Solo Leveling è su Crunchyroll: attenzione, non è il solito anime fantasy

La trasposizione animata del webtoon di successo offre già le coordinate di un anime dal grande potenziale con due episodi ad altissima tensione.

Solo Leveling è su Crunchyroll: attenzione, non è il solito anime fantasy
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L'anime più atteso della stagione invernale arriva finalmente su Crunchyroll. Abbiamo visto i primi due episodi di Solo Leveling e siamo pronti a condividere le nostre prime impressioni sulla trasposizione animata del webtoon di successo, sicuri e ancora più convinti dell'enorme potenziale dell'adattamento di A-1 Pictures. Prima di continuare ricordate che a gennaio 2024 c'è una valanga di anime su Cruncnyroll!

Il solito isekai senz'anima?

Quello di Chu-gong e del compianto Seong-rak Jang è il terzo manwha celebre negli ultimi anni (dopo Tower of God, di cui è già stata annunciata la seconda stagione, e The God of High School) a ricevere un adattamento animato, a dimostrazione della crescita esponenziale del mercato del fumetto sudcoreano, il primo ad intercettare le possibilità del formato a scorrimento verticale e a standardizzarlo in una lungimirante fruizione digitale.

La pubblicazione cartacea e l'adattamento animato sono la naturale conseguenza di un successo che ha innalzato Solo Leveling a modello di riferimento del manhwa action, sfruttando le convenzioni di un genere molto in voga nella produzione nipponica, correndo e accettando il rischio calcolato di perdersi nella sua sovraesposizione, nella sovrabbondanza di epigoni dell'apripista Sword Art Online. Snocciolando la trama la sensazione di trovarsi di fronte a qualcosa di già visto è inevitabile. Portali dimensionali hanno squarciato l'atmosfera permettendo a malefiche creature di seminare il panico tra i terrestri. A contrastarli sono individui che, in concomitanza con l'apertura dei gate, hanno ricevuto poteri che li hanno resi hunter.

Sung Jinwoo è uno di loro, ma... è l'arma più debole dell'umanità. Ha alle spalle una famiglia in difficoltà e i dungeon sono l'unica fonte di guadagno che gli permette di mantenere gli studi della sorella e preservare la salute della madre. Deve sforzarsi di resistere ad ogni missione, in bilico tra la vita e la morte, costantemente curato dalla healer di turno che lo sottrae all'ultimo respiro.

Solo Leveling possiede tutti gli elementi di un gioco di ruolo online: dungeon, classi, ranghi e una particolarità: gli hunter non possono salire di livello, il loro è un rango definitivo e immodificabile, nessuna possibilità di miglioramento. Un immobilismo gerarchico che costringe tutti i combattenti a relegarsi nei dungeon corrispondenti, a farmare e lootare materiali e risorse di un grado stabilito, a non sognare mai una scalata, un abbandono della casta di riferimento, un level-up. Sung Jinwoo è destinato a tenersi stretto il suo equipaggiamento striminzito, affidandosi a un unico, fragile, coltello e mantenendo la sua poco lusinghiera fama.

Un prologo solido e ricco di tensione

A prima vista, come dicevamo, nulla di veramente inedito: Solo Leveling si perderebbe nel flusso continuo di isekai di ispirazione videoludica, nell'infinità di MMORPG narrativi e non interattivi che proliferano incontrollati dal citato Sword Art Online in poi, se non trovasse uno spiraglio proprio in quella particolare gerarchia piramidale statica e immutabile, in un'essenza da alien invasion che lo rende più un reverse-isekai con mondi alternativi che si sovrappongono alla realtà quotidiana. Veri e propri strappi di irrealtà, di virtuale, di isekai a intermittenza.

Emerge, poi, dalla fiumana di anime fatti con lo stampino, per una cura della narrazione e delle atmosfere che è evidente in questi primi due episodi e lo traghetta, lasciandosi alle spalle il pericolo della banalità, verso lidi più qualitativi. Nonostante si tratti ancora solo di un prologo, con il plot point del finale del secondo episodio che è il vero punto di partenza per la serie, Solo Leveling non indugia in una narrazione che si risparmia in quanto preparatoria, piuttosto setta, senza esitazioni, una sequenza di pericolo tangibile e di tensione costante che vorremmo fossero replicati nel resto della stagione.

La sorpresa per Sung e compagni di non ritrovarsi in un dungeon di classe D come atteso e di finire intrappolati in una mostruosa prova di classe S è l'occasione perfetta per conferire alla storia un'aria da escape room horror dagli enigmi non troppo banali nella risoluzione, semplici nel concepimento ma elaborati nell'applicazione. Enormi statue semoventi e un letale rompicapo che non ammette errori, una partita a scacchi di potteriana memoria senza edulcorazioni e con spargimenti di sangue che stabiliscono il tono e l'estetica splatter di Solo Leveling, che non lesina sulla violenza, su arti mozzati e corpi martoriati.

Sono chiare le grosse potenzialità di un anime che non nella profondità ma nella varietà del suo worldbuilding potrebbe trovare il nucleo portante per una narrazione virtualmente mai uguale a sé stessa, capace di spaziare tra i generi, di sondare topoi e strutture differenti in base alle caratteristiche, alle norme dei dungeon in cui si sviluppa. Frangenti da battle royale, da survival game, da battle shonen più classico, tutto è possibile nell'eterogeneità di dungeon con leggi interne sconosciute e riscrivibili. La scelta di un mondo investito dal multidimensionale, dalla sporadicità del fantastico, dalla molteplicità di universi accessibili è l'espediente fondamentale per una variazione continua delle regole del gioco e condizione necessaria per l'espansione di una narrazione che non può contare sull'originalità dei contenuti, dei temi, ma può virare decisa verso una diversificazione ludica della loro messa in scena.

Se il protagonista Sung Jinwoo saprà poi investirsi di quel carisma che gli effetti della quest segreta dovranno per forza di cose facilitare, se il mondo e i personaggi "di gioco" riusciranno a strutturarsi, compositi, in nome della ricchezza e dell'assortimento dei contesti, Solo Leveling non avrà difficoltà a replicare il successo della sua controparte disegnata, data la certezza, infusa da due episodi che sono già esemplificativi, di una scrittura che sa gestire la tensione, che sa modulare il ritmo, che sa infondere drammaticità persino a situazioni i cui gli agenti sono personaggi appena conosciuti.

Ad A-1 Pictures tocca il gravoso compito di animare un'opera che trova già nella sua versione originaria una certa freschezza estetica attraverso disegni pregni di vita, espressivi nella loro vivace colorazione e per questo in qualche modo più vicini al nuovo medium. I primi due episodi sono, in fondo, poco probanti data la materia e la mancanza di combattimenti, ma il lavoro svolto dallo studio fa ben sperare nonostante non si fregi di sequenze memorabili e non goda di un character design particolarmente ispirato.

Bisognerà attendere i prossimi episodi per entrare nel merito di un'analisi più approfondita sia sul lato tecnico che sul versante narrativo, ma quanto mostrato nei primi due episodi lascia già assaporare una certa solidità e una promettente qualità per un genere vessato da iterazioni carenti in personalità e privi di spunti originali.