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La Via del Grembiule: lo spassoso anime approda su Netflix

La Via del Grembiule arriva su Netflix con la sua prima stagione animata, pronta a farvi ridere grazie al suo esilarante protagonista.

La Via del Grembiule: lo spassoso anime approda su Netflix
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La Via del Grembiule è l'ultima proposta di una Netflix sempre più lanciata anche nel mondo delle serie animate giapponesi. Stiamo parlando dell'adattamento dell'omonimo manga di successo di Kousuke Ono, in corso dal 2018 sulla rivista Kurage Bunch di Shinchosha e pubblicato nel nostro paese da J-Pop. Anche questa serie, che ha saputo conquistare il pubblico grazie alla sua esilarante comicità demenziale, è pronta a fare il grande passo nel mondo dell'animazione, ma ne è valsa la pena?

La prima stagione, composta da 5 episodi di circa 16 minuti l'uno, è disponibile su Netflix anche con il doppiaggio in italiano a partire dall'8 aprile 2021. Ecco le nostre impressioni preliminari di una trasposizione che sembra preservare i punti di forza dell'opera originale senza però sorreggerli con un'adeguata cornice visiva.

Tatsu: Like a Dragon

Cosa accadrebbe se un personaggio degno di un capitolo della serie di videogiochi Yakuza, o di un film hard boiled di Takeshi Kitano, decidesse all'improvviso di uscire dal giro e di dedicarsi alla tranquilla vita del casalingo? È quello che a quanto pare si è chiesto l'autore del manga, che grazie a questa intuizione è riuscito a partorire uno dei fumetti seriali più freschi e divertenti degli ultimi anni. Tatsu, soprannominato "L'Immortale", è uno yakuza leggendario, temutissimo e rispettato da tutte le bande e i clan del suo quartiere. Un giorno però, il protagonista si innamora di Miku, una bella designer e donna dalla carriera lanciatissima, e decide di lasciarsi il passato alle spalle. Poiché la moglie è impegnata tutto il giorno con il suo lavoro, Tatsu inizia a occuparsi delle faccende domestiche, senza però riuscire a scrollarsi di dosso le sue brutte, vecchie abitudini da gangster.

La Via del Grembiule è una serie dalla natura episodica, costituita da storie autocontenute dove il protagonista (e non solo) ha a che fare con le più disparate faccende: la spesa, le pulizie di casa, i saldi, l'acquisto di un regalo di compleanno per la moglie.

Proprio il contrasto tra la semplicità di queste situazioni e il modo, esagerato e fuori luogo (anche per via del look minaccioso), con cui Tatsu le affronta è alla base della comicità della serie, che parodizza gli stereotipi e i luoghi comuni dell'immaginario yakuza, senza però presupporne una conoscenza approfondita da parte dello spettatore.

Comicità che ritroviamo anche nella serie animata e che mostra chiaramente la forza del materiale di partenza. Il primo episodio adatta i capitoli iniziali del manga replicandone con buona efficacia l'ilarità, proponendosi come un'opera leggera e spensierata adatta per divertirsi senza pensare ad altro.

Viene forse spontaneo chiedersi, vista la diffusione di questa tipologia nei palinsesti televisivi giapponesi, se anche La Via del Grembiule avrebbe beneficiato di un minutaggio per episodio ancora inferiore, per esempio 5 minuti tutti incentrati su un unico sketch. Ma anche così, la serie sembra funzionare abbastanza bene.

Animazione cercasi

Dove la serie non funziona altrettanto bene, come dimostrato dalle reazioni perplesse degli appassionati sin dal primo trailer, è nel suo comparto tecnico. L'adattamento è a opera dello studio J.C. Staff, azienda veterana soprattutto nel genere della commedia, per la regia di Chiaki Kon. Non sappiamo se i motivi esatti di tale scelta siano stati dettati da esigenze produttive o da precise scelte creative - azzardiamo un mix di entrambe le cose - sta di fatto che La Via del Grembiule si può definire a stento un'opera d'animazione, quanto piuttosto una semplice trasposizione delle vignette del fumetto. La sensazione di movimento viene ricreata nella maggior parte dei casi dagli spostamenti della telecamera, e sono davvero poche le sequenze animate vere e proprie. Per fortuna non è tutto da buttare e, almeno nel primo episodio, in alcuni momenti questo stile riesce ad adattarsi in maniera quasi sorprendente ai tempi comici dell'opera, grazie anche alla forza del materiale di partenza e a una regia di buon livello.

Ma rimane ovviamente il rammarico nel vedere un ottimo potenziale non sfruttato al meglio a causa di evidenti limiti tecnici. Possiamo solo sperare che i restanti episodi, che valuteremo in sede di recensione, riescano perlomeno ad alzare un po' di più l'asticella, ma le premesse non sono buone.

A livello sonoro la prima puntata se la cava molto meglio, grazie a una buona coppia di sigle di apertura e di chiusura, a una discreta colonna sonora e soprattutto grazie al doppiaggio. Su quello originale giapponese c'è poco da dire.

Nei panni di Tatsu troviamo il leggendario seiyuu Kenjiro Tsuda, che ha interpretato anche il personaggio in carne e ossa in alcuni video promozionali, il cui timbro rauco e cavernoso è perfetto per accentuare ancora di più l'ilarità degli sketch. La voce italiana del protagonista è invece quella di Riccardo Scarafoni, che se la cava piuttosto bene nonostante non possa competere, a livello di resa, con il collega nipponico.

La via del grembiule L'incipit dell’adattamento animato de La Via del Grembiule purtroppo ci ha lasciato con l’amaro in bocca, confermando tutti i dubbi emersi fin dal primo trailer. Gli evidenti limiti del comparto tecnico dello studio J.C. Staff, giustificabili da esigenze di natura creativa solo fino a un certo punto, non permettono alla serie di sfruttare appieno il suo potenziale. Il che è un vero peccato, perché tutto il resto è di ottima fattura e la validità dell’opera originale rende divertente e spassosa anche questa trasposizione.