The Human Crazy University: un anime bizzarro su Crunchyroll

Un condannato a morte si risveglia miracolosamente dopo l'esecuzione. Benvenuti nello strano mondo di The Human Crazy University

The Human Crazy University: un anime bizzarro su Crunchyroll
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The Human Crazy University è un progetto davvero bizzarro, nato prima come ONA (Original Net Anime) sotto forma di cortometraggio e distribuito gratuitamente su youtube con il nome Human Bug Daguku_Yami no Manga, ed in seguito adattato in un più comune anime distribuito su Crunchyroll nei primi mesi di ottobre, insieme a tanti altri progetti interessanti (da Blue Lock a Chainsaw Man).

La serie in esame, diretta da Tsukasa Nishiyama (Mugyutto! Black Clover), è prodotta dal piccolo ma estremamente famoso -almeno tra gli addetti ai lavori- DLE Dream Link Entertainment. Lo studio, fondato dal 2001 dall'ex produttore esecutivo Sony Ryuta Shiiki, in brevissimo tempo si è specializzato in anime realizzati interamente in animazione flash raggiungendo molta notorietà con la serie Eagle Talon del 2006.

Undead Man

Satake Hirofumi è stato condannato alla pena capitale per aver ucciso, in un impeto di rabbia (almeno così dicono), la sua fidanzata. Hirofumi trascorre con inaspettata tranquillità il fatidico giorno, in galera sembra aver trovato quella pace interiore e quella serenità tanto bramata nella sua vecchia vita, una vita dedita al lavoro e ancora al lavoro.

Satake Hirofumi è pertanto un uomo molto tranquillo, nessuno lo etichetterebbe come omicida, al punto da essere diventato molto amico con il giovane secondino Shimoda Takashi. I due parlano spesso del più e del meno e non di rado, la guardia lo rasserena con piacevoli doni, tra cui la lettura di diversi manga. Molto diverso è invece Kadota Kenji, guardia carceraria molto esperta che crede rigidamente nella legge e nelle sentenze e pertanto non vuole avere nulla a che fare con un omicida come Satake Hirofumi.

Il tempo trascorre pertanto tranquillo nel braccio della morte, fin quando non arriva il fatidico giorno dell'esecuzione. Satake Hirofumi è terrorizzato, implora il perdono ma la grazia non è di casa inoltre come se non bastasse tra i vari boia troviamo proprio l'amico Shimoda Takashi, pure lui atterrito dalla triste situazione. Pochi secondi e Satake Hirofumi viene giustiziato per impiccagione. Schermo nero, tutto finito ? Assolutamente no, il nostro sventurato protagonista è incredibilmente sopravvissuto e ora si trova nei laboratori di un'istituzione di ricerca chiamata Human Crazy University che studia questi fenomeni miracolosi. Qui fa la conoscenza con uno strambo scienziato, il quale è letteralmente ammaliato dal caso di Satake Hirofumi. Hirofumi viene etichettato, dall'uomo di scienza, Undead Man in quanto non è la prima volta che sopravvive ad una avversità letale.

Il circo delle atrocità

The Human Crazy University se osservata velocemente e di primo acchito potrebbe essere erroneamente sottovaluta sia per l'estetica molto particolare, all'insegna di un low budget evidente, sia per i frangenti comici-demenziali ma in realtà l'opera è molto di più. La serie punta in alto e fin da subito indaga su un tabù scottante: la pena di morte.

La pena di morte in Giappone conserva incredibilmente un alto sostegno popolare, nonostante le critiche internazionali e l'opposizione di vari attivisti ed organizzazioni no profit. Ad esempio lo scorso Dicembre in terra nipponica sono state eseguite tre sentenze mortali tramite impiccagione, inoltre attualmente 100 persone attendono la mano del boia nel braccio della morte. Pena di morte tornata molto in auge poco dopo l'aggressione fatale subita dall'ex primo ministro Abe.

