Remake Our Life: arriva su Crunchyroll una commedia divertente e riflessiva

Prodotto dallo studio Feel, l'adattamento animato di Remake Our Life! sembra voler seguire le orme dell'indimenticabile Sakurasou no Pet na Kanojo.

Remake Our Life: arriva su Crunchyroll una commedia divertente e riflessiva
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Con l'avvento della nuova stagione estiva, la già straripante piattaforma di streaming di Crunchyroll ha accolto nel proprio palinsesto settimanale una decina di nuove serie d'animazione, le quali spaziano dagli Isekai alle sempre più popolari e strampalate commedie romantiche (a tal proposito vi suggeriamo di rileggere le nostre prime impressioni sul divertentissimo Girlfriend, Girlfriend). Tra tutte le varie proposte, quella che più di ogni altra ha saputo catturare la nostra attenzione è senza dubbio Remake Our Life! (o Bokutachi no Remake, se preferite il nome originali nipponico), ossia la storia di uno sfortunato sviluppatore che nel periodo più buio della propria esistenza si ritrova inspiegabilmente catapultato dieci anni nel passato e, conservando tutti i ricordi della vita futura, ha quindi una seconda occasione per provare a cambiare le proprie stelle e costruirsi un avvenire diverso.

Finora abbiamo potuto visionare soltanto le prime due puntate della vicenda, ma in tutta onestà il racconto è riuscito a coinvolgerci e incuriosirci sin dall'episodio pilota, che per l'occasione presenta un minutaggio raddoppiato rispetto alla norma. Senza ulteriore indugio, di seguito vi proponiamo quindi le nostre impressioni preliminari sulla serie televisiva tratta dall'omonima light novel scritta da Nachi Kio e illustrata da Eretto.

Una seconda possibilità

Come accennato nell'introduzione, Hashiba Kyouya è un ventottenne che da ragazzo sognava di diventare uno sviluppatore di bishojo game, ossia un genere di videogiochi focalizzati sull'interazione con attraenti fanciulle bidimensionali (sostanzialmente si tratta di una branca del dating sim indirizzata perlopiù al pubblico maschile).

Subito dopo il diploma, infatti, Kyouya venne accettato sia dalla prestigiosa Università delle Arti di Oonaka che da una ben più comune facoltà di economia, ma ritenendo che la seconda gli avrebbe offerto maggiori sbocchi lavorativi, il ragazzo scelse di chiudere nel cassetto i propri sogni e di intraprendere un percorso di studi meno rischioso. Insoddisfatto della propria vita e ormai alla vigilia dei trent'anni, tuttavia, Kyouya ha abbandonato il lavoro d'ufficio per provare a realizzare quel sogno a lungo messo a tacere, con risultati a dir poco disastrosi: non solo il ragazzo si è ritrovato in ambiente lavorativo assai peggiore del previsto, ma i giochi sviluppati dall'azienda che l'ha assunto si sono rivelati dei flop, portando al fallimento della stessa. Improvvisamente senza lavoro e senza un soldo, il povero Kyouya si è visto quindi costretto a tornare nella propria città natale per riflettere su tutto quello che è andato storto nei dieci anni successivi al diploma. È in questa desolante circostanza che il protagonista della vicenda si imbatte prima nella vecchia lettera di accettazione presso l'Università delle Arti di Oonaka e subito dopo in un articolo di giornale dedicato alla cosiddetta "Platinum Generation", ovvero un gruppo di artisti di successo della sua stessa età e coi quali sperava di poter un giorno collaborare.

Deciso a perseverare, attraverso un autentico colpo di fortuna Kyouya riesce quindi a farsi assumere presso la rinomata compagnia SucceedSoft (un palese riferimento a SquareSoft?), ma nonostante un promettente inizio si ritrova di nuovo disoccupato nel giro di qualche mese, il quanto il progetto diretto dalla sua responsabile, Kawasegawa Eiko, viene cancellato senza preavviso dai piani alti dell'azienda poiché ritenuto troppo azzardato.

Disilluso e ancor più demoralizzato della volta precedente, il ventottenne inizia dunque a chiedersi che cosa sarebbe accaduto se dopo il diploma avesse frequentato l'altra università e si fosse dedicato anima e corpo alla realizzazione del proprio sogno. Al risveglio da un pisolino pomeridiano, Kyouya realizza con sua grande sorpresa di avere di nuovo diciotto anni e, avendo conservato le memorie dei dieci anni sprecati, approfitta di questa inspiegabile e miracolosa seconda occasione per costruirsi un futuro migliore.

