Yashahime Princess Half-Demon: il sequel di Inuyasha su Crunchyroll

Sunrise e Crunchyroll ci riportano nell'epoca Sengoku per conoscere le combattive figlie di Inuyasha e Sesshomaru. Saranno come i loro padri?

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Di tutti gli appuntamenti televisivi italiani legati al mondo dell'animazione giapponese, il cosiddetto Anime Night di MTV Italia è stato probabilmente il più popolare. Certo, i contenitori di casa Mediaset sono passati alla storia come i più longevi, ma a suo tempo l'appuntamento settimanale di MTV si è distinto per aver ospitato per un intero decennio opere nipponiche di un certo rilievo, come Death Note, Neon Genesis Evangelion e Fullmetal Alchemist, solo per citarne alcune.

Anche a causa dello spropositato numero di episodi di cui era composta la serie, Inuyasha è stato il principale cavallo di battaglia dell'Anime Night, nonché uno degli anime più apprezzati del proprio tempo, ed è curioso che proprio l'ultima stagione - intitolata Inuyasha The Final Act - ne abbia sancito la definitiva chiusura.

Se è improbabile, per non dire impossibile, che l'Anime Night possa un giorno tornare a infiammare il palinsesto di MTV, il destino ha riservato un trattamento ben diverso alla serie di animazione tratta dal manga di Rumiko Takahashi. A poco più di dieci anni dalla conclusione della stagione finale, Sunrise ha nuovamente spalancato le porte del tempo per ritrascinare i fan storici (e non solo quelli) nell'epoca Sengoku, ossia il periodo storico in cui era principalmente ambientato il lungo viaggio compiuto da Inuyasha e Kagome per ricomporre e distruggere la portentosa Sfera dei Quattro Spiriti.

Intitolato Yashahime: Princess Half-Demon e già disponibile sulla piattaforma di streaming di Crunchyroll, che ogni settimana ce ne propone un nuovo episodio con sottotitoli in italiano, l'anime vede per protagoniste tre fanciulle mezzo-demoni: le due figlie del potente Sesshomaru, di cui però ignoriamo ancora l'identità della madre, e la figlia avuta dai due indiscussi eroi della serie precedente. Avendone visionato i primi due episodi, di seguito ve ne proponiamo le nostre impressioni preliminari.

Dove eravamo rimasti

Non essendo tratto dal manga e interamente originale, abbiamo accolto con un pizzico di scetticismo l'annuncio di Yashahime: Princess Half-Demon, anche perché il ruolo ricoperto dalla Takahashi all'interno della produzione non era assolutamente chiaro. Nonostante l'autrice si occuperà soltanto del character design, affidando la sceneggiatura alle sapienti mani di Sumisawa Katsuyuki (Naruto, Inuyasha, Saiyuki), la visione dei primi due episodi ci ha rincuorato non poco, in quanto la serie promette un certo grado di fedeltà nei confronti del proprio "genitore". Non a caso, sebbene le protagoniste siano state create appositamente per il sequel, la trama dell'opera utilizza come punto di partenza un breve capitolo speciale (purtroppo non incluso nella prima edizione del manga e quindi ancora inedito nel Bel Paese) che Rumiko Takahashi ha disegnato soltanto nel 2013, ossia cinque anni dopo il completamento del fumetto originale.

Ambientato sei mesi dopo il finale di Inuyasha e proposto nella parte centrale della prima puntata di Yashahime, l'episodio speciale mostra uno spaccato di vita quotidiana di Kagome, Sango e tutti gli altri personaggi principali del franchise, che dopo la totale distruzione di Naraku e della Sfera dei Quattro Spiriti hanno finalmente trovato un po' di pace. O quasi.

Come rivelato dal capitolo conclusivo dell'omonimo manga, Sango e Miroku hanno avuto ben tre figli, mentre Kagome, che ha deciso di rimanere nell'epoca Sengoku per restare al fianco del suo amato, si sta addestrando sotto la guida dell'anziana Kaede per diventare una vera sacerdotessa. Per quanto riguarda invece lo stesso Inuyasha, il mezzo-demone non ha assolutamente smesso di combattere, in quanto utilizza le sue straordinarie doti fisiche per lavorare come sterminatore di demoni.

Durante lo svolgimento di un incarico, Inuyasha e Miroku si imbattono nell'agghiacciante Testa di Radici, un demone che molti anni prima aveva cercato di impadronirsi della Sfera dei Quattro Spiriti e che per questo motivo era stato sigillato da una freccia sacra della somma Kikyo.

