Intervista ad Andrea Sorrentino, artista Marvel di Vecchio Logan e Secret Empire

Abbiamo scambiato quattro chiacchiere con Andrea Sorrentino: il talentuoso artista italiano si racconta tra Marvel Comics, DC e Gideon Falls.

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Andrea Sorrentino non ha certo bisogno di presentazioni. L'avete ammirato proprio sulle nostre pagine in occasione della cover story che ha realizzato per God of War, ma la matita dell'artista italiano, ormai da diversi anni, percorre stabilmente gli albi Marvel e DC con autori, personaggi e testate che hanno fatto la storia recente della Casa delle Idee e della sua Diretta Concorrente. È di Sorrentino, infatti, il tratto di alcune delle più recenti e apprezzate run di Vecchio Logan sulla serie mensile di Wolverine, un ciclo di storie che ha raccolto la pesante eredità dell'indimenticabile Old Man Logan di Mark Millar e Steve McNiven, serie uscita tra il 2008 e il 2009 che ha ispirato finanche l'ultimo film in cui Hugh Jackman ha prestato il suo volto e il suo fisico alla figura del mutante artigliato; sempre per la Marvel, Andrea ha affiancato Nick Spencer con le sue tavole - insieme ad altri autori - in svariati numeri di Secret Empire, il più recente, controverso e discusso maxi-evento della Casa delle Idee che ha trasformato un paladino come Captain America nel più tremendo e oscuro nemico che gli Avengers e gli USA potessero affrontare: Captain Hydra. Alcuni anni fa, invece, Sorrentino aveva realizzato X-Men, collaborando con Brian Michael Bendis, uno dei principali deus ex machina della Marvel Comics degli ultimi anni. Per la DC, invece, resta memorabile il corso che Sorrentino ha dedicato a Freccia Verde collaborando con uno sceneggiatore del calibro di Jeff Lemire, con il quale ha collaborato nuovamente negli ultimi tempi proprio con Vecchio Logan e con cui si appresta a firmare un'altra, prestigiosa partnership che questa volta li vede al lavoro su una proprietà intellettuale inedita: parliamo di Gideon Falls, che verrà pubblicato in Italia grazie alla BAO.
Insomma, il buon Andrea è sicuramente uno dei principali disegnatori di supereroi (e non solo) dell'attuale panorama fumettistico italiano e internazionale:i suoi ultimi lavori come Oldman Logan e Secret Empire, ma anche quelli futuri come Gideon Falls, ci hanno fatto venir voglia di scambiare quattro chiacchiere direttamente con lui. Andiamo insieme alla scoperta di Andrea Sorrentino, dei retroscena sulle sue produzioni e con uno sguardo ai suoi progetti futuri.

Everyeye: Con Secret Empire, che ti ha visto tra i disegnatori protagonisti, si è concluso il ciclo della Nuovissima Marvel. Che esperienza è stata, per te, far parte di questa linea editoriale? Cosa ti ha lasciato?
Andrea Sorrentino: Credo che quello del Marvel Now sia stato un ciclo coraggioso. Per quanto a volte ci si sia, a mio avviso, lasciati un po prendere la mano con il lancio di un po' troppe versioni alternative, è indubbio che sia stata una fase dell'industria del fumetto supereroistico dovuta e, probabilmente, necessaria. Se non altro per capire cosa poteva funzionare e cosa no.
Io sono tra i vecchi lettori affezionati a determinate versioni ‘classiche' dei personaggi, ma capisco che a volte si debba spingere un po' in avanti, per adattare il mercato alle nuove richieste o, comunque, per fargli meglio rispecchiare il mondo che ci gira attorno. E' stato decisamente un ciclo che ha cercato di mostrare un mondo che cambia sempre più in fretta e a volte, anche a rischio di scottarsi, bisogna provare a proporre qualcosa di diverso.

Com'è stato disegnare una storia come Secret Empire? Cosa hai provato quando hai letto la sceneggiatura?
Secret Empire è stata, secondo me, una gran storia. Mi piace particolarmente quando un autore guarda fuori dalla finestra e cerca di raccontare il mondo che vede. La varietà di persone, le correnti di pensiero sociali e politiche, le ovvie contraddizioni e ipocrisie ideologiche che, nell'epoca di Internet, sono ancora più evidenti.
Credo che Nick volesse mostrare tutto questo, facendoci capire che chi sbaglia spesso lo fa pensando di essere dalla parte del giusto. Che quelli che si affidano a un'ideologia assolutista con l'idea che possa portare ordine e pulizia si sono appena messi su un percorso molto pericoloso. Non credo che sia sempre stato capito fino in fondo, ma rispetto tantissimo Nick e la Marvel per averci se non altro provato.

