The Promised Neverland: primo sguardo all'anime in simulcast su VVVVID.it

Parte anche in Italia l'adattamento anime del manga rivelazione di Weekly Shonen Jump: The Promised Neverland si candida a un grande successo.

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Emma osserva i cancelli della Grace Field House con occhi sognanti. Un giorno, quando uscirà dall'orfanotrofio, cavalcherà una giraffa. È lo sciocco, dolcissimo desiderio di una bambina che non conosce il mondo e vive la realtà coperta da una spessa patina di innocenza. La verità è ben diversa: Emma dall'istituto dovrà andarsene, ma non nel modo in cui crede. In Giappone, lo scorso 9 gennaio, è finalmente iniziato l'anime di The Promised Neverland, vera e propria rivelazione emersa negli ultimi anni dalle pagine di Weekly Shonen Jump. La produzione è a cura di CloverWorks, talentuoso staff che recentemente ha realizzato Persona 5 The Animation e Darling in the Franxx: il primo episodio della serie, che verrà trasmessa in simulcast esclusivo su VVVVID.it, è invece arrivato da noi nella serata del 10 gennaio, investendoci come un fiume in piena.

Il manga originale, di Posuka Demizu e Kaiu Shirai, è pubblicato in Italia da J-POP e in pochi anni di serializzazione sul magazine Shueisha ha stracciato ogni record di vendite (solo nel 2016, infatti, è risultata la hit vincente di Shonen Jump con oltre 2 milioni di copie vendute). The Promised Neverland è lo specchio riflesso di un'industria che sta cambiando, di uno sguardo sul target shonen capace di andare oltre le storie incentrate sui combattimenti, andando a esplorare diversi sottogeneri differenti come la fantascienza e, in questo caso, persino l'horror e il thriller psicologico. Andiamo a scoprire insieme tutto ciò che occorre sapere su uno degli anime candidati a stupire il pubblico del 2019.

I bambini della Grace Field House

In mezzo a una pianura sterminata, cinta da mura altissime protette da fitte foreste, c'è un edificio. È un orfanotrofio, la Grace Field House. In questa struttura vivono trentotto bambini la cui età raggiunge al massimo 11 anni. La comitiva vive felice e spensierata, accudita dall'amore di "mamma" Isabella, la tutrice dell'istituto.

I primi minuti dell'episodio 1 di The Promised Neverland, intitolato "121045", sono un ritratto di innocenza e leggerezza: i pargoli dell'orfanotrofio si svegliano, fanno festa, si acclamano l'un l'altro, si preparano, c'è qualcuno che non sa allacciarsi le scarpe e quindi si chiede aiuto ai fratelli più grandi. Ci si prepara per i pasti, ci si scambia coccole e rimproveri, ci si ripara nell'abbraccio caldo e rassicurante della mamma, che non manca di riservare un caloroso sorriso a tutti i suoi adorati figli.

Poi si studia, faticosamente: quotidianamente, i bambini della Grace Field House vengono sottoposti a test attitudinali di ogni tipo, poi i loro punteggi vengono classificati al fine di stilare un elenco degli studenti più capaci.

Dopo lo studio c'è la ricreazione, e quindi il gruppo scalmanato inizia a giocare per le praterie sconfinate che cingono l'orfanotrofio. Giocano perlopiù ad acchiapparello, un modo come un altro per tenersi in forma e rafforzare ulteriori gerarchie. E, neanche a dirlo, sono Emma, Norman e Ray - i tre bambini più grandi, prossimi a compiere l'età massima per soggiornare nell'istituto - quelli in grado di spingersi più lontano e raggiungere quelle minacciose mura che si ergono ai confini della loro casa fuori dal mondo.
Norman è il bimbo più intelligente della Grace Field House, seguito a ruota dal taciturno Ray, che si avvicina molto al suo quoziente intellettivo. E poi c'è Emma, protagonista indiscussa della serie: una bimba sbarazzina dai capelli ramati che si comporta in modo materno nei confronti di tutti i suoi fratellini più piccoli, capace di eguagliare i suoi due compagni coetanei grazie all'impegno e alla determinazione. In più, Emma possiede capacità fisiche fuori del comune, che emergono tutte durante l'acchiapparello; tuttavia, il suo carattere semplice e ingenuo non la rende furba quanto Norman e Ray. Questa, quindi, è la storia di tre bambini che vivono un sogno idilliaco, immaginando una vita bellissima al di fuori delle mura quando, raggiunto il momento opportuno, verranno consegnati a una famiglia con cui trascorrere il resto della vita.

