Samurai 8: La storia di Hachimaru, il nuovo universo di Masashi Kishimoto

Finalmente debutta su Weekly Shonen Jump il nuovo manga di Masashi Kishimoto, disegnato da Akira Okubo: scopriamo Samurai 8.

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Da estimatori e fan di Naruto, attendevamo l'esordio di Samurai 8: La Storia di Hachimaru come il ritorno di un vecchio amico che non vedevamo da molto tempo e sembra essere cambiato, anche se in lui riusciamo a scorgere ciò che ci ha fatto affezionare per tanti anni. Parliamo, per chi non l'avesse ancora capito, del nuovo manga scritto da Masashi Kishimoto, con disegni di Akira Okubo, che ha esordito sul più recente numero di Weekly Shonen Jump e verrà pubblicato a cadenza settimanale. Il capitolo 1, un mastodontico agglomerato di oltre 70 pagine, ha già messo le cose in chiaro: Samurai 8 vuol essere un'opera biblica, dalla lore importante, pronta a ritagliarsi il suo spazio grazie a un immaginario incredibilmente peculiare.

"Io diventerò Samurai!"

Quando si scrive (e si legge) un'opera di stampo battle shonen, irrimediabilmente si cade in un vortice di cliché narrativi tipici di questo genere di letteratura. Un'epica un po' spicciola, un protagonista che risveglia un potere incredibile sopito dentro di sé, un evento traumatico che innesca il destino di un eroe che deve compiersi. Ma c'è una cosa che fa la differenza, da prodotto a prodotto: l'immaginario.

La profondità del worldbuilding concepito dalla mente di ciascun autore. E, in questo, Kishimoto-sensei è stato maestro già in Naruto. Proprio dalle avventure del ninja biondo Samurai 8: La Storia di Hachimaru sembra attingere molto. Lo stile, la caratterizzazione di alcuni personaggi, persino la simbologia e i riferimenti alla religione orientale. Quel che fa Samurai 8, però, è di rimescolare tutto questo in un mix che sa totalmente di nuovo.

Samurai 8 è un'opera che unisce il folklore tipico dell'epica giapponese, i samurai appunto, col fascino di un setting totalmente fantascientifico. Samurai robot, in pratica, un amalgama che prende vita grazie alle matite di Akira Okubo, un vecchio collaboratore di Kishimoto nonché designer del film Boruto - Naruto the Movie.

Il capitolo 1 inizia con una profezia. Nei recessi della Galassia, un misterioso Maestro scruta un globo mentre racconta ad una figura misteriosa gli elementi base dell'universo che ci apprestiamo ad esplorare: i Samurai sono combattenti nobili che proteggono la Galassia da chi ne minaccia la pace - ben distinti, peraltro, dai semplici Guerrieri o addirittura dai Ronin, che vengono accostati quasi a dei banali mercenari. Molti anni or sono esisteva una Scatola di Pandora, il cui potere fu sigillato dal Dio della Guerra, Acala, che ne nascose le Sette Chiavi predisposte all'apertura nei recessi dell'universo.

Soltanto chi possiede tutte le Chiavi è in grado di aprire la scatola e scoprirne gli arcani custoditi al suo interno. Con la missione di trovare le Sette Chiavi, in modo da ottenere il potere di salvare le stelle, Daruma (un samurai dalle sembianze di un gatto paffuto) inizia il suo viaggio in giro per la Galassia. Nel frattempo, su un pianeta lontano, un ragazzino di nome Hachimaru gioca ai videogame e sogna di diventare un grande samurai: Hachimaru vive con suo padre, un uomo burbero che costringe il figlio a passare le giornate chiuso in casa.

Questo perché il protagonista soffre di numerose malformazioni e problemi di salute: il suo fisico fragile gli permette a malapena di stare in piedi, mentre per poter sopravvivere deve stare continuamente collegato a un grosso macchinario che lo aiuta nella respirazione. Un giorno, mentre suo padre è via per saldare un debito, accade l'incredibile: Daruma si manifesta di fronte ad Hachimaru e fa entrare il giovane a contatto con la realtà. I Samurai esistono.
Intanto il padre di Hachimaru si imbatte in un pericoloso ronin che sta misteriosamente costringendo alcuni banditi a praticare seppuku, il celebre e macabro rito che consiste nell'imporsi il suicidio con una pugnalata al proprio ventre. Qui apprendiamo ulteriori informazioni preziose sull'immaginario di Samurai 8: i leggendari guerrieri sono perlopiù cyborg che hanno rinunciato al proprio corpo per fondere il proprio organismo con una delle famose Chiavi della Scatola di Pandora. La Chiave, una volta assimilata dal corpo di un Samurai, assume la forma di una spina dorsale, e finisce col diventare l'unico elemento organico del nuovo corpo del guerriero, che in cambio ottiene legamenti meccanizzati e poteri incredibili come l'autorigenerazione. Ed è proprio questa serie di eventi che innesca l'ascesa del giovane Hachimaru (che, per design, ricorda vagamente Kabuto di Naruto). I sentimenti e il buon cuore del ragazzo faranno sì che assuma il potere necessario per diventare un samurai e compiere il suo destino, per poi partire insieme a Daruma per cercare le Chiavi Perdute create dal Dio della Guerra.

Dai ninja ai samurai

Lasciatevelo dire: soltanto scorrendo le prime pagine dell'opera di Kishimoto e Okubo, si intravede già una lore semplicemente pazzesca. Samurai 8: La Storia di Hachimaru ha tutte le carte in regola per diventare una storia cult, in cui i valori e i crismi narrativi tipici di un genere potrebbero trovare una nuova verve estetica e concettuale in un fantasy sci-fi rivoluzionario e appassionante.

Se a livello stilistico si sprecano i rimandi a Naruto (il look dei personaggi, i simboli e il design, ma anche la regia e il profondo dinamismo nel disegno), possiamo dire che l'immaginario di partenza di Samurai 8 è già profondissimo, e la mano di Okubo - incredibilmente rispettosa del tratto originale di Kishimoto - saprà certamente contribuire a regalare spettacolo.

Si percepisce chiaramente, già dal corposo capitolo 1, quanto Okubo-sensei abbia studiato da Kishimoto: in Samurai 8 torna prepotentemente la passione per le spirali, i ghirigori, i paesaggi a metà tra il medievale e il futuristico, i cavi e i tubi sparsi qua e là tra le abitazioni.

Certo, Okubo col tempo dovrà affinare il proprio stile: dovrà rendere l'azione meno caotica, rendere il tratto più leggibile e meno confusionario soprattutto durante i combattimenti più concitati, tra innesti robotici, armature da samurai e katane che cozzano nel fragore delle battaglie. Ma il punto di partenza è già molto alto: lo stesso Kishimoto, agli esordi di Naruto, era molto più acerbo nel disegno.

Samurai 8: La storia di Hachimaru Il primo capitolo di samurai 8: La Storia di Hachimaru è già un tripudio di lore, influenze artistiche, letterarie e culturali. Un affresco ibrido tra medioevo e fantascienza che non vede l'ora di stupirci, e noi non vediamo l'ora di restane ammaliati. Samurai 8, nel segno di Naruto ma con la voglia di sorpassarne la diramazione nella scrittura. Vedremo se, col tempo, il giovane e sognante Hachimaru si imporrà nella cultura pop come l'amato Settimo Hokage di Konoha.