Qual è il tuo personaggio Marvel preferito? E quello che hai preferito disegnare?
Da lettore, prima che cominciassi a lavorare nell'industria dei comics, il mio personaggio preferito era Punisher. Rimane uno dei miei favoriti, ma a lui se ne sono aggiunti un altro paio. Wolverine, soprattutto nella sua versione ‘vecchia' che ho avuto il piacere di disegnare, rispecchia un po il mio amore per quei personaggi sconfitti, ruvidi, che hanno perso tutto e che credono di non avere più niente per cui lottare. Mi piace questo suo lato fragile ed è sempre quello che Jeff Lemire ed io abbiamo provato a mostrare più di tutto nella nostra run sul personaggio.

E Captain America che, più per il personaggio in se, mi affascina per quel lato sociologico e politico che porta alle storie. Ho letto il numero del FreeComicBookDay 2018 dedicato a Cap (che suppongo arriverà in Autunno in Italia) e ho scoperto che riprende molto dei temi ideologici introdotti da Secret Empire, quindi sono curiosissimo di vedere come continuerà la serie.

Hai illustrato, tra gli altri, due supereroi storici per la Marvel: Capitan America e Logan, ma per entrambi ti sei ritrovato a tratteggiare uno status quo decisamente particolare. Come ti sei approcciato a Vecchio Logan e Capitan Hydra? E qual è il tuo rapporto con i due personaggi?
Da un punto di vista strettamente tecnico, sono due personaggi molto diversi. Per Logan, come ho anticipato prima, per me era importante mostrare il suo lato fragile. Ci sono dei momenti molto violenti nella nostra run, ma era importante mostrarne la natura incredibilmente malinconica. E' un uomo che ha perso praticamente tutto: famiglia, amici, spesso a causa di colpe che dà a se stesso e che si porta sulle spalle come macigni. E sa che vivrà tanto a lungo da sopravvivere a chiunque possa avvicinarsi o affezionarsi. E quindi questo, per tornare al discorso puramente artistico, un po si riflette dal suo portamento un po ingobbito, dalle pesanti ombre sugli occhi. Lo sguardo spesso basso e l'aria sempre un po malinconica.
Al contrario, il Cap di Secret Empire mi ha riportato su un tipo linguaggio del corpo molto più simile a quello che tratteggiavo all'epoca di I,Vampire. E' un personaggio oscuro, ma fiero, imponente. Quindi con lui sono tornato ad usare più spesso una postura più impostata, il mento alto, lo sguardo quasi sempre dall'alto al basso. Credo di noti soprattutto nell'albo del Free Comic Book Day 2017, quando è all'apice della sua affermazione.

Parlaci di te: la tua formazione, le tue ispirazioni, il tuo ingresso in Marvel e DC.
Ho frequentato la Scuola Italiana di Comix e l'Accademia delle Belle Arti a Napoli. All'industria del fumetto ci sono arrivato tramite quella dell'Illustrazione. Avevo realizzato delle immagini per una linea di Giochi di Ruolo per la White Wolf, e fui contattato da un editor della DC Comics per alcune copertine. Sono stato 3 anni in DC e poi sono passato alla Marvel nel 2015 e di recente all'Image.

Vecchio Logan di Sorrentino

Green Arrow di Sorrentino

Come sceneggiatori, hai lavorato con Bendis, Lemire e Spencer. Quanto è stato importante, per te, affiancare nomi del genere?
E' importante lavorare con scrittori con i quali hai un rapporto di stima reciproca. Ti aiuta a non mettere assolutamente in dubbio quello su cui stai lavorando, e aiuta uno scrittore a fidarsi ciecamente di quello che farai con la sua storia. E questo ti permette spesso anche di avere molta libertà creativa che è, almeno per quanto mi riguarda, il vero motore per fare questo lavoro.
Ovviamente lavorare con autori di una certa caratura ti da anche la possibilità di avere una grande visibilità, ma questo non vuol dire che non sia un posto che non ci si è guadagnati con le proprie forze. Per quello che mi riguarda, comunque, mi ritengo fortunato perché oltre a dei grandi talenti ho conosciuto anche delle grandi persone.

Vogliamo metterti "in difficoltà": con quale dei tre hai preferito lavorare? Chi di loro si è sposato meglio con il tuo stile?
Con Brian e Jeff il nostro rapporto è stato da subito molto libero. Quando Brian mi propose di lavorare con lui sugli X-Men mi disse che avrei dovuto sentirmi libero di fare quello che volevo con la sua sceneggiatura. Stravolgerla, aggiungere vignette, cambiare il ritmo di narrazione. Gli era piaciuto molto quello che aveva visto su Freccia Verde e voleva che mi sentissi libero di portare la stessa impronta anche su qualcosa di scritto da lui.
Con Jeff è la stessa cosa. Ci fidiamo molto l'uno dell'altro. Io so che il suo soggetto sarà meraviglioso e lui si fida a lasciarmici fare quello che voglio. Per quanto riguarda Nick, forse è quello con cui ho avuto meno tempo di conoscerci, perché i ritmi di produzione di un grande evento come Secret Empire sono serratissimi e c'è un mare di lavoro da coordinare, quindi anche discutere eventuali cambiamenti o piccoli ‘tocchi personali' diventa incredibilmente difficile. Mi piacerebbe tornare a lavorare con lui in futuro comunque, magari su una serie dove poter lavorare con più calma, perché sono un grande ammiratore di quello che ha fatto con Captain America prima e Secret Empire poi.

