Lupin III: Part 5: analisi del primo episodio, impressioni sulla nuova serie

Il ladro gentiluomo, a questo giro, si ritrova vittima della prigione più pericolosa e oscura che il mondo moderno possa conoscere: il Web.

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Ogni volta che Lupin torna in TV lo riaccogliamo come un vecchio amico, di quelli che ci lascia per lungo tempo ma che, ogni volta che si ripresen, è come se non ne fosse passato così tanto. Eppure gli anni sono trascorsi, sin dal debutto della prima, storica serie televisiva del 1971 dietro la cui direzione c'era addirittura quel genio di Hayao Miyazaki. Successivamente, il ladro gentiluomo creato da quell'altro geniaccio di nome Monkey Punch si è proposto ai suoi fan sotto forma di svariate altre serie anime, spin-off, film, OVA, una ventina di special TV e chi più ne ha più ne metta. Eppure, è duro a morire il buon vecchio Lupin III, discendente di quell'Arsenio Lupin I, personaggio di finzione partorito dalla penna di un noto romanziere francese, Maurice Leblanc: talmente duro a morire, e talmente geniale e imprevedibile, che è riuscito ad adattarsi all'era moderna. Tra computer, smartphone e internet, Lupin III Part 5 ha preso il via sui circuiti televisivi giapponesi e si prepara a portarci laddove la Fiat 500 della banda di Arsenico non ci aveva mai portato: nei meandri oscuri e intricati della Rete.

Avventura francese

Lupin III, in effetti, non ci aveva mai proposto un background di fondo così tecnologico: anacronistica com'è sempre stata l'opera di Monkey Punch, piena di cliché deliziosamente nostalgici di alcuni stilemi del genere noir o del folklore tanto della madre patria quanto di quello occidentale, fa decisamente strano vedere il ladro gentiluomo alle prese con smartphone, operazioni di hacking e vittima di un crudele gioco imposto dalla Rete. È questa la trama di fondo di Lupin III Part 5: il primo episodio del nuovo anime, prodotto da Telecom Animation e diretto da Yuichiro Yano (lo stesso regista della quarta serie, ovvero L'avventura italiana) è intitolato "La ragazza delle Torri Gemelle" e, come detto, porta il nostro eroe alle prese con il mondo oscuro degli hacker: siamo in Francia, peraltro terra natia di suo nonno Lupin I, il personaggio di Maurice Leblanc cui Monkey Punch si è ispirato, e ritroviamo Lupin in compagnia del suo inseparabile socio Jigen Daisuke nei pressi di un ostello. Qui Arsenio riceve un pacco misterioso contenente della droga: il ladro spiega al suo amico come, ormai, sia possibile acquistare in Rete qualunque tipo di prodotto, dalla droga alle armi, passando finanche per il traffico di esseri umani. È ciò che oggi chiameremmo "Deep Web" o anche "Dark Web", ovvero quella parte dell'Internet profonda e oscura, appunto, dedicata agli scambi di informazioni più illeciti e indicibili, dalla criminalità alla pornografia più spinta.

In particolare, Lupin è sulle tracce di un negozio online chiamato Marco Polo, un sito web su cui è possibile acquistare droga, armi e altri prodotti illegali. Per ottenerne l'accesso, tuttavia, hanno bisogno di una chiave di Rete: tale strumento è in possesso di un "custode", un abile hacker che si trova in una base governativa segreta al di sotto della superfice del mare. Un luogo impenetrabile e altamente sorvegliato, ma per il ladro gentiluomo nulla è davvero impossibile: dopo aver trovato il modo di infiltrarsi nella base, lanciandosi dalle sommità di un grattacielo in una fessura tra le ventole di un depuratore nell'oceano, Lupin e Jigen si avventurano nella base solo per scoprire, con grande sorpresa, che l'hacker di cui hanno bisogno è una misteriosa ragazza di nome Ami. La giovane, decisamente poco abituata al contatto umano, si dimostra tanto abile nell'hacking - a quanto pare, è in possesso di impianti cibernetici che le consentono di sfruttare la tecnologia circostante con l'utilizzo dei pensieri e della voce - quanto instabile caratterialmente. Tuttavia, dopo averle dato prova della sua abilità, Lupin ottiene la fiducia di Ami e i tre, raggiunti dal terzo membro della storica banda, il samurai Goemon Ishikawa XIII, fuggono via.

