BELLE: internet, i social e le fiabe raccontati da Mamoru Hosoda

In occasione della presentazione di BELLE alla Festa del Cinema di Roma 2021, pochi mesi or sono, abbiamo incontrato il grande Mamoru Hosoda.

BELLE: internet, i social e le fiabe raccontati da Mamoru Hosoda
Articolo a cura di

Grazie ad Anime Factory e Koch Media, in collaborazione con I Wonder Pictures, BELLE di Mamoru Hosoda è finalmente arrivato nelle sale cinematografiche italiane. Già nella nostra recensione di BELLE vi avevamo raccontato la delicatezza della nuova pellicola dell'autore di Mirai e Wolf Children, e di recente abbiamo anche ripercorso la carriera di Hosoda da Digimon a Belle. Oggi vi proponiamo una nostra intervista risalente alla Festa del Cinema di Roma 2021. In quell'occasione abbiamo partecipato, insieme ad altri giornalisti, ad una tavola rotonda nella quale abbiamo potuto scambiare quattro chiacchiere con il sensei in persona. Ve la proponiamo ora che l'anime è disponibile in sala: buona lettura!

Tra realtà e fantasia

Con grande emozione e con rispetto nei confronti del Maestro gli abbiamo chiesto cosa pensa del rapporto tra mondo fantastico e mondo reale. D'altronde, in tutte le sue pellicole assistiamo ad una contaminazione importante tra realtà e immaginazione, un dualismo che in BELLE sfocia nella realtà virtuale e nell'universo del web.

"La mia idea di base è che spesso si vedono opere in cui i personaggi fanno avanti e indietro tra realtà e mondo fantasy", ha commentato Hosoda. "Ciò che si percepisce da questa dualità è che la realtà è brutta, triste, piatta, mentre nell'altro mondo sono felice e mi realizzo. Non credo sia questa la realtà dei fatti, penso che dovremmo tutti riuscire a vedere il bello anche nel mondo vero. Ed è per questo che tento di esprimere la mia idea di realtà attraverso il fantasy".
A proposito dell'utilizzo che oggi i giovani fanno di Internet, Mamoru Hosoda ha una sua specifica filosofia. Ci ha colpito, a tal riguardo, la visione positivista e solare che il regista ha dei social network, pur consapevole che nelle mani sbagliate possono anche mostrare il lato più oscuro e ambiguo di Internet: "Ovviamente ci sono tanti film in cui internet è il tema principale. Ho però notato che viene sempre descritto come una realtà distopica, sempre con questo taglio critico e quest'accezione negativa nei confronti dei social network. Vero è che fa parte della storia dell'umanità: quando c'è qualcosa di nuovo si parte sempre all'attacco per scovarne il male.

La mia visione sull'argomento, anche in questo caso, si basa sul cercare gli aspetti positivi di queste nuove tecnologie, dare speranza ai giovani per un mondo migliore in modo tale che possano utilizzarle per fare del bene. Molti mi dicono che gli anime non siano il genere adatto per trattare questioni sociali anche molto importanti, come avrete modo di vedere anche in BELLE. Io invece credo che se internet dà la possibilità di trovare un altro io, di realizzarsi e diventare più sicuri di se stessi attraverso l'utilizzo dei social, possa essere utilizzato per risolvere anche certi problemi sociali. Certo, non parliamo di uno strumento risolutivo, ma penso che la tecnologia debba aiutarci a migliorare il mondo. Se non sono gli anime a rappresentare il terreno giusto per questi argomenti, allora dove potremmo mai parlarne?
"

Dai social network alle fiabe

Con la storia di Suzu, Hosoda-sense ha voluto raccontare la sua idea di social network creando U, una realtà virtuale in cui chiunque può diventare ciò che desidera. A tal proposito l'autore ha collaborato con Eric Wong, una personalità illustre del design architettonico che ha contribuito alla realizzazione delle splendide scenografie digitali di U: "

Per quanto riguarda il mondo virtuale che vedrete in BELLE, è qualcosa che va oltre quello che abbiamo oggi. È pur vero che, nel mondo reale, i social network sono pieni di fake news, una piattaforma come Facebook oggi come oggi non è uno strumento imparziale purtroppo. Sotto questo punto di vista immagino U (la realtà virtuale che la protagonista scopre in BELLE) come qualcosa che supera il concetto moderno di social network, un universo virtuale ancora più globale con un respiro maggiore.

Le collaborazioni che ho stretto per BELLE, e in particolare con il designer e architetto britannico Eric Wong, ma anche per i miei lavori precedenti, sono state scelte perché ho ritenuto che avessero la capacità di esprimere il globale in modo davvero importante. Ovviamente accetto consigli per conoscere personalità italiane con cui lavorare in futuro!".

Ma, come abbiamo avuto modo di illustrarvi nel nostro articolo che racconta La Bella e la Bestia secondo Mamoru Hosoda, in BELLE troviamo anche una rivisitazione dell'amatissima fiaba francese. Una sequenza in particolare rappresenta inoltre un omaggio al film animato dei Walt Disney Studios del 1991, e in ultima istanza il sensei ha voluto commentare il suo rapporto con la favola e con il classico animato occidentale, al quale si è detto molto legato:

"Sappiamo benissimo che La bella e la bestia ha origine nel diciottesimo secolo in Francia, dunque i diritti per lo sfruttamento di questa licenza sono ormai estinti. Per questo motivo abbiamo avuto così tante versioni cinematografiche, live-action e animate. Nelle sue varie forme ed espressioni questa fiaba ha descritto l'attualità contestualizzandosi al periodo storico. Io adoro il romanzo originale e sono un fan della versione Disney del 1991. All'epoca ero da poco nel mondo dell'animazione e la pellicola disneyana mi ha dato tantissima ispirazione al punto che ho deciso di proseguire la mia carriera da artista in modo da poter realizzare, un giorno, la mia versione de La Bella e la Bestia!".