No Guns Life: analisi mid-season della serie anime su VVVVID

In attesa di vedere il finale di stagione, scopriamo come se la cava al momento il noir di Madhouse, No Guns Life.

half season No Guns Life: analisi mid-season della serie anime su VVVVID
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Quando abbiamo visto i primi trailer dell'adattamento animato del manga diTasuku Karasuma, No Guns Life, siamo rimasti colpiti dall'atmosfera noir che traspariva dalle scene. Per questo abbiamo monitorato il progetto, in attesa che venisse annunciata la data d'uscita in Giappone, con la speranza di poterlo vedere in simulcast.

Quando finalmente lo scorso ottobre No Guns Life è approdato su VVVVID, non ci siamo fatti sfuggire l'occasione di vederlo, e con grande sorpresa abbiamo notato che è stato realizzato in parte anche con l'Unreal Engine 4: lo studio d'animazione Madhouse, infatti, ha collaborato con la Cyclone Graphics (nota per aver ideato la sigla di apertura di Beastars), la quale ha lavorato con il motore grafico. Dopo aver terminato la visione della prima metà, abbiamo notato che l'anime ha del potenziale, ma al momento non riesce ad esprimerlo del tutto. Scopriamo più nel dettaglio cosa ci ha convinti e cosa no del noir No Guns Life.

Non uno strumento

Sin dai minuti introduttivi si respira l'atmosfera noir che caratterizza la produzione: un ufficio illuminato dalle luci della città che filtrano attraverso le veneziane, un telefono che squilla, e Juzo Inui, il protagonista, che risponde, mentre si accende una sigaretta, che rischiara la sua testa a forma di revolver.

In seguito, ci vengono fornite le prime informazioni sul mondo di No Guns Life. Al termine di una guerra non ben specificata e di cui si hanno solo alcuni accenni nel corso delle puntate, sono due i fattori che hanno cambiato il mondo: l'azienda Beruhren, arricchitasi grazie agli scontri, e gli Extend. Questi ultimi sono persone che si sono fatte impiantare estensioni, simili a protesi robotiche, create proprio dalla Beruhren durante la guerra. Le estensioni hanno apportato un notevole cambiamento nella vita dei cittadini. Juzo Inui è un impassibile risolutore che risolve i problemi che coinvolgono gli altri Extend: se la paga è buona, non gli importa di mediare gli incontri tra clan mafiosi, o di proteggere chi è in pericolo. A discapito del suo carattere distaccato e dal suo aspetto spaventoso, il risolutore si lascia abbindolare facilmente da una bella donna, ed è legato alle persone a cui tiene. La vita di Juzo e di chi gli è vicino è destinata a cambiare quando un giorno accetta un incarico all'apparenza normale: un Extend gli chiede di proteggere un ragazzino, e Juzo accetta il lavoro, sia perché si è ritrovato con le spalle al muro, sia perché spera in un compenso proficuo.

La situazione peggiora quando il Nostro scopre che Tetsuro, questo il nome del ragazzo, è scappato dai laboratori della Beruhren, dove era una cavia insieme ad altri bambini per lo sviluppo di nuove estensioni: il giovane è stato utile per la produzione di un dispositivo in grado di controllare gli Extend a distanza, ma per essere più performante, gli sono state rimosse le tonsille e tagliati i tendini dei piedi.

Braccato dagli uomini della Beruhren, Juzo è costretto a trovare rifugio da Mary, una specialista in riparazioni di estensioni, trascinandola in una rete di cospirazioni, misteri, e complotti, legata all'oscura società e ad alcune alte cariche del governo, che diventerà sempre più fitta mano a mano che la verità verrà a galla.

Un mondo difficile

Quando ci siamo approcciati a No Guns Life eravamo convinti di avere davanti un noir di ambientazione sci-fi in cui Juzo doveva proteggere Tetsuro, legato a filo doppio con la Beruhren; questo nostro desiderio è stato fomentato anche dalla presenza di misteri sempre più intricati e di rivelazioni inaspettate, che ci hanno convinti a proseguire la visione per scoprire come si sarebbero svolti gli eventi.

Purtroppo, dopo l'impatto positivo iniziale abbiamo notato come, a seguito di una serie di eventi, la sceneggiatura divaghi, spostando momentaneamente il focus della trama: l'ordito si focalizza su alcune situazioni che si allontanano dal tema principale, introducendo nuovi personaggi e anche mettendo momentaneamente da parte le tinte "nere" della produzione. Il canovaccio potrebbe risultare poco originale, senza alcun guizzo, salvato solo da colpi di scena che riescono a suscitare il giusto interesse per proseguire, ma gli episodi in cui si nota che la sceneggiatura perde la via permettono di conoscere meglio sia l'intero cast che il mondo sci-fi di No Guns Life. Juzo, come detto, si presenta rigido, forse per evitare di coinvolgere le persone a cui tiene nella sua vita piena di pericoli, non solo per il lavoro che svolge, ma anche per il passato legato alla guerra, che vuole dimenticare. Con il proseguire delle vicende, ci vengono fornite sporadiche informazioni che ci permettono di iniziare a delineare il suo criptico passato ed il ruolo che ha svolto durante gli scontri, gettando le basi per qualcosa di più grande ed inaspettato.

