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Lost Song: primo sguardo alla nuova serie targata Netflix

Abbiamo dato un primo sguardo alla nuova e tanto attesa produzione fantasy in esclusiva su Netflix: Lost Song.

first look Lost Song: primo sguardo alla nuova serie targata Netflix
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Oggi, 5 ottobre, si aggiunge alla libreria Netflix il primo anime previsto per questo mese, nonché uno dei più attesi per questa stagione: Lost Song. Quando venne annunciato che la Mages (azienda madre sotto cui è riunita la casa di sviluppo 5pb. della visual novel Steins;Gate), Netflix e lo studio d'animazione Liden Films (Terra Formars) erano a lavoro su un nuovo progetto, ne abbiamo seguito costantemente gli sviluppi. Nell'arco degli ultimi mesi sono trapelate numerose informazioni sulla trama e un trailer, che ci hanno incuriosito notevolmente: da quel poco che è emerso, l'anime cerca di trasportare lo spettatore in un mondo fantasy devastato dalla guerra e di fargli vivere questa esperienza in prima persona, attraverso gli occhi di due protagoniste che all'apparenza non sono in grado di gestire le difficoltà di un conflitto. Attratti dal desiderio di scoprire questa nuova produzione, non appena è stata resa disponibile per lo streaming ci siamo buttati a capofitto ed abbiamo visto il primo episodio. Ora siamo pronti a darvi le nostre impressioni a riguardo.

Un canto liberatorio

L'episodio d'esordio si apre mostrandoci il futuro, presumibilmente anticipando visivamente una delle puntate conclusive: a schermo appaiono i protagonisti di questa avventura, di cui, però, non conosciamo ancora nulla. Unica eccezione sono le due eroine, che in questa scena si trovano al centro di una piccola arena sull'acqua, circondate da un'orchestra, pronte a cantare quella che dovrebbe essere l'ultima canzone.
La scena seguente ci porta nel presente narrativo e abbiamo modo così di conoscere meglio chi ci seguirà passo dopo passo, iniziando con Rin: una ragazza solare, che ama mangiare e cantare e che vive assieme ai fratelli Al e Mel in un villaggio di campagna. Al è il più piccolo dei tre: la sua passione è costruire invenzioni che potrebbero essere utili, ma il più delle volte non funzionano; il suo più grande desiderio è quello di poter visitare la Capitale per mostrare i suoi progetti. Mel è la sorella maggiore che si occupa dei due, come fosse una madre. Rin vorrebbe dare libero sfogo alla sua voce, per poter cantare un giorno nella Capitale, ma suo nonno glielo vieta rigorosamente, in particolar modo quando la ragazza si appresta ad eseguire una misteriosa canzone.
L'azione si sposta dunque su Finis: quando ci viene presentata, la possiamo sentire intonare un canto, con il quale genera dal nulla dell'acqua per i cittadini della Capitale. Finis è una principessa, spesso un po' sbadata (non riesce a trovare la via di casa al termine dell'esibizione), che è promessa in sposa a Rudo, un principe insensibile che sfrutta per i propri fini l'abilità della futura consorte. Quello stesso giorno, la futura sposa incontra un bel cavaliere, dall'animo nobile, Leobolt, il quale l'avvisa che una guerra sta per abbattersi da lì a breve.
Ritorniamo su Rin, che decide di andare a raccogliere delle noci nella foresta, per il nonno, al posto di Mel, accompagnata da Al. Nel bosco i due trovano Leobolt gravemente ferito e con una gamba congelata. La ragazza lo cura con la melodia proibita dal nonno, la Canzone della Guarigione, attirando su di sé l'attenzione di alcuni loschi soldati. Dopo che il cavaliere si è ripreso, i tre fuggono da un misterioso ghiaccio che lentamente avanza distruggendo la vegetazione, e dal gruppo di militari.
L'episodio si conclude con Rin ed Al che fanno ritorno a casa, ma la trovano distrutta, come il resto del villaggio: il nonno è morto, mentre Mel è in fin di vita, e, prima di esalare l'ultimo respiro, spinge la sorella a realizzare il proprio sogno. Rin intona la Canzone della Guarigione, inutilmente.

