Dragon Ball Super Broly: parla Claudio Moneta, doppiatore italiano di Goku

La nuova voce italiana di Son Goku ci parla di Dragon Ball Super: Broly, del Torneo del Potere e dell'adattamento moderno.

intervista Dragon Ball Super Broly: parla Claudio Moneta, doppiatore italiano di Goku
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Son Goku è l'eroe di tutti noi. Il paladino della nostra infanzia, del nostro presente e probabilmente del nostro futuro. La sua parabola, un vero e proprio racconto di formazione all'interno dell'opera cult di Akira Toriyama, ci ha permesso di crescere insieme a lui. Di viverne gioventù, vita adulta e maturità attraverso le tante incarnazioni del brand di Dragon Ball. A distanza di oltre trent'anni, appassionati di tutte le età fanno ancora il tifo per lui. A partire dalla fine di febbraio torneranno a farlo in grande stile, poiché le avventure di Kakaroth continueranno con l'uscita italiana di Dragon Ball Super: Broly. Grazie alla collaborazione di Koch Media Italia e Anime Factory abbiamo potuto scambiare quattro chiacchiere con alcuni dei protagonisti dell'edizione italiana del film di Tatsuya Nagamine: voci storiche e navigate nel panorama del doppiaggio italiano, che in una serie di appuntamenti sulle pagine di Everyeye.it ci racconteranno il loro rapporto con personaggi così iconici e con il mondo dell'adattamento.

Impossibile non iniziare da Claudio Moneta: voce italiana di Son-kun da un paio d'anni ormai, a partire dalla trasmissione su Italia 1 di Dragon Ball Super. Moneta (doppiatore affermato in campo anime, voce tra gli altri di Kakashi Hatake in Naruto o di Present Mic in My Hero Academia, ma conosciuto anche per aver doppiato cartoon come Spongebob o Barney Stinson in How I Met Your Mother) è subentrato nell'interpretazione del protagonista di Dragon Ball Super: Broly a fronte della scomparsa nel 2005 di Maurizio Torresan - noto ai fan con lo pseudonimo indimenticabile di Paolo Torrisi - prendendo su di sé l'eredità di un ruolo di assoluto rilievo nella cultura d'intrattenimento. Claudio, oggi, ci racconta cosa vuol dire essere un Super Saiyan, cosa significa dirigere un doppiaggio delicato come quello di Dragon Ball e quanto sia importante la cultura dell'animazione nipponica. Armatevi di tanto cibo, ne avrete bisogno: la parola a Son Goku!

Un eroe senza tempo

Everyeye.it: Quello di Goku non è chiaramente un ruolo facile da gestire, considerato il peso che riveste nella nostra cultura d'intrattenimento. Cosa significa per te interpretare un eroe simile e come hai affrontato/affronti questa eredità?
Claudio Moneta: Credo che il peso maggiore lo affronti chi fruisce del prodotto. Questo perché io, quando faccio questo lavoro, affronto un ruolo pensando a nessun'altra responsabilità che non sia quella di svolgerlo a dovere. È già capitato, tanto a me quanto ad altri, di sostituire persone che prima interpretavano un ruolo e che ora non possono più farlo - mi riferisco, ovviamente, al caso di Maurizio Torresan, che non c'è più.

Dal mio punto di vista non è quindi stata una responsabilità maggiore, credo piuttosto che - com'è giusto che sia - gli altri avvertano questa responsabilità, ovvero tutti coloro che sono "acusticamente" affezionati a una certa voce su una certa faccia. Se si ha in testa questo unico pensiero si fa davvero molta fatica ad accettare che il doppiatore sia un altro, sia che la voce sia identica alla precedente sia che (ovviamente) sia diversa.

È anche naturale che si provi straniamento o addirittura fastidio, a mio parere. Ho anche notato, però, che questo problema sia stato eccessivamente ingigantito: penso che chi si accanisca così tanto su questo aspetto debba pensare soprattutto a godersi la bellezza della serie. Dragon Ball è un prodotto bellissimo e credo che sia questo che conti alla fine. Insomma, per rispondere alla domanda... più che un peso, per me doppiare Goku è stata una gioia, perché il personaggio e la serie sono belli, divertenti.

L'aspetto più importante è che, a un certo punto, mi è stata data finanche la possibilità di dirigere il doppiaggio di Dragon Ball Super: e ti dico che io e lo staff stiamo cercando di recuperare, lentamente e compatibilmente con le censure di Mediaset, il gusto dell'adattamento originale.

In tutte le sue leggerezze e, naturalmente, nei termini e nella fedeltà al testo originale. L'eredità di Maurizio Torresan, la voce storica di Goku? Se devo pensare a lui, penso a un amico che è morto, a nient'altro. E penso a fare questo lavoro nel modo in cui lui lo avrebbe fatto. Ti racconto un aneddoto che è tra i più belli che potessero capitarmi in questo settore: qualche tempo fa uno storico fonico di sala, che lavorava già ai tempi di Torrisi, mi disse che secondo lui Maurizio sarebbe stato contento di come stavo affrontando quel ruolo e di come stavo interpretando Goku.