Nuovamente in libertà e ignaro della sua distruzione, il demone scambia Kagome per la sacerdotessa che lo sigillò e la aggredisce, costringendo i nostri beniamini ad unire le forze per annientarlo una volta per tutte.

Se il capitolo speciale disegnato da Rumiko Takahashi pareva confermare l'eliminazione del minaccioso Testa di Radici, una lieve retcon escogitata dagli sceneggiatori di Yashahime ha permesso a un minuscolo brandello del demone di trovare rifugio nel Goshinboku, ossia l'albero sacro cui era stato sigillato lo stesso Inuyasha e che nel presente si erge nei pressi del tempio Higurashi. Proprio questa modifica apparentemente innocua, come visto nel secondo episodio del sequel, sarà invece uno dei più importanti fattori scatenanti alla base di Yashahime: Princess Half-Demon.

Le Perle Arcobaleno

Fatta eccezione per due brevi sequenze collocate all'inizio e alla fine del primo episodio di Yashahime, le tre indiscusse protagoniste della serie sono state introdotte come si deve solo nel successivo, che ci ha quindi consentito di unire i punti e comprenderne le premesse narrative.

Diversi anni dopo la conclusione dell'opera principale, Towa e Setsuna, giovanissime figlie di Sesshomaru, si aggirano per la foresta e si direbbe che, per qualche motivo che ancora ignoriamo, vivano completamente da sole. Così diverse nell'aspetto, ma unite da un legame molto forte, le due sorelline vengono separate nel mezzo di un incendio, quando la Perla Arcobaleno nascosta nell'occhio sinistro di Towa finisce per trasportarla nel XXI secolo. Spaesata e afflitta da un profondo senso di colpa nei confronti dell'altra sorella, la bambina si risveglia guarda caso ai piedi del Goshinboku, dove viene ritrovata da un Sota Higurashi ormai cresciuto e diventato un uomo. Intuite le origini della ragazzina e non potendo rispedirla nell'epoca Sengoku, il fratello minore di Kagome la accoglie in casa propria e la cresce come una figlia per dieci anni, cercando in tutti i modi di educarla e farla crescere come una ragazza normale. Dotata di una forza fuori dal comune e dovuta alla propria natura di mezzo-demone, Towa è quindi costretta a non sfoggiare i suoi poteri in pubblico, in modo tale da non destare sospetti; ciononostante, il carattere pepato della ragazza fa sì che questa rimanga continuamente coinvolta in risse coi bulli della città, che di solito sconfigge con estrema facilità.

Nell'epoca Sengoku, intanto, Setsuna è diventata un'infallibile sterminatrice di demoni, e si guadagna da vivere partecipando alle missioni intraprese da Kohaku e Hisui (l'unico figlio maschio di Miroku e Sango).

Spietata e distaccata, durante una battuta di caccia la fanciulla si scontra per caso con l'animalesca Moroha, una mezzo-demone animalesca che come loro trascorre le sue giornate dando la caccia agli altri demoni. Ignorando che si tratti della figlia di Inuyasha e Kagome, Setsuna ingaggia in battaglia la cuginetta, ma il combattimento tra le due ragazze è interrotto dall'improvvisa comparsa da un demone millepiedi intenzionato a impossessarsi delle cosiddette Perle Arcobaleno da loro custodite: artefatti misteriosi che, come la Sfera dei Quattro Spiriti a suo tempo, sono in grado di amplificare a dismisura i poteri dei demoni. Senza entrare ulteriormente nel dettaglio, per non rovinarvi il piacere della scoperta, sarà questo fatidico evento a innescare l'incontro fra le tre mezzo-demoni e a far loro intraprendere un lungo e movimentato viaggio tra passato e presente, esattamente come avvenuto qualche decennio prima per Inuyasha e Kagome.

Una nuova era

Se il primo episodio di Yashahime: Princess Half-Demon era riuscito soltanto a confonderci le idee, anche perché in realtà si tratta di una sorta di episodio zero e non dell'apripista vero e proprio della serie televisiva, il secondo ha delineato a grandi linee gli elementi e le tematiche alla base del sequel e le personalità delle sue protagoniste.