Rincorrere le passioni

Coi suoi 50 minuti circa, il primo episodio di Remake Our Life! è quasi paragonabile a un film d'animazione e come tale può essere suddiviso in due tempi ben distinti: se la prima metà mostra la vita di Kyouya nel presente, le molteplici difficoltà incontrate sul lavoro e soprattutto i risultati delle sue scelte "sbagliate", con la seconda ha invece inizio un vero e proprio percorso alternativo, che sin dal primo istante si rivela tutt'altro che semplice o più rilassato del precedente.

Difatti, se inizialmente Kyouya e lo spettatore sono indotti a pensare che ripartire con dieci anni in più di esperienza possa facilitare non poco l'impresa del protagonista di realizzare il suo sogno, all'atto pratico la verità è assai diversa. Pur avendo lavorato per qualche tempo nel settore dell'intrattenimento, la sua esperienza pregressa non rappresenta alcun vantaggio e le sue conoscenze sono alquanto insufficienti. Dal momento che Remake Our Life! affronta il tema delle seconde occasioni e tende a sottolineare con forza quanto sia importante concretizzare le proprie ambizioni, affrontando di petto le varie avversità insorte lungo il percorso, la serie non esita nemmeno per un istante a piazzare il buon Kyouya dinanzi a scelte difficili e a ricordargli che il suo nuovo percorso di vita comporti molti più rischi dell'originale. Alternando momenti di grande trasporto a situazioni imbarazzanti e vagamente a sfondo ecchi, che di tanto in tanto sono chiamate ad alleggerire i toni della narrazione, Remake Our Life! propone insomma uno spaccato di vita interessante e per di più presenta un cast di personaggi coi quali è abbastanza facile relazionarsi.

Non a caso, il prodotto ricorda a grandi linee i ritmi e i temi del vivace e al contempo commovente Sakurasou no Pet na Kanojo, uno spassoso anime del 2012 che tra una chiassosa risata e l'altra riusciva a far riflettere lo spettatore su temi forti e sempre attuali come i rischi e le difficoltà incontrati da chi vuole realizzarsi. A tal proposito, sarà quindi interessante scoprire se i vari compagni di corso di Kyouya - che uno dopo l'altro si scopriranno essere i futuri artisti della Platinum Generation da lui ammirati - si riveleranno ben caratterizzati e credibili.

Un promettente inizio

Realizzato dal non troppo noto studio Feel, che nel proprio portfolio vanta titoli gradevoli come la seconda e la terza stagione del popolare Yahari Ore no Seishun LoveCome wa Machigatte Iru, sul piano tecnico Remake Our Life! ci ha subito colpiti. Particolareggiato e sempre attento alle proporzioni, lo strepitoso character design di Kawamura Kousuke (ISLAND, Frame Arms Girl) si avvicina molto al tratto originale dell'artista Eretto e in questo caso ci ha regalato dei personaggi semplicemente deliziosi e sempre impeccabili. Altrettanti buoni ci sono parsi i fondali, che nelle scene ambientate all'aperto ricreano paesaggi meravigliosi e contraddistinti da suggestivi alberi di ciliegio. A non averci convinto del tutto è colonna sonora composta da Kondou Seima e Takeda Yuusuke, in quanto nei primi due episodi non abbiamo individuato melodie in grado di solleticare con delicatezza le corde del pubblico ed emozionarlo.

Ottimo, invece, il doppiaggio originale giapponese, che nonostante la presenza di tanti interpreti vocali giovanissimi e non ancora affermati ci è parso ben recitato. In particolare abbiamo apprezzato le performance di Touyama Nao (Yuigahama Yui in Yahari Ore no Seishun LoveCome wa Machigatte Iru) e dell'esordiente Itou Masahiro, il cui timbro pacato e fresco si allinea perfettamente alla natura composta del protagonista.

Remake Our Life! Non conoscendo nel dettaglio la serie di light novel da cui l’anime è tratto, non sapevamo esattamente cosa aspettarci da Remake Our Life!, anche perché l’incipit non proprio originale lasciava pensare che la serie fosse una commedia leggera e spensierata. Al contrario, l’opera affronta tematiche abbastanza serie e delicate, come le difficoltà incontrate dai giovani dopo il diploma, alternandole però a momenti più scanzonati e sollazzevoli. Qualora la serie conservasse quest’efficace rotazione, proponendo per giunta personaggi sfaccettati, potrebbe realisticamente diventare l’erede spirituale del fenomenale Sakurasou no Pet na Kanojo, che circa un decennio fa seppe incantarci con le struggenti vicissitudini dei suoi problematici protagonisti. Una scommessa, insomma, di cui siamo ansiosi di conoscere l’esito.