One-Punch Man Stagione 2: luci e ombre degli eroi di J.C. Staff

Tiriamo le somme sulla prima metà della seconda stagione di One-Punch Man, un continuo saliscendi qualitativo.

half season One-Punch Man Stagione 2: luci e ombre degli eroi di J.C. Staff
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One-Punch Man Stagione 2 è giunto, più o meno, a un giro di boa. Si fa per dire, certo, perché in fondo in un blocco di 12 episodi (quindi composto da un unico cour narrativo) non è che si possa parlare di midseason, ma essendo giunti alla puntata numero 6 possiamo dire di trovarci esattamente a metà percorso. E dunque, quale occasione migliore per parlare dell'adattamento anime che J.C. Staff ha tratto dall'eclettico e spettacolare manga di ONE e Yusuke Murata? Tiriamo un po' di somme preliminari sulla serie, trasmessa ogni martedì sera su VVVVID.it con sottotitoli in italiano: un viaggio che ci porterà, tra sei settimane, alla recensione finale di One-Punch Man 2.

La Caccia agli Eroi

Quando recensimmo la prima stagione di One-Punch Man (quella perla d'animazione e disegno che realizzò lo studio MADHOUSE) individuammo nella scrittura eccessivamente piatta ed episodica il principale punto debole. Certo, non dipendeva dagli sceneggiatori dell'anime quanto piuttosto dal materiale cartaceo originale: la serie trasponeva i primi 7 volumi del manga, nei quali la storia compie lo stesso identico iter, rimanendo comunque efficace ed estremamente godibile sul versante visivo.

One-Punch Man 2 fa l'esatto opposto: l'arco narrativo proposto nel nuovo lavoro di J.C. Staff mette da subito l'acceleratore e ci presenta un ordito che cresce man mano col passare degli episodi. Dopo aver salvato la Terra dall'invasione di lord Boros e del suo esercito alieno, Saitama e Genos continuano a lavorare per scalare le Gerarchie dell'Associazione degli Eroi. Avranno modo di conoscere meglio personaggi eclettici come il misterioso King o l'affascinante Tormenta dell'Inferno, e di ampliare le proprie conoscenze all'interno dell'Associazione stessa.

Tuttavia, sullo sfondo di eventi apparentemente casuali, inizia a prendere corpo una trama più elaborata, le cui fila vengono tirate da un villain quanto mai intrigante e dai tratti peculiari: Garo, un esperto di arti marziali che dice di voler diventare un Essere Misterioso e ha in mente un solo obiettivo, sterminare gli Eroi professionisti. La psiche di Garo è complessa: è una bestia, un animale, un individuo dalla ferocia inarrestabile e dalla volontà incrollabile: egli era, in passato, un allievo di Bang (conosciuto come l'eroe Silver Fang), ma quando la sua sete di potere e di distruzione lo portò a sterminare l'intero dojo, fu allontanato da Bang stesso, il quale decise di chiudere la sua palestra. La Caccia agli Eroi di Garo è una continua altalena di sangue e violenza, una danza pericolosa e letale che, sotto i colpi micidiali del potente guerriero, ci accompagna di episodio in episodio, permettendoci di scoprire pian piano i retroscena della sua personalità. Le malefatte di Garo lo portano a scontrarsi con svariati Eroi di Classe A: tra le prime vittime ci sono i vari membri delle gang Tank Top, ma anche il povero Spatent Rider e lo sfortunato Charanko, l'ultimo allievo rimasto a Bang. Proprio queste vicende portano Charanko a interfacciarsi con Saitama, facendo scoprire al protagonista il mondo delle arti marziali: approfittando della convalescenza di Charanko in ospedale, ‘Mantello Pelato' decide di iscriversi al Super Fight 22, un famoso Torneo di Arti Marziali, sotto la falsa identità dell'apprendista di Silver Fang e in qualità di rappresentante della scuola del Colpo dell'Acqua che Frantuma la Roccia.

Obiettivo del nostro è quello di interfacciarsi al mondo della lotta libera per trovare finalmente un avversario alla sua altezza: sembra che l'abbia trovato nel personaggio del misterioso Suiryu, che per il momento si limita ad osservare i suoi incontri sogghignando e attendendo con ansia il momento del confronto.

Il valzer degli Eroi

La Stagione 2 di One-Punch Man non è solo focalizzata su Saitama e Garo. Al centro della trama, così come avvenne nella Stagione 1 di MADHOUSE, c'è un mosaico di personaggi estremamente pittoreschi e affascinanti. Da Tormenta a King, passando per Mazza di Metallo e lo stesso Suiryu, che deve ancora mostrare il suo enorme potenziale. Durante l'arco narrativo della Caccia agli Eroi, tuttavia, i membri dell'Associazione si ritrovano a combattere finanche contro un'invasione di Esseri Misteriosi sempre più forti, la cui minaccia si somma alle stragi compiute da Garo.

Insomma, i primi 6 episodi della seconda stagione dell'anime propongono, oltre che un ottimo cast di attori, un intreccio avvincente, anche se lo storytelling non risulta (almeno finora) propriamente efficace. Se già nel manga, nei vari capitoli che compongono i tankobon di riferimento, la scena passa molte volte da un combattimento all'altro - dividendosi tra il Super Fight 22 e le invasioni degli Esseri Misteriosi - nell'anime lo stacco si avverte molto di più, e spesso anche in maniera un po' troppo brusca.

In realtà, la disamina più importante che la serie ci pone davanti riguarda il comparto tecnico. Le sensazioni emerse durante il nostro First Look sono state rispettate solo in parte, poiché il comparto visivo di One-Punch Man 2 è un continuo saliscendi qualitativo. Su tutto, sono le animazioni e la regia che non sempre riescono a rendere giustizia alle spettacolari tavole illustrate da Murata nel manga: per fortuna, sotto questo punto di vista, alcuni dei combattimenti più importanti sono stati finora resi al meglio, grazie anche a un utilizzo discreto della computer grafica.

Tuttavia, anche laddove la fluidità dell'azione è riuscita a soddisfarci, lo stesso non possiamo dire dei disegni, fin troppo approssimativi non soltanto durante le animazioni più complesse (in questo caso il tratto poco dettagliato è anche giustificabile) ma a volte persino in qualche inquadratura da "piano americano". J.C. Staff sembra invece trarre il meglio dai primi e primissimi piani: durante i momenti "splash" più importanti, infatti, l'espressività di ciascun personaggio e l'utilizzo del chiaroscuro evidenziano tutta la bontà del tratto di disegno, che resta pregevole e apprezzabile soprattutto per le sue linee morbide e le colorazioni stile pastello.