Aquaman: intervista al disegnatore Francesco Mattina, tra fumetti e cinema

L'autore della cover per la Limited Edition dell'edizione home video di Aquaman racconta la sua passione per i fumetti e cinecomic.

intervista Aquaman: intervista al disegnatore Francesco Mattina, tra fumetti e cinema
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Warner ha fatto le cose in grande per l'edizione home video di Aquaman, il cinecomic diretto da James Wann con Jason Momoa a interpretare il sovrano di Atlantide: l'edizione limited steelbook per il formato Blu-Ray del film, infatti, porta la firma di Francesco Mattina, celebre disegnatore italiano che negli ultimi anni ha lavorato proprio come cover artist in collaborazione con Warner Bros. e l'Universo DC. Francesco, che vanta una carriera ultra decennale tanto in Marvel Comics quanto in DC Comics, ha dunque realizzando una splendida copertina ispirandosi al nerboruto supereroe del DCEU. Recentemente abbiamo chiacchierato con l'artista, parlando sia del suo lavoro svolto in DC e Marvel che del suo rapporto con il cinema, nel segno dei più grandi cinecomic che hanno segnato la nostra storia recente.

Nel segno di Aquaman

Everyeye.it: Parlando di mercato audiovisivo, solitamente sono i film ad ispirarsi a fumetti già esistenti. Cosa si prova, invece, a realizzare operazioni inverse, cioè trasporre in disegno personaggi con l'aspetto che assumono sul grande schermo?
Francesco Mattina: Iniziamo col dire che, per me, quello del cinecomic è un valore un po' superato. Parliamo di propertie estremamente costose e remunerative, un po' come i personaggi dei videogame. Il concetto di trasposizione, ormai, rientra nella pratica di sfruttamento dei diritti di una determinata licenza. Pensiamo a queste operazioni come adattamenti, e nulla di più, perché se iniziamo a pensare a questo concetto di trasposizione, da un media all'altro, i fan dell'opera in questione non possono che rimanere delusi.

Everyeye.it: Emblema di questo ragionamento è proprio Aquaman, che rispetto all'iconografia classica dei fumetti è molto diverso nel film con Jason Momoa...
Francesco Mattina: Perché quella, semplicemente, è un'altra versione di Aquaman. E lo stesso vale per Batman o per il film su Joker che vedremo al cinema il prossimo autunno. Anche se pensiamo ad Iron Man, che adesso è così iconico, il personaggio dei fumetti ha un altro tipo di spessore. Tornando al mio lavoro, a me è stato chiesto di rendere un personaggio vestito di plastica come Aquaman. Certo, quando ti impegni in questo tipo di rielaborazioni devi stare anche molto attento: quando ho realizzato la cover per l'edizione limitata del Blu-Ray di Aquaman... avevo sbagliato il tridente.

Everyeye.it: Qual è il tuo rapporto con i cinecomic e, in generale, con il cinema?
Francesco Mattina: Con il cinema ho un rapporto splendido e quotidiano. D'altronde, ci sono cresciuto. Rientro anche tra gli addetti ai lavori, perché oltre a qualche progetto personale ho fatto anche il designer in Marvel Studios. Certo, il MCU ha fatto qualcosa di incredibile, ma se devo essere sincero preferisco i prodotti più autoriali, perché riconosco il valore artistico dietro un prodotto cinematografico. Per intenderci, rimango un po' più freddo di fronte a un Ant-Man. Ma riconosco anche il fascino della gigantesca operazione serale che è il ciclo di Marvel Studios. È un talento che mi ha anche emozionato, a tratti, d'altronde una serie è fatta sia di puntate belle che di puntate più sottotono.

Dal fumetto al cinema

Everyeye.it: Il DCEU ha provato a proporre una linea artistica più autoriale...
Francesco Mattina: Non solo: l'universo DC ne è stato un pioniere. Tim Burton è già stato un primo esperimento. Poi Snyder, Nolan. Sono visionari, e in quanto tali propongono la loro reinterpretazione. Io con Batman v Superman ho un rapporto meraviglioso. Recentemente ho letto l'idea di Snyder se avesse continuato a gestire il DCEU.

Era un'idea complessa, ma affascinante. Batman v Superman ha un'idea di fondo molto profonda: lì Snyder ha approfondito il concetto di esistenza tra uomo e dio. Una roba un pochetto più complicata per un pubblico poco attento. La famosa scena di Martha, presa in giro da tutti... quella sequenza ci dice che dio ha la mamma. E l'uomo, che in quel frangente vuole elevarsi a divinità, aveva una mamma a sua volta. Certo, forse la scena non è stata costruita al meglio, però l'argomento c'è.

Everyeye.it: Il tuo eroe (e film) preferito della DC?
Francesco Mattina: Non c'è neanche bisogno di chiederlo, dai, perché ovviamente il mio eroe preferito è Batman. Come dice Umberto Eco in Apocalittici e Integrati, Batman è totemico. È un uomo che sceglie il suo animale e diventa un dio egizio. Ciò che lo rende figo è che Batman è adattabile a qualunque periodo storico. Non a caso ha appena compiuto 80 anni. Guarda l'uomo pipistrello in ogni decennio del secolo scorso, guarda come cambia la batmobile.

È evoluzione costante, è adattamento storico. Joker era un gangster, poi diventa un sociopatico. L'evoluzione di questi personaggi passa attraverso la nostra necessità di eroismo. Per noi artisti Batman è uno sfogo creativo. Sul versante cinematografico, direi il ciclo di Nolan. Non sono d'accordo su alcune scelte, ma qui ritorniamo al discorso iniziale sulla capacità di rielaborazione di un autore.

Everyeye.it: Quali sono invece i tuoi modelli di ispirazione? Raccontaci anche la tua formazione.
Francesco Mattina: Sono cresciuto con la Marvel degli anni Settanta. I miei modelli sono stati i maestri di quegli anni, da Kirby a Romita. Poi ho letto il Cavaliere Oscuro di Miller e mi si è aperto un mondo, ho scoperto i veri classici del fumetto.

Everyeye.it: Per la DC hai lavorato principalmente sull'Universo di Batman. C'è un altro personaggio che vorresti disegnare a tutti i costi?
Francesco Mattina: A me piacciono moltissimo i personaggi DC, perché rappresentano l'archetipo del fumetto supereroistico. Se conosci già i character DC, niente in Marvel ti stupisce. Più di ogni altra cosa, però, amo i villain. Se vuoi raccontare qualcosa di concreto, i cattivi rappresentano tutto. Se individui il tuo villain, hai individuato il tuo eroe. Se sai raccontare il Teschio Rosso, hai già detto tanto di Captain America. Joker mi piace, ad esempio, ma non lo disegnerei, lo hanno già fatto tutti. Credo che mi piacerebbe disegnare qualcosa su Due Facce.

Everyeye.it: Che rapporto hai, invece, con i personaggi Marvel?
Francesco Mattina: Ho un'esperienza in Marvel di oltre 15 anni. Sono sempre stato legato al mondo più dark della Marvel, quello tra gli anni Ottanta e Novanta. Il periodo in cui nacquero Ghost Rider e il Punisher, ed erano anche gli anni di quel ciclo completamente fuori di testa su Moon Knight. Nascono character che hanno un'oscurità tutta loro, che rimane poi nel tempo (a differenza del costume nero di Spidey, ad esempio, quello è stato un periodo legato alla visione di un autore come McFarlane). Soprattutto Ghost Rider, è uno di quei character archetipici.