Pertanto il tema è caldo e difficilmente viene affrontato in opere animate ma Tsukasa Nishiyama sfida le convezioni e già dal primo episodio espone un quadro poco rassicurante ma incredibilmente dettagliato. I primi minuti sono scanditi praticamente da un approccio correlabile al ramo dell'antropologia del lavoro con il navigato Kadota Kenji che illustra ad il giovane Shimoda Takashi, alcune peculiarità del sistema giudiziario giapponese legato alla pena di morte. Tramite le parole della guardia carceraria veniamo a conoscenza che in Giappone ci sono 7 stanze, in sette città, dedita alla macabra sentenza. Una delle quali si trova nella moderna Tokyo.

Approccio antropologico seguito da un piglio medico-scientifico quando la parola passa allo strambo scienziato. Il noto uomo di scienza prova a ragionare sul perché il nostro Satake Hirofumi sia sopravvissuto e poi espone una sequela di malattie mortali, tutte superate con nonchalance dall'ormai noto condannato.

Come avrete capito le tematiche sono serie e permettono l'avvio di riflessioni importanti, ad ogni modo però il tutto viene incanalato in un serbatoio animato spesso altamente comico-grottesco distinto dal rapido susseguirsi di piccoli sketch demenziali davvero simpatici, che a volte ricordano un certo cartoon americano.

Tra arte e sperimentazione digitale

Come già scritto in precedenza The Human Crazy University è una serie a basso costo, spesso si ricorre alla riproposizione di animazioni replicate, le ambientazioni sono poi risicate, anzi è una sorta di tragicommedia da camera. Gli ambienti poi sono assai minimali e poco dettagliati e la profondità di campo, tranne qualche raro segmento "esterno" è praticamente inesistente. Altresì l'imprint visivo è un sicuramente anomalo, quasi amatoriale, dato che la serie è stata realizzata interamente in animazione flash.

Innegabilmente spesso si è andati al risparmio ma ecco che si inserisce di prepotenza l'estro creativo del regista Tsukasa Nishiyama. Il cineasta fin dalla sequenza iniziale mostra una certa sensibilità artistica, e allo stesso tempo produttiva; vediamolo nel dettaglio.

La serie infatti si apre con una mezza figura sul protagonista, impassibile e con lo sguardo assente, che tramite una fugace voice-over ci spiega al volo la situazione; nel mentre abbiamo poi l'annunciazione della sentenza di morte, data da un giudice assai inflessibile ripreso con un particolare sul mento. L'immagine è ravvicinata ed il campo viso della camera non riprende lo sguardo dell'uomo di legge, messo quindi fuori campo. Allora, questa soluzione sicuramente contribuisce ad un risparmio di tempo, animazioni e denaro ma parallelamente richiama un uso del colore simbolico-politico; colore riconducibile al celeberrimo artista Francisco Goya: pittore estremamente colto, grande interprete del suo tempo con il suo stile romantico e pre-impressionista.
Goya nel famoso Il 3 maggio 1808 a Madrid (1814) non rappresentava i volti dei soldati francesi. Volti che richiamavano una macchia di colore assai simbolica, e con questa scelta il pittore voleva equiparare i soldati a dagli automi, macchine di morte spersonalizzate prive di umanità. Ed è un po' quello che succede nell'episodio in esame con una "non rappresentazione" del volto del giudice o di alcuni secondini.

Agghiacciante poi la sequenza dell'esecuzione, caratterizzata da un serrato montaggio incrociato tra Shimoda Takashi, combattuto se premere o meno il bottone della botola, e le urla del protagonista. Protagonista ripreso inizialmente mediante la sua soggettiva, con lui che si avvicina tremolante al patibolo. Immagine che diventa improvvisamente vuota e buia nel momento esatto in cui si sta per concretizzare l'esecuzione.

The Human Crazy University The Human Crazy University inizia spiazzando lo spettatore con un giudice inflessibile che decreta la condanna a morte dell'imputato, nonché protagonista della serie. L'opera in esame affronta pertanto argomenti assai scottanti come la pena di morte. Argomenti filtrati da una massiccia, forse troppo, dose d'ironia e sketch demenziali. Atipico poi lo stile grafico/visivo, con la serie realizzata interamente con la tecnica dell'animazione flash. Serie curiosa, meritevole di visione.