Vita da Slime, un primo sguardo sul nuovo anime disponibile su Crunchyroll

Ecco le nostre prime impressioni sul primo episodio del nuovo prodotto dello studio d'animazione 8bit. Vita da Slime è in simulcast su Crunchyroll.

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Con l'inizio della stagione autunnale c'è un continuo via vai di serie animate giapponesi. Nel mucchio quest'anno ce ne sono molte decisamente valide e una di queste è proprio Vita da Slime. Conosciuto in patria con il nome Tensei shitara suraimu datta ken (in lingua inglese, That Time I Got Reincarnated as a Slime) l'anime tratto dall'omonima light novel è prodotto dallo studio d'animazione 8bit (più famoso per aver lavorato su altre light novel come, ad esempio, la serie di IS: Infinite Stratos), sotto la direzione di Kikuchi Yasuhito, già collaboratore in alcuni episodi di Ergo Proxy, Golden Boy e l'OAV di Le Bizzarre Avventure di JoJo. Come è facile notare, si tratta di una produzione fantasy, quindi vedremo il protagonista imbattersi in draghi, poteri magici e mostri d'ogni sorta pronti a farci vivere avventure fuori dall'ordinario come nel più classico degli Isekai (sottogenere degli anime che vede una persona comune catapultata in un universo parallelo). Questa nuova serie animata è attualmente disponibile in streaming su Crunchyroll ormai da qualche giorno, pronta a far felice tutti gli appassionati del genere.

Reincarnarsi in un potentissimo Slime

La storia ha inizio con il più classico degli espedienti di genere: un uomo viene coinvolto accidentalmente in un incidente; colpito e sul punto di morire, il protagonista inizia a pensare a tutto ciò che ha perso fino a quel momento e che non potrà mai recuperare. Amareggiato, inizia un lungo monologo interiore, interrotto soltanto a tratti da una voce di sottofondo. La voce in questione sembra quasi voler concedere al moribondo degli ultimi talenti, o delle abilità per meglio dire, in base alle parole pronunciate dall'uomo poco prima di ritrovarsi trasportato in un magico universo parallelo. A questo punto Satoru Mikami, questo il nome del protagonista, non è più nel suo corpo, ma si è reincarna in uno Slime (per chi non lo sapesse gli Slime sono esseri gelatinosi privi di arti che camminano saltellando; sono presenti in molte opere giapponesi, tra cui la più famosa è quella della serie di videogiochi Dragon Quest). Mikami , dopo aver appreso ciò, nota di aver acquisito delle capacità singolari che gli vengono spiegate poco alla volta dalla voce di cui abbiamo parlato prima. Nello stesso luogo in cui si è risvegliato, l'uomo incontra un'altra persona, ma a causa della sua attuale condizione di Slime, non è in grado di parlare e vedere, ma i due riescono a stabilire un contatto mentale, comunicando telepaticamente. Lo straniero incuriosito, decide di donargli l'uso della vista attraverso un flusso magico che permea tutto il mondo circostante. Il protagonista di Vita da Slime sblocca così una nuova abilità di livello superiore, che gli permette di vedere nuovamente, per cui ciò lo porta a notare l'aspetto del suo conversatore: non è nient'altro che un enorme drago nero, per la precisione è il drago delle tempeste Veldra.

La creatura rivela al protagonista di essere stato sigillato in quel luogo ancor prima dell'arrivo di Satoru: la causa è una donna, evocata nel suo mondo proprio come successo per l'uomo. Così scopriamo, sempre tramite le parole di Veldra, che Satoru non è l'unica persona portata in quella dimensione contro la propria volontà, ma a differenza degli altri è il primo in assoluto a reincarnarsi in un nuovo corpo. I due personaggi stringono amicizia dopo un piccolo siparietto comico in pieno stile anime; il nostro caro Slime inizierà, da ora in poi, un lungo viaggio alla scoperta di una terra misteriosa, guidato dall'esperienza e dalle conoscenze di un potente drago di cui ancora non conosciamo molto a riguardo.

Vale la pena seguire questa serie?

Guardare questo primo episodio di Vita da Slime è stato come ricevere una breve lezione di base del mondo fantasy in cui è ambientato l'anime in questione. Durante la prima puntata possiamo notare come la possibilità di sbloccare le abilità e craftare oggetti renda il protagonista molto confidente con l'ambiente circostante: il protagonista lo prende quasi come un gioco, iniziando ad accumulare erbe e minerali da poter trasformare in pozioni da stipare per qualsiasi evenienza, nel modo in cui farebbe se stesse vivendo dentro un videogame. Dopotutto, le musiche e i suoni utilizzati riconducono chiaramente a quel tipo di intrattenimento (richiamando per lo più l'occhio attendo degli appassionati del genere) e lo stesso Satoru menziona svariate volte l'assomiglianza tra i due mondi nel corso di tutta la durata della prima puntata. Altri piccoli indizi sul mondo e sui poteri che possono essere acquisiti ci vengono dati dalla ending dell'anime: qui vediamo Satoru Mikami capace di assumere una forma umana intercambiabile a piacimento con quella da Slime, presumibilmente per utilizzare al meglio le abilità ottenute in questa nuova vita; è interessante sapere che come in tutte le serie animate ideate per un target shonen , vedremo una crescita da parte del personaggio non solo per quanto riguarda il livello di potenza e le tecniche apprese, ma anche la sua fisionomia: è infatti plausibile che la suddetta forma da Slime sarà ben bilanciata con quella umana durante il corso della storia, alternando siparietti comici ad altre scene più incentrate verso l'azione pura e cruda.

A questo punto dovrebbe risultare spontaneo fare alcuni paragoni con opere simili, o perlomeno legate allo stesso genere, ma fortunatamente ciò che abbiamo visto non è sufficiente a darci un'idea ben chiara circa la qualità del prodotto; anche se il titolo non sembra particolarmente originale, dovremo ancora aspettare per visionare le eventuali sfumature nella trama, capaci di creare degli elementi più profondi e drammatici a dispetto di quelli comici presenti nei primi 24 minuti del pilot, augurandoci che la produzione ci fornisca anche qualche spunto più maturo rispetto a quanto visto fino ad ora.

Vita da Slime - Anime Vita da Slime, o se preferite Tensei Shitara Slime Detta Ken, sembra un buon Isekai, pronto a farsi rispettare anche dagli spettatori più esigenti. Al netto di qualche sbavatura e stereotipo inserito qua e là quasi a forza, lungo tutto lo sviluppo della prima puntata, l'anime sembra poter offrire qualcosa ai fan pur senza rinnovare, mantenendo quegli standard classici che sono quasi un'istituzione del genere. Complice un comparto tecnico di buon livello, siamo estremamente incuriositi dal sapere la direzione in cui si muoverà questo nuovo prodotto, sperando possa mostrare infine di che pasta è fatto.