Netflix

The Disastrous Life of Saiki K.: Reawakened, prime impressioni sulla serie

Ecco le nostre prime impressioni sulla nuova stagione anime basata sul manga di Shuichi Aso, The Disastrous Life of Saiki K.: Reawakened.

first look The Disastrous Life of Saiki K.: Reawakened, prime impressioni sulla serie
Articolo a cura di

The Disastrous Life of Saiki K., la spassosa quanto bizzarra serie anime basata sul manga creato da Shuichi Aso, nel corso degli ultimi mesi - soprattutto grazie alla distribuzione su Netflix - è riuscita a farsi apprezzare anche dal pubblico nostrano, da sempre speranzoso di veder nuovamente il protagonista alle prese con avventure inedite. In caso non conosciate la serie o il personaggio, vi consigliamo qui di seguito la recensione di The Disastrous Life of Saiki K.

I fan dell'opera non hanno potuto che accogliere con tristezza la fine dell'anime, conclusosi tramite tre episodi finali di Saiki K. Recentemente però, su Netflix è sbarcata a sorpresa la nuova serie dedicata al personaggio, The Disastrous Life of Saiki K.: Reawakened, di cui abbiamo analizzato il primo episodio nell'attesa di pubblicare la recensione della stagione completa.

Un vecchio (e burbero) amico ritorna

La serie Saiki K., fin dalla prima stagione, si è sempre posta in un modo un po' diverso rispetto a molte altre serie anime di genere comico; prendere in giro tutta una serie di stereotipi caratteristici di molti manga non è mai un'impresa facile, soprattutto vista l'intransigenza con il quale molti fan di serie shonen difendono i loro beniamini.

Eppure, l'opera di Shuichi Aso, seppur non eccessivamente famosa, ha saputo giocare con un elevatissimo numero di cliché dei manga/anime senza risultare mai volgare o scontata.
The Disastrous Life of Saiki K.: Reawakened non perde tempo a riproporre allo spettatore tutti i punti di forza della serie, lasciando da parte la struttura narrativa orizzontale degli ultimi episodi della terza stagione puntando ancora una volta su numerosi micro episodi in cui un'ironia abbastanza ricercata torna protagonista assoluta.

Saiki Kusuo è nuovamente alle prese con il difficile (anzi difficilissimo) compito di condurre un'esistenza tranquilla; i suoi superpoteri - legati perlopiù alla sfera psichica - lo portano infatti ad annoiarsi molto velocemente quando svolge qualsiasi tipo di attività. Il protagonista non è quindi ostacolato da pericolosi avversari pronti a dargli del filo da torcere quanto invece dalle più comuni vicende quotidiane. Nel primo episodio vediamo così Saiki impegnarsi per trovare un cagnolino scomparso, aiutato (si fa per dire) da sue due vecchie conoscenze. Ancora una volta è palese l'intenzione dell'autore di mostrare il protagonista come una persona schiva e solitaria, che sfrutta i suoi poteri psichici più per noia che per altro, quasi come se l'utilizzare le proprie abilità fosse una semplice questione di abitudine.

Uno dei mini episodi più riusciti di questa prima puntata è sicuramente quello dedicato a parodiare il mondo dei videogiochi MMO; Saiki si ritrova improvvisamente a dover sostituire il proprio padre (che si spaccia online per una ragazza) in una missione, con risultati realmente spassosi.
L'indole molto ingenua del protagonista lo porta a comportarsi nel modo più spontaneo e sincero possibile - rivelando ad esempio subito a tutti che in realtà non è una ragazza - dando vita a tutta una serie di siparietti comici estremamente familiari a chiunque si sia cimentato nei giochi online.

Un altro tra gli episodi più riusciti è quello in cui vediamo Saiki recarsi al lavoro al posto del padre sotto mentite spoglie, spinto ancora una volta dai propri familiari a usare i propri incredibili poteri per risolvere alcune questioni spinose.

L'intera prima puntata pone ancora una volta l'accento su una dimensione comica ma al tempo stesso grottesca, capace di mettere alla luce tutti i piccoli grandi drammi quotidiani che la vita ci riserva (dalla scuola, al tempo libero al lavoro) e che spesso non abbiamo la forza o la voglia di affrontare di persona pensando a quanto sarebbe bello delegare tutto ad altri (salvo poi dimenticarsi che è proprio tramite le difficoltà che siamo in grado di crescere).

La dura vita di un semplice superumano

Oltre ai numerosi siparietti comici, a far divertire lo spettatore è anche il modo con cui il protagonista si rapporta alla società che lo circonda.
Fin dai primi minuti Saiki infatti ci ricorda quanto lui sia speciale, una sorta di essere umano evoluto che in realtà poco o nulla ha a che fare con i suoi simili.

Il particolare più divertente di tutti è il vedere l'impegno che il personaggio principale mette nel tenere tutti a debita distanza tramite il suo carattere estremamente schivo e riservato ottenendo però risultati completamente opposti.
Saiki diventa così il vero e proprio fulcro dell'universo di cui fa parte, capace di ottenere l'aiuto di un enorme numero di persone desiderose di essere a tutti i costi suoi amici.

Questa prima puntata riprende quindi in mano tutti gli elementi caratteristici delle prime due stagioni senza in realtà innovare nulla, riuscendo comunque a risultare godibile nella sua totalità dall'inizio alla fine. Buono anche il doppiaggio in italiano, capace di trasmettere in maniera soddisfacente il gergo apatico con cui Saiki inonda lo spettatore senza fermarsi mai.
Conoscere in tempo reale tutti i (numerosissimi) pensieri del protagonista mentre interagisce con il mondo esterno - cercando di non perdere mai il controllo - risultano ancora i momenti più divertenti della produzione.
Anche a livello tecnico, l'anime dimostra quanto di buono visto in precedenza, grazie anche a un character design a tratti minimale ma capace di donare a ogni singolo personaggio uno stile riconoscibile.

The Disastrous Life of Saiki K. Il primo episodio di The Disastrous Life of Saiki K. Reawakened è un prodotto molto divertente e ben confezionato, capace di riprendere a piene mani tutti i punti di forza della serie per mostrare allo spettatore i nuovi (spassosi) psicodrammi vissuti dal nostro burbero - ma comunque di buon cuore - protagonista.