Se il protagonista è riuscito ad affascinarci, nella sua complessità, lasciando comunque un interessante alone di mistero, i secondari non ci hanno convinti del tutto: come Mary che è solare, spigliata e risoluta, ma di cui non siamo ancora riusciti ad inquadrare bene il ruolo, oltre a quello di semplice spalla; dopo aver visto il primo dei nuovi episodi crediamo che nella seconda parte della storia potrebbe ricoprire una parte più rimarchevole.

Tetsuro, invece, ci è sembrato un personaggio alquanto stereotipato, venendoci presentato come il classico ragazzo che vuole aiutare gli altri, in particolar modo gli orfani vittime di esperimenti, e che spesso agisce d'impulso, mettendo a repentaglio la propria vita e quella di chi sta cercando di salvarlo; ma, a seguito di un avvenimento che lo segnerà particolarmente, deciderà di cambiare attatteggiamento.

Nel corso della serie si ha modo di approfondire meglio il setting sociale dell'opera, in modo da farci ambientare poco alla volta, così da scoprire qual è vero aspetto della città.

Durante le fasi introduttive, la metropoli futuristica ci viene descritta come pericolosa, con organizzazioni criminali che la controllano ed un gruppo terroristico che si oppone agli Extend; ma mano a mano che Juzo affronta gli uomini che cercano di rapire il ragazzo, venendo messo dinanzi alle verità che vi sono dietro, ci si rende conto che le nuove tecnologie non sono una miglioria come appaiono e che la città è marcia. Sin da subito ci viene detto che le estensioni cambiano la vita, ma imparando a conoscerne le origini ed il funzionamento ci siamo resi conto che a volte non sono come sembrano: in genere, chi ha estensioni più invasive è dipendente da medicinali che alleggeriscono il peso nervoso sul cervello ausiliario, creato per non affaticare il cervello umano.

Al netto delle varie problematiche, i cittadini, ormai, sono dipendenti dalle estensioni: molti, soprattutto i più poveri, ne hanno bisogno e, come prevedibile, la Beruhern ha il pieno controllo della città. A differenza di come possa apparire, l'azienda spesso agisce illegalmente, sia sfruttando bambini come cavie in nome dell'evoluzione scientifica, sia corrompendo le forze dell'ordine - che a volte abusano del proprio potere, invece di proteggere chi è in difficoltà - sia utilizzando la forza per far tacere chi potrebbe essere una minaccia per il suo dominio.

A fronte di quanto si scopre, è inevitabile chiedersi se la compagnia durante la guerra si sia realmente limitata solo a sviluppare la tecnologia delle estensioni; ci viene data una risposta, ma risulta una semplice diceria diffusa tra i dipendenti. La Berurhern è un'organizzazione criminale che controlla e manipola la città, e il futuro imbastito da No Guns Life non è ideale come appare. Dobbiamo dire, però, che quanto ci viene mostrato non ci è sembrato avere il giusto rilievo, essendo circoscritto solo ad alcuni momenti; ma non possiamo ancora dire se nella seconda metà verrà dato più spazio all'argomento. Sebbene ciò che ci viene presentato possa risultare poco innovativo, essendo un topos ricorrente anche in altre opere simili, crediamo che riesca comunque ad adattarsi bene ad un universo "sporco" e corrotto. In attesa di vedere la conclusione delle vicende, non neghiamo che avremmo preferito avere un racconto noir più lineare, senza divergenze, che facesse emergere poco alla volta il lato oscuro della Beruhern e della metropoli futuristica.

Voglia di camminare

Se sul lato narrativo, almeno dopo aver concluso la visione della prima parte, abbiamo riscontrato alcune lievi problemi, sul lato tecnico possiamo ritenerci del tutto soddisfatti. I disegni sono ben curati, con attenzione nei dettagli, soprattutto nella resa degli Extend: abbiamo notato una particolare minuziosità della testa a forma di revolver del protagonista, in cui sono ben visibili i singoli elementi.

Questo ci ha permesso di non dare troppo rilievo ad alcune imperfezioni nel disegno in sporadiche inquadrature e alla CGI utilizzata per le "comparse" che si muovono sullo sfondo, che risente di animazioni non eccelse.

Visto che il risolutore è costretto ad affrontare gli uomini della compagnia di Extend, sono presenti anche alcuni combattimenti: al netto di espedienti che rendono poco chiari i movimenti fulminei, nel complesso gli scontri sono pienamente godibili, risultando carichi di tensione ed incalzanti, grazie anche ad una soundtrack trascinante.

Come dicevamo in apertura, No Guns Life adopera l'Unreal Engine 4: anche se solo per la resa degli scenari, si notano le prodezze del motore grafico nella trasposizione degli elementi sci-fi, che risulta in perfetta armonia con il tratto manuale. Infine, quando Juzo si trova in un vicolo scuro, fumando una sigaretta, con il massiccio volto in parte adombrato e in parte rischiarato dalle flebili luci dei neon, è possibile percepire un'atmosfera noir, scandita dalla musica jazz.

No Guns Life Dopo aver completato la visione della prima tornata, No Guns Life offre un racconto ricco di segreti da scoprire, con interessanti colpi di scena; ma dopo alcuni episodi la trama devia leggermente, perdendo il fascino iniziale. Questi momenti, però, permettono di approfondire i personaggi, anche se alcuni stereotipati e poco accattivanti, e l’universo imbastito. La componente tecnica è ben realizzata, sfoggiando una particolare attenzione nei dettagli per una migliore resa dei personaggi e delle estensioni, impreziosito anche dall’UE4 per gli ambienti. Il comparto artistico vede la sua massima espressione quando nell’aria aleggiano le tinte tipiche degli hard boiled.