazione dei fondali, ancora una volta poveri di dettagli, poco definitivi e troppo spesso addirittura assenti.

Kingdom Hearts 358/2 Days (manga) Se la sceneggiatura rappresentava l’aspetto meno convincente delle precedenti trasposizioni cartacee della serie, a causa della fretta e dei tagli effettuati dall’autore, Kingdom Hearts 358/2 Days potrebbe rappresentare per il mangaka Shiro Amano l’occasione propizia per riscattarsi. Eliminando quasi in toto le sequenze più noiose e “riempitive” del racconto originale, come le missioni quotidiane svolte da Roxas e compagni, l’intreccio risulta più chiaro, conciso e compatto, dimostrando che lo stesso potrebbe prestarsi meglio a produzioni del genere - quindi improntante sulla narrativa - che a esperienze prettamente ludiche. Peccato solo per il character design troppo approssimativo e caricaturale, che ha portato alla realizzazione di tavole mediocri e povere di dettagli.