Re-Main: il primo spokon sulla pallanuoto è su Prime Video

Il 3 luglio è iniziato il simulcast dello spokon Re-Main: ecco le nostre impressioni sugli episodi attualmente disponibili.

Re-Main: il primo spokon sulla pallanuoto è su Prime Video
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Nei primi giorni di luglio Yamato Video ha annunciato due nuove serie in simulcast, disponibili sia su Amazon Prime Video che su Youtube: l'anime mecha Getter Robo Arc e lo spokon Re-Main. Quest'ultimo è il titolo ideale per l'estate, perché ci ha fatto venir voglia di abbandonare tutto e di tuffarci in piscina: Re-Main, ultima fatica dello studio MAPPA, è il primo anime ad essere incentrato sulla pallanuoto.

Eppure, non vuole essere solo un semplice spokon, ma anche la storia di un ragazzo che lotta per recuperare ciò che ha perso e delle persone che lo circondano. La serializzazione di Re-Main è iniziata il 3 luglio e al momento è arrivata a metà stagione: siamo dunque pronti a darvi i primi pareri sull'anime.
Prima, però, vi ricordiamo di dare un'occhiata alle uscite anime di agosto 2021 su Prime Video e, se volete essere aggiornati sugli altri lavori dello studio Mappa, dare un'occhiata al nostro speciale su L'Attacco dei Giganti 4.

Una storia di rinascita

Alle medie, Minato Kiyomizu faceva parte del club di pallanuoto e più volte aveva conquistato la vittoria. All'ultimo anno aveva vinto il campionato nazionale, ma mentra tornava a casa con la madre e la sorella, rimase vittima di un incidente stradale: cadde in un lungo coma.

Dopo 6 mesi, Minato riprende i sensi, ma non ricorda nulla degli ultimi 3 anni: la sua mente ed i suoi ricordi sono regrediti alle elementari. Ai suoi occhi i genitori e la sorella sono invecchiati improvvisamente, e non riconosce gli altri membri della squadra. Capendo che i genitori, in particolar modo la madre, sono ancora scossi per quanto accaduto, il giovane decide di tornare alla normalità il prima possibile, riprendendo a giocare a pallanuoto, ma rinuncia quasi subito perché non ricorda assolutamente nulla e non vuole deludere nessuno. Sebbene non abbia reminiscenze degli ultimi anni, deve comunque iscriversi al liceo: dopo aver recuperato tre anni di studio, entra alla scuola Yamanami. Il primo giorno, il protagonista deve fare i conti con la sua fama: Eitaro Oka, un vecchio compagno di scuola che lo ha sempre ammirato, si è iscritto allo stesso liceo, con la speranza di poter giocare insieme a lui. Come se non bastasse, Jo Jojima, capitano del club di pallanuoto, cerca nuovi membri e subito riconosce Minato Kiyomizu, fiducioso che se dovesse convincerlo, altri seguirebbero le sue orme.

Minato fugge dai due perché non vuole praticare la pallanuoto, per non deludere le aspettative delle persone, ed incontra Chinu, una ragazza di cui si era innamorato alle medie. Chinu gli ricorda della loro scommessa: per ottenere un appuntamento da lei, avrebbe dovuto vincere i campionati liceali, ma se avesse perso avrebbe dovuto pagare una somma non accessibile ad uno studente.

Messo praticamente con le spalle al muro, Minato è costretto ad unirsi al club di pallanuoto. In seguito, entrano anche Yutaka Babayaro Inomata, il tipico gigante buono; Yoshiharu Ushimado, che cerca di non farsi notare dagli altri, ed infine Takekazu Ejiri, turbolento, che vorrebbe giocare come portiere. Una squadra di pallanuoto, però, conta 7 giocatori: Jojima vorrebbe Shugo Amihama, il quale alle medie è arrivato terzo nei 100 metri di nuoto, ma si è ritirato dalle competizioni. Dopo aver convinto l'ultimo membro, la squadra è finalmente al completo, ma è disomogenea: Jojima e Eitaro sono gli unici a conoscere la pallanuoto.

