Clementine: il fumetto di The Walking Dead sul gioco Telltale

Abbiamo partecipato ad un incontro con la disegnatrice di Clementine, la serie a fumetti che riprende il racconto della protagonista della saga Telltale.

Clementine: il fumetto di The Walking Dead sul gioco Telltale
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L'odissea della giovane ragazzina cresciuta come una figlia da Lee Everett non è affatto finita con l'addio alla saga episodica firmata Telltale Games - ma continuano ad essere valide le impressioni raccontate nella recensione di The Walking Dead Final Season - perché Skybound ha affidato alla matita e alla mente di Tillie Walden il destino della nostra Clementine, incaricando la due volte vincitrice del premio Eisner di raccontare la drammatica storia di questa bambina diventata donna troppo velocemente, costretta a cancellare la propria infanzia ma anche gran parte dell'adolescenza in nome di una sopravvivenza sempre più complicata.

L'acclamata autrice di Spinning dipinge attraverso le sofferenze della sua protagonista una generazione senza futuro, una sentimento troppo spesso provato dai ragazzi in fase adolescenziale, ma soprattutto senza un passato, con personaggi ormai assuefatti ad una realtà vissuta nella paura, costantemente in lotta per la propria vita contro i vaganti non morti che dominano il mondo. Abbiamo avuto l'occasione di chiacchierare con Tillie delle origini di questo lavoro apparentemente molto lontano dalla sua zona di comfort, scoprendo in lei una grande ammiratrice non solo dei videogiochi Telltale, ma dell'intera industria d'intrattenimento che ruota intorno all'opera di Robert Kirkman (trovate qui le nostre idee sulla preziosa eredità di The Walking Dead).

Dai videogiochi alla carta

Il rapporto tra Tillie Walden e Clementine è in realtà cominciato proprio con l'assegnazione del nuovo progetto da parte di Skybound: la giovane autrice aveva già letto l'intera serie a fumetti di Kirkman, così come aveva divorato la serie tv ideata da Frank Darabont, ma non aveva mai giocato alla serie episodica di Telltale e quindi non conosceva la sua piccola protagonista femminile. Sapeva che questo lavoro sarebbe stato una grossa responsabilità per lei, per questo prima di accettare l'incarico ha recuperato l'intera serie ed è diventata una fan di Clementine.

Nonostante ciò si sentiva quasi fuori luogo nello scrivere di un mondo come quello di The Walking Dead, molto lontano dalle tematiche tranquille e solitarie esplorate nei suoi precedenti lavori, ed anche per questo ha affrontato l'assegnazione come una sorta di sfida verso se stessa, lasciandosi ampia libertà di espressione ma tenendo ben saldo il narrato originale di Telltale, che nei suoi fumetti si manifesta come il passato di Clementine, con alcuni sviluppatori del gioco che hanno fatto parte del team editoriale affinché fosse garantita la coerenza con gli eventi raccontati.

La sua esperienza con i videogiochi si manifesta nelle sezioni dedicate a Lee, il personaggio preferito di Tillie, il quale si configura come una figura paterna facilmente amabile per come si approccia alla giovane protagonista: l'uomo ha un impatto ancora maggiore nella sua assenza, perché secondo l'autrice è proprio la sua scomparsa che convince Clementine a trovare la propria strada.

Anche se è facilissimo affezionarsi al "padre adottivo" non bisogna però sottovalutare l'importanza di Kenny, un personaggio molto controverso perché non sempre opera le scelte migliori, e soprattutto perché non ha lo stesso controllo emotivo di Lee, il quale riesce invece a nascondere la tristezza del mondo facendo credere a Clementine che tutto andrà bene: al contrario il padre di Duck spiattella davanti a tutti la brutalità della loro situazione, ed anche questo atteggiamento si rivela importante per la ragazza. Riguardo la libertà di scelta lasciata al giocatore da Telltale, Tillie è consapevole del fatto che molti fan del videogioco non sono contenti della sua graphic novel, perché non ritengono giusto che sia lei in totale autonomia a decidere delle sorti del personaggio.

Stile e tematiche

Il tema centrale del nuovo racconto di Clementine è sicuramente il suo viaggio, e Tillie ha confessato che non è in grado di scrivere qualcosa senza riprendere questa tematica fondamentale, la quale si basa soprattutto sul suo amore per gli spazi e per i luoghi, ancor prima che per i personaggi. È stato quindi facile per lei immergersi in questo mondo dove i protagonisti cercano di ripartire dalle macerie della società collassata, andando ad analizzare le profonde problematiche di una teenager disabile e queer che tenta di ricominciare a vivere insieme a nuovi amici.