Un discreto inizio

Con una continua alternanza di prospettive abbiamo modo di ambientarci lentamente nel mondo fantasy in cui si svolgono gli eventi e d'iniziare a conoscere le due protagoniste che ci accompagneranno per i restanti 11 episodi della serie. Al momento non possiamo sapere con esattezza come si svolgeranno gli avvenimenti, ma quel poco offertoci ci è sembrato interessante e convincente, anche se forse non del tutto originale. Tuttavia speriamo che la narrazione proceda verso la giusta direzione, prendendosi le giuste tempistiche per mostrare una storia umana, senza essere scontata, senza mostrare sin da subito l'incontro tra le due cantanti, e che riesca ad intrattenerci con qualche colpo di scena inaspettato. Va detto, però, che alcuni membri del cast e alcune situazioni ci sono sembrati stereotipati; allo stesso modo, una rivelazione espostaci ci ha dato l'impressione di essere prevedibile nel corso della visione, soprattutto per chi mastica anime da tempo, tanto da conoscere bene alcuni stilemi ricorrenti. È ancora presto per dire come proseguirà il tutto, perché potrebbe essere tanto in grado di soprenderci quanto di non farlo affatto. Nonostante ciò, la conclusione dell'episodio ci ha lasciati con un interessante cliffhanger che ci ha invogliati a continuare la visione, per scoprire cosa potrebbe offrire la nuova produzione Netflix.
Non siamo riusciti bene a focalizzare il ruolo delle canzoni: saranno presenti solo a fine narrativo, in quanto poteri magici e potrebbero essere quindi di numero ridotto ed il loro utilizzo limitato? Oppure saranno più frequenti, utilizzate per descrivere parte della storia o per illustrare i sentimenti che i protagonisti provano in determinate situazioni?

Infatti abbiamo assistito ad una scena in cui, attraverso una canzone, Rin ci mostra il suo forte desiderio di raggiungere a tutti i costi la Capitale, ricordandoci, per certi versi, alcuni musical e i film Disney. Un anime in stile musical sarebbe interessante da vedere: risulterebbe uno dei pochi ad esserlo, anche se potrebbe essere un lavoro troppo complesso per solo 12 puntate. I disegni di Lost Song ci sono sembrati ben realizzati, offrendo un character design tondeggiante, ispirato e convincente, in sintonia con l'ambientazione fantasy, curato sotto molti aspetti, che riesce anche ad evidenziare le differenze sociali dei vari presenti: i nobili hanno vestiti eleganti ed elaborati, i cittadini, invece, indossano vesti meno raffinate e più semplici nel design. Impercettibili gli elementi in CGI, limitati solo a sporadici dettagli, come l'orchestra e qualche oggetto scenico. Dobbiamo sottolineare, però, che abbiamo notato insignificanti imperfezioni nello stile, soprattutto nelle riprese più ampie.

Non abbiamo notato particolari virtuosismi registici, eccezion fatta per due elementi: un piano sequenza iniziale, con la telecamera in lontananza che si avvicina alle protagoniste, per poi spostarsi alle loro spalle mostrando una luna o un mondo di grandi dimensioni dinanzi a loro ed il titolo Lost Song; e il primo cambio di punto di vista delle protagoniste, attraverso un'inquadratura a volo di uccello che si sposta dalla campagna di Rin, alla Capitale di Finis. Non possiamo dire se assisteremo in futuro ad altre particolari inquadrature. Inoltre, viene fatto un buon utilizzo di luci e ombre, riuscendo a farci immergere al meglio nello scenario fantastico.

Lost Song In attesa di completare la serie, possiamo dire che Lost Song ci ha convinti su più livelli. La componente artistica è gestita in modo da trasportare lo spettatore in un universo fantasy, attraverso un buono stile e un’illuminazione ideale ad ogni situazione. Inoltre, se la sceneggiatura non risulta essere scontata e procede lentamente, l’anime potrebbe raccontare una storia intima e personale, attraverso personaggi che non hanno particolari abilità, se non il canto, che si muovono in un mondo devastato dalla guerra.