I primi episodi di Re-Main sono sufficienti per capire che non vuole narrare solo la storia di Minato Kiyomizu, ma di tutto il team: ognuno dei pallanuotisti ha una propria vicenda da raccontare. Eppure, nonostante le premesse, l'anime non è riuscito ad appassionarci quel poco che bastasse per continuare la visione.

Uno sport minore?

A livello narrativo, l'unica parte di Re-Main che possiamo considerare veramente interessante è la storia di Minato: ci viene mostrato come cerchi di recuperare la memoria e di ritornare alla vita precedente, tra le insicurezze per essere stato effettivamente il miglior giocatore della sua generazione; a ciò si legano le preoccupazioni dei genitori dopo l'incidente.

Scoprire se il Nostro riuscirà a recuperare la memoria e se la sua vita cambierà è al momento l'unico motivo che siamo riusciti a trovare per continuare. Infatti, Re-Main si dimostra un anime sportivo non dissimile da molti congeneri contemporanei: l'obiettivo principale della squadra è vincere il campionato della prefettura. A volte la sceneggiatura è anche involontariamente prevedibile. Vi è un momento in cui Shugo spiega perché ha abbandonato il nuoto: la scena è gestita per creare un alone di mistero e in seguito di sorpresa, ma vengono date troppe informazioni che lasciano intuire il colpo di scena ancor prima che venga effettivamente rivelato. Dove Re-Main sembra riuscire bene è la costruzione del cast. L'anime è corale, dando il giusto spazio a tutti gli atleti, anche se al momento solo alcuni possono vantare una costruzione soddisfacente, benché non siano originali: ad esempio, Takekazu in passato giocava a baseball, ma ha lasciato la squadra perché non aveva alcun talento; si è iscritto al club di pallanuoto sperando di essere portato per uno sport minore, ma quando si rende conto di non essere capace, decide di abbandonare. Solo le parole di Jojima lo convincono a restare e a sviluppare il suo talento.

Oppure Yutaka, che è sempre stato coinvolto in vari sport per la sua altezza, deludendo le persone, ma quando ha notato che Minato ha il suo stesso problema ha deciso di entrare nel club. Questi sono solo i primi personaggi di cui si approfondisce il background narrativo negli episodi finora disponibili in simulcast; di altri, invece, vengono mostrati solo pochi frammenti, lasciando presagire che possano essere ripresi nelle puntate successive.

Tra i vari attori quello che ha catturato maggiormente il nostro interesse è Jojima: alle medie non faceva parte del club di pallanuoto, ma quando si è iscritto al liceo ha deciso di di riportare in vita il circolo in disuso da anni; in un primo momento era riuscito a trovare degli studenti interessati, ma quando hanno rinunciato ha continuato ad allenarsi da solo.

Anche se all'apparenza la sua storia può sembrare poco interessante, quello che ci ha incuriositi è la motivazione che lo ha spinto a seguire quella strada, ovvero per amore di qualcuno, senza specificare di chi, ma abbiamo formulato le prime ipotesi. In un episodio abbiamo notato che a casa di Jojima è in vista la foto di un ragazzo vicino ad un altarino o butsudan: è tradizione giapponese esporre le fotografie dei defunti per commemorarli, a volte anche all'interno dei butsudan. Non escludiamo dunque che Jojima abbia voluto riportare in vita il club in onore del fratello che un tempo ne era membro, prematuramente morto per cause non ancora definite.

Nella stessa sequenza, Jojima lascia la stanza all'arrivo di quello che potrebbe essere il padre: probabilmente, la prematura morte del ragazzo nella foto potrebbe aver portato infelicità tra padre e figlio, al punto da non riuscire a vedersi e a parlarsi. Forse il giovane si sente in colpa per la morte del fratello, oppure il padre non vorrebbe che il figlio fosse ossessionato dal club di pallanuoto per ricordare il fratello. Nonostante l'apparente lutto, lo studente cerca di essere comunque solare almeno a scuola. Queste sono solo delle speculazioni basate su una fugace scena poco esplicativa, ma se si dimostrassero in parte veritiere, Jojima potrebbe essere il secondo personaggio più interessante dopo Minato.