Dal punto di vista puramente tecnico, Tillie ha raccontato come Clementine sia stato per lei un'occasione di rottura con gli schemi classici, un lavoro che le ha permesso di discostarsi dagli stili più abusati del fumetto americano mantenendo al tempo stesso le caratteristiche fondamentali che hanno reso uniche le sue storie, come ad esempio la dimensione onirica, calandole attraverso riquadri che espandessero le sensazioni ricercate, lasciando anche intuire come nel secondo libro queste modalità verranno spinte ancora oltre.

Molto sentita da Tillie è la tematica riguardante il rapporto tra i giovani e gli adulti, perché nel suo Clementine ci sono soltanto adolescenti costretti a subire le conseguenze di un mondo rovinato da chi c'era prima di loro, proprio come si ritrovano oggi le nuove generazioni a fare i conti con problemi che non possono in alcun modo risolvere da soli, ad esempio la piaga delle armi da fuoco negli Stati Uniti. L'unica, ma importantissima differenza col mondo reale è che nonostante tutto il loro bisogno di una figura autoritaria che li guidi, i protagonisti di Clementine non avranno mai qualcuno da cui tornare, mentre i ragazzi nel mondo reale hanno comunque una persona che alla fine di una giornata complessa gli preparerà la cena.

Il mondo degli zombie

Lavorare ad un universo espanso come quello di The Walking Dead l'ha costretta ad isolarsi completamente dal materiale originale: ha smesso di leggere i fumetti ed anche di guardare la serie, allontanandosi il più possibile da ogni opera riguardante gli zombie per non sentirsi attratta dallo scrivere qualcosa di molto simile.

Una volta circondata da cose molto noiose ha quindi cominciato a pensare a cosa avrebbe provato se lei fosse stata Clementine, appena uscita da un lutto tremendo e a 16 anni priva di qualsiasi tipo di affetto, ignorando per un po' l'intera cornice apocalittica per concentrarsi sui dettagli del personaggio, riprendendo gli spunti autobiografici del suo stesso viaggio appena compiuto in Vermont per andare a vivere insieme alla fidanzata (che oggi è la moglie). Per qualche tempo l'autrice non sapeva se lei fosse la persona adatta al progetto, ma Skybound voleva qualcuno che rendesse le storie di zombie appetibili ad un pubblico giovane e queer, e su questo Tillie aveva pochi dubbi, poteva assolutamente farlo.

Immaginare una storia

L'autrice ha anche descritto il suo peculiare approccio alla sceneggiatura, che almeno all'inizio del lavoro è completamente nulla: Tillie si siede davanti ad un foglio bianco e disegna l'intero libro, lo consegna al suo editore che lo cambia completamente (non essendoci alcun accenno di coerenza narrativa) e da quel momento comincia a lavorare sempre più approfonditamente su una storia che cresce col tempo.

Clementine ha esposto questa sua debolezza nella scrittura, perché lei ha sempre utilizzato la sentimentalità come una sorta di "cerotto" che coprisse le pecche di una trama a volte assente, ma lavorando all'interno di una serie come The Walking Dead ha dovuto pensare molto più attentamente alle motivazioni che si celano dietro una determinata scelta, o ad un determinato personaggio. Non è arrivata fino al punto di scrivere una vera e propria sceneggiatura, ma ha dovuto quantomeno delineare in partenza una bozza degli avvenimenti. Questo nuovo approccio alla scrittura si sta già manifestando nel secondo libro e le ha permesso di crescere come fumettista, per questo non crede che riuscirà mai a tornare alle modalità creative precedenti.

Come succede a tutti gli autori, ovviamente moltissimi spunti personali si riversano nell'opera, ad esempio nella personalità di Clementine - testarda e orgogliosamente autonoma come Tillie - ma anche nella religione di Ricca, ebrea sefardita come i familiari dell'autrice. Sono soprattutto le persone più vicine a lei a fornire l'ispirazione e a tornare nella storia, nel libro trovano infatti posto i nomi dei suoi tre cognati (Tim, Olivia e Georgia), ma nei suoi lavori non utilizzerà mai il nome di Emma perché nessuno è all'altezza della moglie.