Ma è soltanto la premessa di un racconto oscuro e terribile: di come quel sogno è stato rovinosamente spezzato da una verità tremenda. Ma la vera storia, quella che vi terrà incollati allo schermo, narra di come questi tre piccoli eroi hanno deciso di reagire di fronte all'orrore.

La verità dietro il sogno

È infatti quando tentano di portare a Conny un peluche che ha dimenticato in orfanotrofio che Emma e Norman si ritrovano di fronte a una verità schiacciante e opprimente: niente di tutto ciò che hanno vissuto fino a questo momento è vero. La vita idilliaca, il sogno che hanno vissuto per quasi 12 anni non è altro che una crudele e spietata menzogna: i bambini della Grace Field House corrono un pericolo mortale, una minaccia rappresentata dal più impensabile dei risvolti.

La seconda metà dell'episodio 1 di The Promised Neverland trasforma la messa in scena gioiosa e colorata in un vortice di paura, ansia e disperazione. La narrazione dell'anime oscilla costantemente tra il dramma psicologico e l'horror di fronte a una rivelazione scioccante, a una scena dura da digerire, al momento in cui i protagonisti capiscono che tutta l'innocenza che portano con sé gli è stata appena strappata via.

Paura e disperazione finiscono però col trasformarsi in speranza: Norman capisce che l'unico modo possibile per scampare a una fine orrenda è fuggire da quelle mura così terribilmente amorevoli. Ma Emma sa che, così facendo, condanneranno a morte i loro fratellini, così come tutte le generazioni a venire che occuperanno i lettini della Grace Field House. La missione diventa chiara: organizzare una grande fuga di massa. Salvare la famiglia. O tutti o nessuno. Ha inizio l'ultimo, glorioso acchiapparello: quello che Emma, Norman e Ray non possono assolutamente permettersi di perdere.

Siamo rimasti piacevolmente colpiti dal comparto visivo di The Promised Neverland. Il lavoro svolto da CloverWorks in fase di character design e animazione rimane estremamente rispettoso del tratto peculiare di Posuka Demizu, impreziosendo il tutto di cromatismi freddi e di una regia convincente, capace di esprimere appieno tutte le emozioni che l'anime è in grado di trasmettere: spensieratezza, mistero, orrore, speranza. Ciò avviene anche grazie a un comparto sonoro che ci sembra ben confezionato, partendo dai brani orchestrali alle ottime sigle di apertura e chiusura.

La sceneggiatura del primo episodio si discosta intelligentemente dalle prime tavole narrate da Kaiu Shirai nel manga originale. Piuttosto che riservare a un voice over della protagonista il cosiddetto "spiegone" volto a introdurre l'immaginario di partenza, l'anime di CloverWorks lascia che siano le immagini a parlare, permettendo al pubblico di carpire le informazioni essenziali e sbattendogli in faccia il tremendo colpo di scena finale.

The Promised Neverland (Anime) Fedele all’opera madre, ma a modo suo: l’anime di The Promised Neverland è finalmente realtà e si prepara a stupire. Nel primo episodio della serie di CloverWorks abbiamo ritrovato l'estetica barocca e delicata di Posuka Demizu e uno storytelling capace di trasmettere l'orrore della penna di Kaiu Shirai impreziosendo il tutto con il valore aggiunto di sonoro e colori. La prima stagione sarà composta da 12 episodi, e noi già non vediamo l'ora di visionarne altri.