Cartoomics 2018: l'intervista a Javier Garròn di Marvel Comics

Di ritorno da Cartoomics 2018, vi proponiamo la nostra intervista a Javier Garròn, disegnatore spagnolo della Marvel in rampa di lancio.

intervista Cartoomics 2018: l'intervista a Javier Garròn di Marvel Comics
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Javier Garròn è un giovane disegnatore spagnolo, recentemente inserito dalla Marvel nel programma Young Guns. Nata nel 2004, la selezione annuale degli Young Guns rappresenta i migliori artisti in rampa di lancio per la Casa delle Idee. Nel corso degli anni, la lunga lista ha visto comparire vere e proprie rockstar del fumetto come Jim Cheung, Steve McNiven, Sara Pichelli e molti altri.
Grazie a Panini Comics, abbiamo incontrato Javier Garròn durante il Cartoomics 2018 (in scena dal 9 all'11 marzo scorso a Fiera Milano Rho) e gli abbiamo fatto qualche domanda.

Ciao Javier, che ne diresti di presentarti al pubblico italiano?
Bene, sì. Mi chiamo Javier Garròn, sono un disegnatore spagnolo nato nel sud della Spagna (Cadice) che vive da otto anni a Barcellona. Lavoro per Marvel, ormai, da quattro anni.
Come hai capito che la tua passione era disegnare? Come hai iniziato?
In realtà ho iniziato da quando sono riuscito a tenere in mano una matita. Ho iniziato a disegnare personaggi Disney: Paperino, Topolino, cose così. Fino a che ho cominciato a leggere supereroi e disegnarli, da allora non mi sono più fermato.
L'anno scorso ho conosciuto Pepe Larraz - un genio - e mi ha spiegato come lavora Marvel. Ovvero, quando hanno un vuoto, uno spazio libero lasciato da qualche altro disegnatore, chiamano qualcuno per riempirlo. Anche per te è stato così? Sei stato chiamato da qualche loro "talent scout"?
No, per anni ho fatto delle tavole che noi chiamiamo "pàginas de muestras", ovvero tavole che nessuno ti chiede mai di fare, le fai tu perché ti piace farle e le fai basandoti su alcune sceneggiature che trovi su internet. Le fai a casa e in alcune convention, nelle più importanti, trovi alcuni editori americani, gliele fai vedere, fanno un po' di critica, se le inviano tra di loro, gliele invii, anche se nel 99% dei casi non ti rispondono. Però tu devi continuare a farne ancora, continui ad inviarle e arriva un punto nel quale o molli o ce la fai. E io stavo per mollare, ma poi ce l'ho fatta. Il meccanismo interno è un po' un mistero per me. Loro hanno questi titoli che vogliono lanciare con gli sceneggiatori che vogliono e vogliono poi trovare i disegnatori che si aggiustano come tempi, come stile, come prezzo, perché alcuni disegnatori prendono di più, altri di meno, quindi dipende anche dal budget. Fare una serie di Captain America non ha lo stesso budget di un'altra. È un processo imperfetto, dipende dagli esseri umani e noi sbagliamo. Ci sono disegnatori che magari non riescono a stare nei tempi per contrattempi, quindi si creano, come hai detto tu, questi vuoti. È come un ingranaggio. Anzi, come un tapis roulant, corri insieme ad altri e se qualcuno si ferma bisogna trovare un sostituto che prenda il suo posto.

E tu hai cominciato con che titolo?
Io ho iniziato in DC, con Batgirl.
E ti piaceva? L'avevi già letta?
Sì, il personaggio mi piaceva. Ho cominciato con lei, una cosa tosta, non è facile cominciare così. La Batfamily è una delle più importanti della DC, se non la più importante. Più di Superman. Ho lavorato molto bene con la editor, era molto contenta e ha continuato a darmi del lavoro: qualche pagina di Harley Quinn, qualcuna di Nightwing, un fumetto di Batgirl, uno intero di Batman Eternal. E quando DC si è trasferita da New York a Burbank, in California, molti editor hanno preferito rimanere a New York. Così la editor è rimasta lì ed è passata a Marvel e io con lei. Lei è stata molto generosa con me.
E il primo titolo per Marvel?
Lei è entrata con i Mutanti Marvel. Quindi ho iniziato con Ciclope. Una serie di Ciclope e io ho disegnato la seconda parte. E dopo hanno continuato a chiedermi di disegnare. Io ho una filosofia ben precisa: se posso farlo lo faccio. Piuttosto non dormo, dico sempre di sì.
Poi è toccato a Venom?
Allora, la sequenza è stata: Ciclope, poi alcune pagine di Black Vortex (crossover tra X-Men e Guardiani della Galassia) perché il disegnatore principale non ce la faceva, dopo una serie di cinque numeri chiamata Inferno per Secret Wars, poi ho cambiato. Perché loro fanno le loro riunioni e decidono cose del tipo: "Io ho questo disegnatore, tu hai questo però a me interessa il tuo perché mi piace per alcuni motivi" e quindi fanno qualche cambiamento e cambiano così gli editor. Quindi mi hanno cambiato editor e mi hanno affidato Star-Lord. Che di fatto, dei sette numeri fatti, i primi cinque erano sulla infanzia di Star-Lord in cui non appariva quasi nulla di quello che sapevamo dai film. Quasi nulla. Poi ho fatto un po' di animazione, anche per Marvel, sei mesi, poi storie brevi di Spider-Man e poi una serie che si chiama Secret Warriors, titolo appartenente alla famiglia degli Inumani, ci ho lavorato otto numeri fino a che l'hanno chiusa. Poi ho fatto un numero di Venom. Perché dopo aver chiuso Secret Warriors, stavano ancora decidendo che fare. Mi hanno proposto un numero di Venom, solo uno, e quindi gli ho detto di sì. Come potevo dire di no? Dopo Venom, una miniserie di Ant-Man e di Wasp e ci sto ancora lavorando. Sto facendo il secondo numero.
E che rapporto hanno i film coi tuoi disegni? Provi a trarre ispirazione?
Nessuno. No, cioè. Nessuno ti chiede che tu segua lo stile della pellicola. Nessuno. Marvel film e Marvel fumetti hanno due cammini differenti. Quasi non hanno rapporti. Per quanto ne sappia. I film, io sono un grande fan, hanno un design pazzesco. I libri "Art of" sono incredibili. Concretamente, per Ant-Man e Wasp non ho preso nulla dei film, per Star-Lord qualcosina ma poi sono andato per la mia strada. Però Marvel non ha alcuna intenzione di unificare stili o altri.