Come la serie originale tratta dal manga di Rumiko Takahashi, Yashahime promette tanti combattimenti e una profonda caratterizzazione dei suoi protagonisti, che a giudicare dalle premesse narrative saranno al centro di drammi familiari. Non per nulla, mentre Towa non ha mai dimenticato la sorellina perduta quando erano ancora due bambine, la glaciale Setsuna non sembra serbare alcun ricordo della consanguinea ed è plausibile che il restauro del loro legame e il recupero delle memorie della sterminatrice diventino delle tematiche portanti. Sarà interessante scoprire il ruolo che gli sceneggiatori hanno riservato a Moroha, una pasticciona selvaggia e irruenta tanto quanto suo padre, che proprio per questo motivo potrebbe alla lunga incarnare la componente comica della serie: un collante a primo acchito indispensabile, se teniamo conto della delicata situazione che a breve vedrà protagoniste Towa e Setsuna.

Allo stato attuale non disponiamo di abbastanza elementi per fare pronostici sulla qualità dell'intreccio, ma quantomeno abbiamo apprezzato la scelta di comporre un cast interamente al femminile.

Come i fan di Inuyasha ricorderanno, la serie della Takahashi ci ha proposto una delle commedie romantiche più belle e travagliate di sempre, ma che alla lunga tendeva ad annoiare lo spettatore a causa dei frequenti battibecchi tra i due protagonisti, senza dimenticare le problematiche scaturite dalla presenza di Kikyo e dall'indigesta indecisione dello stesso Inuyasha. Elementi, questi, che uniti alla snervante ripetitività di fondo della serie impedivano alla narrazione di evolversi e viaggiare a passo spedito (per tutti i dettagli vi suggeriamo di consultare la nostra recensione di Inuyasha).

Dal canto suo, Yashahime: Princess Half-Demon sembra nascondere dei drammi notevoli, anche perché altrimenti non si spiegherebbe il motivo per cui le ragazze siano state abbandonate a loro stesse quando erano soltanto delle bambine, ma data la natura delle protagoniste, almeno stavolta possiamo dare per scontato che lo staff ci proponga situazioni e tematiche completamente diverse da quelle che limitavano il potenziale della serie originale.

A tal proposto, il nostro augurio è che Yashahime, dopo il fondamentale flashback proposto nel primo episodio, si focalizzi sulle vicende dei nuovi personaggi, lasciando poco spazio a tutti quei beniamini che ormai conosciamo troppo bene e che per questo non necessitano di uno screen-time esagerato.

Echi dell'epoca Sengoku

Dal punto di vista prettamente artistico, Yashahime: Princess Half-Demon non si discosta granché da Inuyasha The Final Act, in quanto la serie accusa un livello di dettaglio appena sufficiente e delle animazioni non sempre accettabili. Fatta eccezione per i primi piani, che abbiamo trovato abbastanza buoni, troppo spesso i personaggi risultano a malapena abbozzati e per giunta affetti da proporzioni tutt'altro che perfette.

Dettagli che suggeriscono quanto Yashahime sia in realtà un progetto low budget, probabilmente finalizzato a far leva sui fan storici più sfegatati: gli unici che, forse, potrebbero chiudere un occhio sulle evidenti imperfezioni tecniche del prodotto.

A dimostrazione di ciò, Yashahime: Princess Half-Demon non presenta una colonna sonora inedita, ma utilizza i brani sensazionali e nostalgici che un ispirato Kaoru Wada (D.Gray-man, Saint Seiya - The Lost Canvas) aveva composto nei primi anni 2000 e che ancora oggi riescono a emozionarci tanto quanto la prima volta.

Di conseguenza, se le scene d'azione sono accompagnate da motivetti vivaci e pomposi, quelle più introspettive e sofferte sono accentuate da melodie drammatiche e coinvolgenti. Infine, in attesa che il tempo ci consenta di valutare a fondo l'interpretazione dei doppiatori nipponici coinvolti nel progetto, la visione dei primi due episodi ci ha permesso di apprezzare senza riserve gli accostamenti vocali delle protagoniste.

Yashahime: Princess Half-Demon Come preventivato, Yashahime: Princess Half-Demon potrebbe non essere il sequel che i fan della serie meritavano - e di cui forse non avevano nemmeno bisogno, visto il modo convincente con cui si era concluso Inuyasha - bensì un compitino puramente celebrativo. Augurandoci che il comparto artistico migliori coi prossimi episodi, ne abbiamo comunque apprezzato le premesse narrative: al netto di un primo episodio alquanto spiazzante, poiché quasi privo delle sue vere protagoniste, l’anime ambientato nell’epoca Sengoku potrebbe alla lunga sorprenderci con tematiche non trattate dalla serie originale, un ritmo meno agiato e combattimenti finalmente risolti col gioco di squadra e non con l’intervento di un singolo individuo.