L'Attacco dei Giganti - Stagione 3: analisi midseason dell'anime di Wit Studio

Termina la prima parte della terza stagione animata di Attack on Titan: l'attesa sarà lunga, ma intanto analizziamo i primi 12 episodi.

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La terza stagione dell'anime de L'Attacco dei Giganti è giunta al giro di boa. Al 12° episodio, Wit Studio ha annunciato clamorosamente una lunga pausa che si protrarrà per qualche mese: la serie, attesa dai fan per un anno sin dall'esordio della Stagione 2, tornerà niente di meno che ad aprile 2019 con una seconda parte che promette scintille. Scintille che queste prime 12 puntate, trasmesse da Dynit in simulcast su VVVVID.it ogni domenica sera, hanno acceso soltanto verso la fine, al termine di un arco narrativo complicato e controverso, ma che ha gettato le basi per uno status quo tutto nuovo: una svolta importante che, nell'economia dell'opera originale di Hajime Isayama, ha cambiato potenzialmente tutto.

Rivolta

Avevamo capito già da tempo che la saga appena conclusasi nella serie animata de L'Attacco dei Giganti avrebbe proiettato il racconto verso toni maggiormente politici, prediligendo l'intreccio all'elemento "action adventure" e - in parte - alle tinte da horror splatter. Dopo aver scoperto la vera identità di Reiner e Bertholdt e sondato il misterioso potere in possesso di Eren, che si è poi rivelato essere quello del Gigante Fondatore, i protagonisti sono rimasti coinvolti in una cospirazione che ha portato all'escalation di un vero e proprio colpo di stato: i retroscena sulla monarchia, rivelatasi fallace, e il rapimento di Eren e Historia che ha condotto alla verità sul worldbuilding partorito dalla mente dall'autore.
In qualche modo, insomma, tutto il mondo imbastito dagli autori della serie, e che ci sembrava così distopico e lontano, ha in realtà delle origini ben precise: origini di cui si è scoperta solo la superficie, compresi i motivi che hanno portato la verità a celarsi agli occhi di tutti.
Ecco che, dall'intreccio politico, districatosi attraverso svolte narrative non proprio eccelse, come avremo modo di analizzare in seguito, Attack on Titan ci ha portati nel campo dei colpi di scena: rivelazioni in qualche modo schockanti che hanno addirittura riscritto alcuni canoni della serie.

È un passaggio fondamentale, questo, perché quanto appreso dalle origini di Historia, dal passato di Eren e di suo padre Grisha e dalle parole di Rod Reiss ha veicolato L'Attacco dei Giganti verso una direzione ben precisa, sfociando facilmente da un prodotto dark fantasy a un fantasy puro: politico, certo, drammatico anche, ma soprattutto un fantasy puro e becero, che non necessita più di tanto di fornire delle spiegazioni coerenti alle dinamiche del suo worldbuilding quanto piuttosto di affermarne l'esistenza. Questo, chiaramente, almeno per il momento.

Un arco difficile

C'è poi un altro discorso da fare nell'ottica di un'analisi midseason di questa terza stagione animata de L'Attacco dei Giganti. La produzione è un adattamento del manga di Hajime Isayama e, come tale, va analizzata anche in relazione al prodotto cartaceo. La parte analoga al tessuto narrativo di questi primi 12 episodi è notoriamente uno dei punti più bassi dell'opera originale: su ammissione dello stesso autore, infatti, l'arco narrativo della Rivolta rappresentò per Isayama un periodo di grande stress lavorativo e personale che, purtroppo si è riflettuto nella resa narrativa e concettuale all'interno del suo manga. Ne deriva che le pagine del fumetto relative agli intrecci che ruotano attorno ai Reiss, alle cospirazioni, al passato di Levi e a tutte le altre dinamiche affrontate di recente sono figlie di una scrittura frettolosa, poco attenta e fin troppo confusionaria. Lo staff di Wit Studio, collaborando a stretto contatto con il creatore del'opera, ha cercato di sopperire in ogni modo a questa profonda debolezza del manga. Dialoghi più profondi e aggiunte narrative hanno accompagnato una messa in scena chiara, sontuosa e decisamente appassionante per gran parte delle puntate: il vero problema risiede però alla base, perché in fin dei conti è l'essenza stessa dell'intreccio a risultare di per sé confusa e frettolosa a livello concettuale. Il colpo di stato, ordito con precisione meticolosa nell'arco di quattro episodi, finisce con lo giungere troppo in fretta e in generale il ritmo della trama - che finora ci aveva abituato diversamente - subisce un'inversione di rotta decisamente brusca, forse più matura, ma anche confusa.

Per contro, L'Attacco dei Giganti non è mai stato forse così bello a vedersi: la qualità delle animazioni va crescendo sempre più col passare degli anni e, seppur non ci sia stato uno spazio particolarmente ampio per le battaglie epiche delle prime due stagioni, le sequenze action si sono districate lungo gli episodi con fare centellinato, ma esplicandosi in una potenza visiva poderosa e imponente. Ed è tutta la messa in scena operata da Wit Studio che, in fondo, merita comunque un plauso: dalle semplici inquadrature alle introspezioni sui protagonisti, che in questa stagione sono state tante e hanno veicolato i toni del racconto verso una narrazione più intima e delicata. Dal toccante rapporto tra Levi e Kenny, esploso in un momento di grande commozione, al percorso di maturazione di Eren, che passa per un episodio apparentemente irrisorio ma dalla forte componente emotiva e simbolica.

L'Attacco dei Giganti - Stagione 3 L'Attacco dei Giganti giunge al giro di boa con una serie di stravolgimenti che ne hanno potenzialmente rivoluzionato le premesse. Le vicende dei protagonisti hanno ora un obiettivo e abbiamo un'idea più chiara sulle origini del worldbuilding imbastito dall'opera. Va detto, però, che l'arco narrativo della Rivolta vive di alcune contraddizioni narrative e concettuali che l'adattamento animato ha saputo correggere in parte con grande maestria, compensando una scrittura a tratti frettolosa con una messa in scena da manuale. Non ci resta che attendere la seconda parte, che debutterà ad aprile 2019, ma di carne sul fuoco ce n'è già in abbondanza: a cominciare da quello sconvolgente finale segreto dopo la ending dell'episodio 12...