Parliamo di Lemire: avete collaborato con Green Arrow e ora siete insieme su Gideon Falls, che arriverà in Italia grazie a BAO. Un rapporto che, soprattutto con questa seconda collaborazione, sembra essersi cementato. Com'è nata la partnership per Gideon Falls? E quella per Freccia Verde?
Stavo lavorando su I,Vampire, una delle serie facente parti del rilancio dei New52 della DC Comics, quando mi ricordo che cominciammo a fare due chiacchiere su Twitter. Io mi ero innamorato dei suoi primi numeri di Animal Man e lui era rimasto colpito dal mio lavoro su I,Vampire. Ci scambiammo un po di complimenti e ci salutammo con la promessa di fare qualcosa assieme in futuro.
Qualche tempo dopo mi scrisse una mail nella quale mi diceva che la DC aveva deciso di affidargli il personaggio di Green Arrow per un rilancio in vista dell'atteso picco di interesse che ci sarebbe stato con la serie Arrow, e mi chiese se volevo affiancarlo come disegnatore. Feci un paio di tavole di prova e ne rimasero tutti entusiasti. Da quel momento è nata una partnership che è andata avanti per due anni sull'arciere di smeraldo, che è continuata con Old Man Logan alla Marvel e che ci ha spinto, finalmente, all'idea di mettere su qualcosa di nostro alla Image con Gideon Falls.

Che rapporto hai con la DC Comics e col personaggio di Green Arrow? Qual è il tuo personaggio preferito della DC?
Devo essere sincero: prima di lavorarci su, il mio interesse per Oliver Queen era pressapoco uguale a zero. Sono cresciuto amando Batman e ho, ovviamente, imparato a conoscere tutti i personaggi della DC man mano che le mie letture progredivano, ma non mi sono mai affezionato particolarmente a Green Arrow. Quando Jeff mi propose di affiancarlo sulla serie, quindi, sono andato a rileggermi tutto quello che c'era da sapere sul personaggio, dalla run di Mike Grell, a Quiver, ad Anno Uno e dopo un paio di settimane ero prontissimo a partire.

Ovviamente dopo 2 anni nei quali, assieme a Jeff, abbiamo affrontato passato, presente e futuro di Oliver, è difficile non ripensarci con una punta di nostalgia. Sto continuando a leggere la serie adesso, comunque, e mi sembra in mani più che esperte.

Quali sono le difficoltà, se ce ne sono, nel disegnare le storie di un autore così intimista e complesso come Lemire?
Non credo di aver mai trovato particolari difficoltà nel lavorare con Jeff. Forse perché anche io mi trovo molto più a mio agio con il lato un po nichilista dell'animo umano. Mi piace rappresentare momenti intimi, personali, un po malinconici. E poi Jeff ha un lato anche molto sperimentale, fatto dell'esplorazione della follia, delle paure. Ce ne ha mostrato un po nel suo Moon Knight ed è un elemento molto centrale in Gideon Falls. Da un punto di vista artistico è anche un aspetto che ti spinge molto a giocare con inquadrature o con soluzioni sperimentali completamente nuove quindi può essere molto stimolante.

Quale personaggio Marvel ti piacerebbe illustrare in una serie? E quale della DC invece?
Al momento credo che i due personaggi sui quali mi piacerebbe provare siano Punisher e Batman. Forse perché entrambi probabilmente si sposerebbero bene con il mio stile. Anche Daredevil che, oltre ad essere molto oscuro, mi permetterebbe anche di giocare un po artisticamente con le sue percezioni acuite.

Con quale autore ti piacerebbe collaborare in futuro?
Qualche tempo fa ho fatto un po di corte a Tom King! Mi piacerebbe molto fare qualcosa con lui su un personaggio non centralissimo, di quelli che ti lasciano la possibilità di stravolgere tutto e una completa libertà creativa. Magari Swamp Thing, che è un personaggio che mi ha sempre ispirato moltissimo. Un altro autore con il quale mi piacerebbe tantissimo lavorare sarebbe Grant Morrison.

Alla DC ora ritroverai Bendis su Action Comics. Ti piacerebbe supportarlo nuovamente?
Si, decisamente. Diciamo che per ora sono molto concentrato su Gideon Falls che, visti i presupposti e le vendite dei primi numeri in America, potrebbe andare avanti per un bel po. Ma decisamente mi piacerebbe tornare a fare qualcosa con Bran in DC. Anche un annual o un numero speciale, magari tra un arco di Gideon Falls e un altro, potrebbe essere una bella cosa.

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