Sul lato caratteriale, invece, il cast non spicca per originalità: basti notare che sono presenti le tipiche figure degli anime, come il gigante buono, il ragazzo irruento, la figura silenziosa ed il tipo allegro. Anche se vive di indoli diverse, il gruppo diventa sempre più unito proprio grazie alla pallanuoto.

L'affiatamento tra i ragazzi è alla base di intermezzi comici caratterizzati da freddure e battute prive di senso che rendono la produzione più spensierata, senza mettere in secondo piano la drammaticità di alcuni frangenti. Re-Main, però, non si sofferma solo sui sette giocatori, ma anche sulla famiglia di Minato, anche se finora non è molto presente in scena.

È evidente come tutti siano rimasti sconvolti per l'incidente, soprattutto la sorella minore, che era con lui quel giorno, e la madre, che si sente in parte in colpa per non essere stata sufficientemente attenta. Tutta la famiglia, però, cerca di mettersi alle spalle quanto accaduto e di ritornare alla normalità. Al netto di ciò, speriamo che nelle puntate successive venga ritagliato più spazio alla famiglia. Purtroppo, viste le numerose carte in tavola, i restanti episodi potrebbero non essere sufficienti per soddisfare le nostre aspettative.

Uno sport poco interessante

È sul lato prettamente sportivo che Re-Main non mostra le sue vere qualità, poiché non vi sono momenti in cui vengono spiegate le regole della pallanuoto, dando per scontato che lo spettatore debba già conoscerle: una scelta alquanto infelice se si pensa che Re-Main è il primo anime sulla pallanuoto. La perdita di memoria di Minato avrebbe potuto essere il giusto espediente per far conoscere a molti la pallanuoto.

Inoltre, non siamo riusciti a provare la tipica sensazione di tensione in grado di lasciarci con il fiato sospeso durante l'unica partita mostrata, sebbene sia stata solo di allenamento; speriamo che con gli incontri ufficiali del campionato la situazione migliori.

Il comparto grafico non aiuta a rendere i match più interessanti: il tratto non è molto elaborato e calcato, salvo a volte nei primi piani in cui si nota un'attenzione maggiore, e spesso mostra il fianco a troppe imperfezioni, ma nel complesso è piacevole. Le animazioni sono buone per la resa dei movimenti acquatici. Ben più interessante, invece, la scelta di rappresentare con disegni di un bambino parte dei ricordi e delle spiegazioni di Minato, per essere in sintonia con l'improvvisa regressione alla fanciullezza del protagonista.

Purtroppo, viene fatto utilizzo anche della CGI, sia per la resa del pallone nelle sequenze in cui viene lanciato, sia quando la telecamera si allontana per riprendere più giocatori in acqua: in quest'ultimo caso c'è uno sgradevole stacco con il tratto manuale, aggravato da animazioni troppo rigide che non rendono pienamente godibili le sessioni di pallanuoto.

Re-Main Re-Main è a conti fatti uno spokon abbastanza classico, in quanto si focalizza sull’impresa della squadra di pallanuoto di vincere il campionato. Sono pochi i motivi che potrebbero invogliare a portare a termine la visione, tra cui scoprire se Minato sarà in grado di recuperare la memoria e la buona caratterizzazione dei vari personaggi che si imparano a conoscere poco alla volta. Sul lato sportivo Re-Main non riesce a trasmettere le giuste emozioni, con il risultato che al momento le partite potrebbero risultare fredde, ma non escludiamo che potrebbero anche migliorare. Ad aggravare il tutto vi è un comparto tecnico che al netto di alcune imperfezioni è comunque gradevole, ma presenta una CGI non in armonia con il tratto di stampo classico. In conclusione, se sul lato visivo non potrà cambiare molto, speriamo che Re-Main riesca a farlo su quello narrativo, anche se le puntate rimanenti potrebbero non essere sufficienti.