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The Seven Deadly Sins: Wrath of the Gods, la Stagione 3 arriva su Netflix

La nuova stagione di The Seven Deadly Sins sarà all'altezza di quanto visto in passato? I primi episodi non lasciano ben sperare purtroppo...

first look The Seven Deadly Sins: Wrath of the Gods, la Stagione 3 arriva su Netflix
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Sbarcato su Netflix nel 2015, l'anime The Seven Deadly Sins (tratto dal manga omonimo di Nakaba Suzuki) ha provato a unire lo stile tipico dei battle shonen con alcune influenze stilistiche più vicine all'occidente, dando vita a un'interessante rivisitazione dell'Europa medievale ripescando da vari miti e leggende di stampo cavalleresco. Dopo due season ricche d'azione, la serie è recentemente tornata sulla nota piattaforma streaming con la sua terza stagione, intitolata L'ira degli dei, composta da 24 episodi. Prima però di addentrarci nella recensione della serie, proveremo ad analizzare le prime quattro puntate dell'anime per sviscerarne a fondo tanto i punti di forza che di debolezza.

Sette Peccati per salvare un regno...

Per chi si fosse perso le avventure precedenti di Meliodas e compagni, gli basti sapere che al centro dell'opera vi sono i guerrieri da lui capeggiati, sette cavalieri considerati all'unanimità come i più forti della Britannia, uniti indissolubilmente a uno dei sette peccati capitali da loro rappresentati.
Accusati di una cospirazione contro il loro regno, il gruppo dei sette si scioglie (ritrovando poi la forza di riunirsi solo successivamente) per tentare di ostacolare le azioni dei Cavalieri Sacri, intenzionati a governare il regno senza mezze misure. Numerosi ovviamente gli scontri che i protagonisti si sono ritrovati ad affrontare nel corso delle varie stagioni, che li hanno visti oltretutto contrapporsi ai diabolici Dieci Comandamenti, demoni dalla potenza smisurata al servizio del loro spietato Re.

Il primo episodio della terza stagione, grazie anche a un breve riassunto degli eventi precedenti, riesce senza problemi a riprendere le fila di quanto visto in precedenza, focalizzandosi su un Meliodas ora resuscitato intenzionato più che mai a risolvere alcune questioni in sospeso (leggi qui il first look di The Seven Deadly Sins Stagione 3). Lo stesso protagonista, che in breve tempo si riunirà a quasi tutti i suoi alleati, tornerà nuovamente a ricoprire un ruolo decisivo nella lotta contro i demoni, vista la grande forza di quest'ultimi soprattutto in rapporto ai semplici civili.

Il tono generale della prima puntata risulta comunque abbastanza leggero e scanzonato, in grado fondamentalmente di risultare quasi come un nuovo inizio tanto per il protagonista che per i cavalieri al suo seguito. Il ritmo degli eventi si attesta però su un livello sufficiente, per via di puntate dal ritmo eccessivamente blando, improntate spesso su sequenze discorsive o semplicemente dilatate in maniera eccessiva (basti pensare alla scena ambientata nel bosco con protagonisti King e Diane), nonostante dal quarto episodio in poi le cose diventino più movimentate. Il dubbio principale rimane comunque quello legato al concetto di more of the same, vista una struttura narrativa generale che vede ancora una volta come antagonisti alcuni personaggi visti in passato.

Se comunque la seconda stagione dell'opera era riuscita a innalzare il pathos proprio grazie alla pericolosità data dai Dieci Comandamenti, questo terzo blocco di episodi (almeno per quanto visto finora) risulta eccessivamente sottotono e incapace di puntare al meglio sui punti di forza dell'anime.
Interessante comunque la parentesi dedicata al passato di alcuni personaggi (che si ritroveranno a vivere gli eventi di 3000 anni prima) nonostante una frammentarietà di fondo capace per certi versi di rendere la narrazione eccessivamente confusionaria in alcuni punti.

...e Dieci Comandamenti per distruggerlo

Inutile negarlo: la forza dell'opera gira intorno ai combattimenti che i numerosi personaggi sono chiamati ad affrontare.
Da questo punto di vista, la terza stagione si prende tutto il tempo necessario per gettare i protagonisti nel vivo dell'azione, mettendoli a confronto con numerosi demoni (seppur di poco conto) solo per preparare il terreno alle grandi battaglie che con molta probabilità vedremo con il proseguire della storia.

Gli stessi momenti nel passato potrebbero risultare una gradita aggiunta alla formula generale, ovviamente se inseriti in maniera armonica all'interno della serie senza stravolgerla del tutto con il cambio di setting. Tra le criticità maggiori va sicuramente citato il comparto tecnico che, rispetto al passato, risulta carente su numerosi fronti, tanto dal punto di vista delle animazioni (seppur accettabili) quanto riguardo l'espressività di alcuni personaggi.

Purtroppo la stessa caratterizzazione dei vari eroi in campo (così come quella degli antagonisti) non ci è sembrata particolarmente brillante, ancorata a dei cliché esageratamente marcati. Davvero strano anche il modo con cui si è deciso di utilizzare la censura (cosa che di fatto ha indispettito molto i fan), rendendo in alcuni punti il sangue di colore bianco per alleggerire le scene più violente - salvo poi lasciarlo del suo colore naturale in altre sequenze - senza contare l'oscuramento degli organi interni.
Insomma, i primi quattro episodi di questa nuova stagione non lasciano sperare per il meglio riguardo l'intero progetto, per via di una trama che fin dall'inizio risulta tirata per le lunghe e per un comparto tecnico purtroppo inferiore a quanto visto in passato.