Star Rats: Stella, primo sguardo alla nuova miniserie di Leo Ortolani

È da poco disponibile il primo numero della nuova miniserie di Star Rats, celebre parodia sull'universo di Star Wars creata da Leo Ortolani.

Star Rats: Stella, primo sguardo alla nuova miniserie di Leo Ortolani
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Leo Ortolani, il celebre autore di Rat-Man, fumetto comico (ma non solo) che abbiamo inserito nell'elenco dei 10 migliori comics del decennio, ha sempre cercato di trattare con un occhio di riguardo alcune tra le più famose saghe cinematografiche di sempre, riuscendo nella maggior parte dei casi a trovare ogni volta la chiave più giusta per raccontare storie tanto spassose quanto profonde.

Star Rats, la divertente parodia dell'immortale Star Wars creato da George Lucas, fin dal 1999 ha tenuto compagnia a numerosi lettori che anno dopo anno - e film dopo film - sono cresciuti e cambiati insieme all'autore stesso, consci che prima o poi si sarebbe giunti alla fine (non della vita ovviamente, ma della parodia).

Risate di ieri e risate di oggi

Oltre alla serie regolare di Rat-Man, Leo Ortolani nel corso dei decenni è sempre riuscito a intercettare le mode e i fenomeni del momento, cercando di declinare la propria sensibilità artistica anche attraverso numerose parodie, senza impegnarsi in alcun modo nel prendere per mano il lettore per rassicurarlo quanto invece per mettere in discussione ogni cosa. Lo stile narrativo del fumettista, capace di spaziare abilmente dalla comicità alta a quella più ludica e greve (senza comunque disdegnare anche momenti legati all'epica cavalleresca) è diventato uno dei suoi marchi di fabbrica, supportato ovviamente dall'inconfondibile tratto legato indissolubilmente ai personaggi con il muso di scimmia entrati di diritto nella storia del fumetto italiano comico (e non).

Prima di addentrarci nell'analisi del primo numero della miniserie, è bene però evidenziare il fatto di come la stessa saga di Star Wars abbia letteralmente cambiato DNA nel corso dei decenni, purtroppo spesso incorrendo anche nelle ire (a tratti giustificate) dei fan storici del brand. Se infatti la prima trilogia è considerata unanimemente come un pezzo di storia del cinema, la stessa cosa non può dirsi per le due trilogie successive (cioè quella prequel e quella sequel) davvero molto lontane dalla mitologia (ma anche dalla qualità) delle origini.

Leo Ortolani, pur con tutti i cambiamenti - e stravolgimenti - avvenuti nell'universo filmico, attraverso le sue parodie è invece riuscito a mantenere un filo logico narrativo coerente e ben strutturato, così da rielaborare situazioni e personaggi storici attraverso un registro comico funzionale e mai scontato.
Se è vero però che parodiare un qualsiasi progetto improntato su una forte serietà ed epicità di fondo (come ad esempio Il Signore degli Anelli) è un'operazione tutto sommato abbastanza semplice, trovare il giusto piglio narrativo riguardo opere che - soprattutto negli ultimi anni - sono diventate dei veri e propri generatori involontari di meme (basti solo pensare al Jar Jar Binks di Episodio I), diventa un'impresa assai più ardua. L'autore è comunque riuscito a districarsi molto bene nell'universo di Star Wars, inserendo i propri iconici personaggi (a partire proprio da Rat-Man) all'interno delle vicende in maniera sensata, trovando un ottimo equilibrio tra il suo stile personale e l'universo di riferimento.
Con la nuova trilogia filmica, Leo Ortolani si è però trovato di fronte a una nuova sfida (come indicato da lui stesso proprio nell'introduzione del primo volume della miniserie): come fare per non strizzare l'occhio al pubblico in maniera eccessivamente palese?

Nuove speranze

Il primo numero della nuova miniserie (composta da 6 numeri), assume la funzione di un vero e proprio incipit, capace di pescare a piene mani dall'ultima trilogia finora uscita (cioè quella conclusasi con l'episodio IX della saga principale). Stella, protagonista plasmata per ricalcare il personaggio di Rey, si dimostra perfettamente in grado di far avanzare la storia in maniera scorrevole, senza risultare di fatto un personaggio tragicomico ma ben inserito all'interno del contesto di cui fa parte, capace in più occasioni di strappare qualche sana risata soprattutto riguardo alle dinamiche che intercorrono nel mondo che la circonda.
Le gag più divertenti spettano però probabilmente al suo acerrimo rivale, basato sulle fattezze di Kylo Ren, un villain presentato fin da subito come un qualcuno da non prendere troppo sul serio. Ortolani ha così deciso di creare un primo numero ben calibrato sotto praticamente ogni aspetto, facendo leva sull'elemento nostalgico senza però abusarne, riuscendo così nella non semplice impresa di regalare ai lettori di Star Rats un volume pienamente centrato tanto a livello stilistico che contenutistico, ma fortunatamente lontano da un'autoreferenzialità eccessivamente marcata.

Ovviamente il cuore della storia troverà il suo apice solo nei numeri successivi, in cui i vari elementi finora appena accennati avranno lo spazio necessario per essere sviluppati nella loro interezza.