Invece per Venom, nel suo design, c'era qualcosa che non ti piaceva e hai deciso di cambiare?
Beh, i fumetti americani, almeno per mia esperienza, è brutto generalizzare, si fanno molto rapidamente e c'è poco tempo per la realizzazione. Mi offrono Venom, accetto, mi mandano la sceneggiatura e devo cominciare subito a disegnare. Pagina 1. Ho molto poco tempo per filosofeggiare sulla concezione del personaggio e sul personaggio in generale. Guardo vari riferimenti al personaggio di disegnatori che mi piacciono e comincio. In realtà, non ho mai avuto un modello su cui cambiare cose. Ne ho visti tanti, li ho cercati e Venom deve avere queste caratteristiche: deve essere molto grande, imponente, con la bocca gigantesca e i denti aguzzi e fine. Non ho cambiato molto, è solo la mia interpretazione.
Qualche personaggio che ti piacerebbe disegnare e che non hai ancora disegnato?
Tutti. In realtà, i personaggi mi piacciono tutti. Sono tutti belli. Dipende dalla sceneggiatura e dallo sceneggiatore. Per esempio, ci sono storie di Wolverine che sono molto belle e alcune che sono disastrose. Il personaggio è lo stesso, ma dipende dall'editor che sta lavorando alla serie, dallo sceneggiatore, dal colorista, dipende dal team creativo. I personaggi se l'editor è buono, lo sceneggiatore è buono e il colorista è buono, mi interessano.
Da un po', ormai, Marvel ha Star Wars -
Oh, dio mio.
- ti piace? Vorresti disegnarlo?
Questo noi lo chiamiamo "caramelo con trampa". Cos'è? A me Star Wars piace da morire. I personaggi, i film, i fumetti. Mi sembra un incarico difficile. Quando ho cominciato con Marvel mi hanno fatto un'intervista e mi hanno chiesto: "Cosa ti piacerebbe disegnare?". E io ho risposto: "Spider-Man". Però ho paura di disegnarlo perché devo fare tantissime finestre. Devi far volteggiare Spider-Man per la città e devi disegnare edifici, finestre, dettagli e solo a pensare la quantità di finestre che devo disegnare comincio a sudare come un peccatore in una chiesa. Però poi mi è toccato disegnare Spider-Man e devo ammettere che è molto divertente. Quindi, Star Wars mi sembra un "caramelo" perché i personaggi sono icone, sono leggende, e anche solo metterci mano è un onore tremendo. Gli editor, gli sceneggiatori e i coloristi sono di serie A, tutto va a suo favore. È una serie con molta tecnologia e questo mi fa molta paura. Perché non so se mi viene bene, provo a disegnarla ma non so come mi viene. E poi, i personaggi devono sembrare quelli dei film, quindi hai tutta una serie di complicazioni, punti da raggiungere. Non è solo Marvel che deve rimanere contenta di quello che fai, ma anche Lucasfilm. Quando hai più di un capo, diventa già più complicato.
Come saprai, prima c'era l'Universo Espanso e ora abbiamo il nuovo canone. Quindi si deve disegnare un periodo che va dalla Repubblica alle ultime pellicole. Se ti chiedessero di disegnare un qualcosa di nuovo, un periodo come la Vecchia Repubblica nel Nuovo Canone, a te piacerebbe?
Sì, assolutamente.
Anche se è un qualcosa di nuovo ma di vecchio allo stesso tempo? Con retrotecnologia.
Sì, è molto interessante, assolutamente.
Ultima domanda, lo sceneggiatore migliore con cui hai lavorato?
Con cui ho lavorato o con chi mi piacerebbe lavorare?
Entrambi.
Dai, devo essere politicamente corretto. Mi piacciono tutti quelli con cui ho lavorato. Tutti. Non posso lamentarmi. Vorrei lavorare, però, con Warren Ellis. Mi piace da morire. "Me encanta". Firmerei ad occhi chiusi. Warren Ellis, Star Wars. Ti ci metto la firma, ora. Col sangue.