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Seis Manos: prime impressioni sulla nuova serie Netflix

Abbiamo visto e analizzato il primo episodio della serie Seis Manos, co-prodotta da Viz Media e realizzata da Powerhouse Animation Studios.

first look Seis Manos: prime impressioni sulla nuova serie Netflix
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Di recente è sbarcata sulla piattaforma di streaming Netflix una nuova serie: Seis Manos.
L'anime, co-prodotto da Viz Media, è stato realizzato dallo studio Powerhouse Animation Studios, che si è anche occupato dell'adattamento di Castlevania.
L'opera, diretta dal regista Willis Bulliner e scritta da Brad Graeber, Alvaro Rodríguez e Dan Dominguez, pesca a piene mani da numerose influenze stilistiche degli anni '70 - su tutte il cinema di genere exploitation - cercando di mettere insieme alcuni elementi tipici di varie pellicole di arti marziali.
Prima però di addentrarci nell'analisi dell'intera Season Uno, composta da otto episodi dalla durata di circa mezz'ora ciascuno, andiamo a scoprire tutti gli elementi caratteristici della prima puntata nel nostro consueto first look.

Dolore marziale

L'opera, una property inedita concepita fin dall'inizio per essere serializzata online, è ambientata in una pacifica cittadina immaginaria del Messico, San Simon, dove un trio di giovani artisti marziali taoisti - Silencio, Jesus e Isabela - trascorrono le loro giornate allenandosi sotto la guida del saggio maestro Chiu.
La trama, molto semplice, riesce però a unire varie influenze stilistiche in maniera efficace, creando così un contesto narrativo tutto sommato originale in grado di puntare su alcuni elementi di stampo action già visti in numerose altre opere.

La ridente cittadina messicana viene messa in pericolo dal terribile El Balde (doppiato in originale da Danny Treyo), uno spietato criminale che usa la magia nera per potenziare se stesso e i propri sottoposti.
In questo primo episodio, l'azione riveste sicuramente un ruolo importante, grazie a una serie di combattimenti corpo a corpo avvincenti e ben coreografati, che strizzano l'occhio a tutta una serie di film orientali incentrati sulle arti marziali.

Il maestro Chiu, da questo punto di vista, rappresenta in tutto e per tutto l'esotismo di un mondo lontano e per certi versi ancestrale, che fa di tutto per rimanere a galla seppur in realtà il mondo stia lentamente cambiando.
Gli altri protagonisti, seppur non molto caratterizzati a livello introspettivo, riescono comunque a ritagliarsi il loro spazio grazie soprattutto a un character design abbastanza ispirato che non punta sicuramente all'esagerazione ma che risulta comunque soddisfacente.

Peccato però per la scelta di non far parlare Silencio, uno dei tre allievi del maestro, dato che una caratterizzazione simile potrebbe in realtà farlo apparire come il meno interessante del trio durante l'intero corso della serie.
Questo primo episodio risulta comunque godibile nella sua totalità anche per via del modo in cui è stata gestita la violenza; i principali avversari degli eroi sono infatti degli spietati mostri (in realtà esseri umani mutati attraverso la magia nera) che non si fanno davvero nessuno scrupolo a uccidere - anche in modo molto cruento - chi gli sta di fronte.


In più di un'occasione l'opera dimostra di non essere attaccata a una dimensione buonista in cui alla fine tutto va per il verso giusto, andando in controtendenza rispetto a molte produzioni anime (e non) in cui non si ha il coraggio di prendere alcune decisioni scomode.
Emblematica da questo punto di vista la parabola riservata al bambino co-protagonista, che riesce a descrivere perfettamente il fatto che nessuno, nel mondo di Seis Manos, può dirsi davvero al sicuro.
Allo stesso modo, lo stesso maestro Chiu, la cui figura sembra rivestire una grande importanza fin dall'inizio, viene di fatto eliminato dall'equazione generale spingendo gli stessi protagonisti a rimboccarsi le maniche per far fronte alle sempre crescenti minacce.

Arti marziali e magia

A colpire maggiormente è comunque l'originale contesto in cui tutti i personaggi si muovono; la scelta infatti di unire la cornice storica del Messico anni '70 con le arti marziali e la magia, seppur possa in un primo momento risultare quasi come un mix creato un po' a caso, in realtà in questo primo episodio riesce a risultare credibile.

Lo stesso villain principale, per quanto sicuramente stereotipato, risulta comunque capace di farsi prendere sul serio tanto dai protagonisti quanto dalla stessa cittadina di San Simon, che presto si ritrova ad essere invasa da mostruose belve assetate di sangue.
Tra le maggiori criticità del primo episodio possiamo invece annoverare alcune animazioni non molto fluide, soprattutto quelle riguardanti le sequenze più statiche.

Se infatti durante i combattimenti, salvo rare eccezioni, i movimenti dei personaggi risultano tutto sommato credibili, nelle scene maggiormente statiche il senso di legnosità dei movimenti appare molto marcato, anche per via di uno stile di disegno poco incline a valorizzare al massimo le animazioni.
Ben implementato invece l'effetto pellicola usurata, grazie al quale l'intero episodio assume un look molto simile ai film di genere exploitation molto in voga proprio negli anni '70, soprattutto in America e a cui per certi versi questa serie si ispira.

Seis Manos-original netflix Il primo episodio di Seis Manos risulta dunque godibile, capace di catturare l'attenzione dello spettatore attraverso uno strano mix di influenze stilistiche diverse, a patto di riuscire a chiudere un occhio di fronte ad animazioni non sempre impeccabili. L'intera serie potrebbe forse perdere un po' di mordente nelle battute finali se non sarà in grado di reinventarsi a livello contenutistico, anche se per ora il livello di coinvolgimento risulta alto grazie soprattutto a scene action ben concepite e a un uso della violenza libero da qualsiasi influenza buonista.

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