Lupin Game

Immancabili gli inseguimenti, braccati dalla Polizia francese supportata - ovviamente - da Keichi Zenigata, l'ispettore dell'Interpol che da sempre è la nemesi numero uno del nostro eroe, in cui Lupin, Jigen, Goemon e Ami si ritrovano a sfrecciare a bordo dell'iconica Fiat 500.

Dopo aver soggiornato in una sorta di stamberga, ancora una volta inseguiti dalle forze dell'ordine, essere passati su di un motoscafo e aver infine seminato la Polizia, i quattro si ritrovano in aeroporto dopo aver sfruttato le abilità hacker di Ami per sottrarre tutto il capitale a una misteriosa organizzazione. Tuttavia, poco prima di imbarcarsi sul volo per Berlino, tutta la popolazione circostante inizia a fotografare, filmare e immortalare in qualche modo Lupin: all'improvviso, tutto il mondo inizia a postare in Rete immagini di Lupin e della sua banda, registrando la sua posizione e rendendola nota a chiunque, anche alle agenzie investigative e alle forze dell'ordine. È questo il crudele gioco in cui si ritrova vittima il nostro eroe, che delinea la narrazione dei prossimi episodi e che vedrà il protagonista al centro della più grande prigione in cui potesse finire: la Rete.

Il Lupin Game, indetto dai misteriosi individui che hanno subito il furto dal noto ladro, consiste nell'immortalare il soggetto ovunque si trovi, postando su Internet immagini e video: d'improvviso, il nostro eroe si ritrova sulle prime pagine di tutti i tabloid, al primo posto di ogni trend, sulla bacheca dei profili social di milioni e milioni di individui. E, braccato in questo modo, con miliardi di occhi sulla propria nuca, compresa una Fujiko visibilmente divertita dalla situazione, Arsenio Lupin III non può che sogghignare: una nuova, impossibile sfida si para dinnanzi al ladro più famoso e infallibile nella storia.

Lupin oggi

Il primo episodio di Lupin III Part 5 ci ha mandati, letteralmente, in brodo di giuggiole: l'eccezionale direzione artistica di Yuichiro Yano, già intravista ne L'Avventura Italiana, esplode nella nuova produzione di Telecom Animation in tutto il suo splendore. A partire dalle due sigle, quella di apertura e di chiusura: un vortice di colori, impreziosito dall'iconico tema musicale classico, per la prima; un vero e proprio tripudio di sensualità - incentrata sull'incredibile avvenenza di Fujiko Mine e cantata dalla sua doppiatrice nipponica, Miyuki Sawashiro, per la seconda. Il character design, che sfoggia un tratto anch'esso simile al quarto anime ambientato in Italia e decisamente pregevole, si accompagna a un'estetica in tutto e per tutto eccelsa, impreziosita dalle solite, ottime musiche e di quell'immancabile atmosfera noire intrisa di tutto il fascino e il romanticismo dell'ambientazione francese. Interessante notare, inoltre, come la narrazione della nuova serie sembra spalmata in più episodi (ne saranno, in tutto, 26), con la possibilità che la trama di fondo prosegua nel corso della serie piuttosto che proporci le solite storie autoconclusive in ogni puntata. Lupin III, in definitiva, ci era mancato tantissimo: nonostante il franchise di animazione stia per spegnere ben 50 candeline, il ladro gentiluomoci sembra più moderno e innovativo che mai.

Lupin III Part 5 Lupin è di nuovo a casa, sulle tracce di ricchezze incredibili e sottoposto a fughe e sfide impossibili. Questa volta, però, il ladro gentiluomo è messo di fronte a una prova che sembra troppo ardua persino per lui: riuscirà a sfuggire dalla morsa più pericolosa e oscura dell'era moderna, ovvero le connessioni pressoché infinite del Web? Su questi binari viaggia il primo episodio di Lupin III Part 5, la nuova e innovativa serie anime targata Telecom Animation. Le premesse, sia sul piano narrativo che artistico, sono come sempre ottime.