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The Seven Deadly Sins: Dragon's Judgement, una prima parte poco esaltante

Quali nuove peripezie aspettano Meliodas e compagni? Scopriamolo insieme attraverso un midseason in realtà non così esaltante.

The Seven Deadly Sins: Dragon's Judgement, una prima parte poco esaltante
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In seguito alla non così riuscita conclusione della terza stagione di The Seven Deadly Sins (vi lasciamo la nostra recensione di The Seven Deadly Sins Wrath of the Gods per approfondire), era davvero difficile aspettarsi un vistoso cambio di rotta in vista dei nuovi episodi, che purtroppo si sono rivelati (almeno per questa prima metà) non privi di numerose criticità. La forza della saga di Nakaba Suzuki è sempre rimasta legata a una struttura narrativa ancorata alla semplicità, capace di puntare su personaggi ben caratterizzati e su scontri all'arma bianca devastanti e spettacolari.

Con il proseguire delle vicende però, l'anime ha purtroppo perso sempre più la bussola, immettendo nel calderone un numero di variabili (soprattutto dal punto di vista narrativo) forse esageratamente confusionarie e dispersive non trovando più la coesione strutturale delle origini giocando sempre più al rialzo contenutistico. Questa prima metà di stagione ha così dovuto portarsi sulle spalle il pesantissimo fardello di quanto visto in precedenza, non riuscendo purtroppo a scrollarsi di dosso alcuni dei maggiori difetti dell'opera, provando a correggere davvero il tiro solo verso il finale.

Tempi dilatati

Il problema principale di questa nuova tornata di episodi è sicuramente imputabile al ritmo delle vicende che, soprattutto durante la prima parte, risulteranno eccessivamente lente e macchinose nel loro svolgimento. La serie, che ormai fin dalla terza stagione ha accusato in maniera consistente l'assenza di villain realmente carismatici (I Dieci Comandamenti sono ormai solo un lontano ricordo), ci è parsa fin troppo verbosa, quasi a voler macinare minuti su minuti solo per raggiungere il numero di episodi delle iterazioni precedenti.

In questi primi dodici episodi si è deciso di soffermarsi parecchio su Meliodas e Ban, impegnati a fuggire dal purgatorio senza però riuscire mai davvero a incidere a livello di pathos, mettendo in scena varie situazioni anche potenzialmente interessanti (con probabilmente al centro della scena due dei protagonisti più amati) senza però mai incidere davvero, soprattutto a livello emotivo. Allo stesso modo, il personaggio di Estarossa, protagonista di uno snodo di trama tutto sommato avvincente, ha di fatto cannibalizzato l'intero anime, diventando forse esageratamente importante rispetto a tutto il resto.

La lunga spiegazione che permette agli spettatori di scoprire vari retroscena sul suo passato, dai contorni sicuramente epici e solenni, risulta però al tempo stesso poco approfondita e a tratti gestita un po' a caso, quasi come se gli autori avessero voluto puntare a tutti i costi su trovate sensazionalistiche leggermente fini a se stesse nel tentativo di far avanzare in qualche modo una trama ormai sempre più ridotta all'osso.

La missione di Meliodas per salvare Elizabeth, nonostante sia uno degli obiettivi principali del protagonista, passa così in secondo piano, dando vita a tutta una serie di paradossi narrativi in cui sequenze molto importanti vengono gestite in breve tempo, mentre altre più superficiali vengono dilatate in maniera addirittura fastidiosa. Seppur sia in realtà da lodare il lavoro svolto in sede di caratterizzazione dei personaggi, visto che proprio durante la visione di questi nuovi episodi scopriremo varie informazioni importanti, in linea generale l'intero incedere narrativo prosegue in maniera instabile. Purtroppo neanche i combattimenti sono riusciti a tappare le mancanze narrative di questo midseason, per via di sequenze action non così elaborate e soddisfacenti.

Un qualcosa di già visto

Se probabilmente questa prima metà di stagione riuscirà comunque a conquistare i fan più accaniti del brand, è innegabile come l'intera saga (per quanto di successo) sia stata colpita da un vistoso calo strutturale su praticamente tutti i fronti da un certo punto in avanti, proseguendo spesso per semplice inerzia senza riuscire a a sorprendere come fece la buona prima stagione (per un viaggio nei ricordi il nostro consiglio è leggere la nostra recensione di The Seven Deadly Sins Stagione 1).

Peccato anche per il modo con cui è stato gestito lo scontro contro il Re dei Demoni, visto che anche dal punto di vista delle coreografie legate ai combattimenti si poteva (o forse doveva) fare molto di più. Forse una maggiore attenzione all'arco finale di questo midseason avrebbe potuto cambiare le carte in tavola, accorciando maggiormente i tempi delle prime puntate per focalizzarsi sugli scontri più importanti.

Il problema più grande è forse proprio legato al numero di episodi, visto che dimezzandoli probabilmente l'intera struttura narrativa ne avrebbe sicuramente giovato, scongiurando da un certo punto in avanti l'opprimente senso di già visto davvero difficile da digerire. Il sentore generale è che la storia, in realtà, abbia già detto tutto, rendendo di fatto i nuovi episodi quasi come dei semplici riempitivi non così rilevanti, scadendo pericolosamente in un fanservice nel quale a contare maggiormente è l'apparenza e non la sostanza.

La prima metà di The Seven Deadly Sins - Dragon's Judgement risulta così un'opera sulla carta dalle premesse realmente accattivanti e coinvolgenti, che però all'atto pratico si sono rivelate molto più vicine a un mero esercizio di stile che a un'opera profondamente strutturata e ricca di contenuti.

Peccato anche per il comparto tecnico, che soffre il confronto con le prime due stagioni dell'anime, soprattutto durante le sequenze maggiormente action, nonostante un buon uso di alcuni effetti particellari legati alle onde d'energia scagliate dai personaggi. Visto il calo qualitativo avvenuto fin dalla scorsa season, i fan più accaniti riusciranno senza ombra di dubbio a passare sopra le mancanze tecniche di questi nuovi episodi. In linea generale si può però dire che il comparto animato è riuscito a migliorare leggermente rispetto a quanto visto nell'immediato passato, pur senza mai arrivare a vette d'eccellenza.

A livello di character design, buono il lavoro svolto sia sui protagonisti sia sul Re dei Demoni, seppur gli autori non siano riusciti a portare su schermo nuovi personaggi dal look particolarmente ispirato. Oltretutto, in numerosi punti si avrà l'impressione di essere immersi in situazioni di combattimento dalla forte impronta anni '90, con i personaggi intenti a scagliare i propri colpi caricati dopo essersi prodigati in un urlo di guerra liberatorio.

Il tutto purtroppo getta una luce tutt'altro che soddisfacente su questo nuovo blocco di episodi, esageratamente ancorato a cliché del passato anche per quanto concerne l'impalcatura scenica. Il dubbio più grande riguarda però i dodici episodi rimanenti, a cui spetta il gravoso compito di riportare la serie ai fasti delle origini provando a far avanzare la trama in maniera coerente senza annoiare più del dovuto gli spettatori.

The Seven Deadly Sins: Dragon's Judgement The Seven Deadly Sins - Dragon's Judgement purtroppo non ha saputo fare tesoro degli errori del recente passato, puntando su un ritmo narrativo sicuramente mal gestito. Un minor numero di episodi avrebbe invece giovato all'intera serie, purtroppo vittima di numerose mancanze tecniche e strutturali. Non resta che attendere i nuovi episodi per scoprire come andranno a finire le vicende di Meliodas e i suoi alleati.