Everyeye.it: Ci racconti come hai lavorato per modellare la voce di Goku?
Claudio Moneta: ho fatto quel che si fa per qualunque altro prodotto. Mi spiego: stiamo sempre molto attenti al sonoro originale in giapponese. In lingua madre Dragon Ball ha degli attori molto bravi, che spesso - com'è proprio il caso di Son Goku - includono delle donne a interpretare ruoli maschili. Nel caso di questo personaggio, quindi, c'è una doppia attenzione a come la donna fa venire a galla tutta la purezza e l'infantilismo di Goku.

Ovviamente mi riferisco a tutto ciò in senso buono: per me Goku è, tanto per citare l'epica germanica, un "puro folle". Una simile caratterizzazione viene esaltata da una voce femminile e rafforzata da un certo tipo di animazione, proprio come avviene in Dragon Ball Super. Quando poi subentra l'aspetto più serio dell'eroe, e lui crede in ciò che sta facendo, prova una costante sfida nei confronti di se stesso.

È qui che il registro cambia, tanto nell'interpretazione vocale di Masako Nozawa quanto nelle espressioni facciali del personaggio. Nel mio processo creativo su Goku abbiamo fatto molta attenzione a questi due aspetti, ma ti dico che è ciò che si dovrebbe sempre fare in fase di doppiaggio. Nel mio caso l'occasione è stata più importante che mai, perché quando sono stato convocato per interpretarlo le strade percorribili erano due: ricalcare, anche timbricamente, la voce di Torrisi oppure ripartire da zero. È una procedura abbastanza classica, questa, che vale sempre in doppiaggio, quando sostituisci qualcuno che ti aveva preceduto in quello stesso ruolo.

Un caso a dir poco emblematico riguarda coloro che hanno dovuto sostituire i personaggi che doppiava il celebre Ferruccio Amendola (storica voce di attori del calibro di Robert De Niro e Sylvester Stallone): il suo timbro è inimitabile ed era impossibile ricalcarlo. Un lavoro simile, comunque, nel doppiaggio non è mai finito. Cerchi sempre di migliorare.

Everyeye.it: Passiamo alla questione adattamento. È una diatriba un po' vecchia, a molti fan non piace l'adattamento proposto sulle reti televisive, ma sembra che in Dragon Ball Super: Broly vedremo un piacevole mix: le voci del cast più amato, il vostro, unite ai nomi ufficiali giapponesi. Ti chiedo quindi che ne pensi di questa novità e soprattutto cosa pensi in generale dei cambiamenti che spesso vengono effettuati in fase di adattamento.
Claudio Moneta: se io avessi potuto decidere, o riprendere il prodotto da zero - parlo di me così come del cliente che mi ha commissionato il doppiaggio di Dragon Ball - non avrei dubbi nel proporre un adattamento fedele al testo originale. Se il testo originale è in un modo, a mio parere anche il conseguente adattamento in un'altra lingua dovrebbe mantenere quell'impostazione.

Ma in questo caso c'è da considerare anche un altro aspetto, legato alla continuità con il passato e alle censure: parlare di divinità in Dragon Ball Super su una rete generalista è ancora troppo delicato. Per me non ci sarebbero problemi a tornare alle origini, ma per inerzia si procede in questo modo. Ma ti dico anche una cosa: nell'ultimo arco narrativo, quello dedicato al Torneo del Potere, ci saranno una serie di piccoli cambiamenti in onore della versione originale.

Vorrei farvi degli esempi più concreti, ma per ora non posso, perché gli episodi inediti di Super non sono ancora andati in onda... ma, alla luce di tutto ciò, voglio dire una cosa a tutti gli appassionati. L'adattamento non dipende dalla volontà della persona che interpreta un ruolo. Dietro c'è tutta una fase decisionale che in pochi conoscono e che va ben oltre il potere del direttore di doppiaggio o dell'adattatore. Facciamo un esempio concreto: lo scandalo creatosi dietro l'adattamento in Super Saiyan Rosa, che in versione originale è il Super Saiyan Rosé.

Premesso che, personalmente, non mi farei il fegato amaro perché ascolto "Rosa" invece di "Rosé", ribadisco che se fosse dipeso dagli adattatori avremmo lasciato il nome originale. Tornando indietro, forse cercherei di cambiare una scelta del genere. Ma comunque sappiate che, a dispetto di come molti possano pensare, c'è un'attenzione maniacale nei confronti di questo prodotto.

Oltre Goku

Everyeye.it: Tu peraltro non sei nuovo al franchise. Hai doppiato, nelle serie classiche, il commentatore del torneo di arti marziali e hai anche interpretato Cooler in un film. Come vedevi Dragon Ball all'epoca e come lo vedi oggi? Come giudichi l'evoluzione di questo franchise negli anni?
Claudio Moneta: Devo dire che, in questo, Maurizio Torresan ebbe una vista lunga. Quando Dragon Ball esordì negli anni Ottanta, ti dico la verità, non ispirava moltissimo, eravamo tutti un po' scettici. Pensavamo cose del tipo: "ma cos'è questa roba?". Eppure, Torrisi volle insistere. Ci diceva che, secondo lui, questa serie sarebbe vissuta per anni e anni. Aveva capito tutto. E noi, che ci lavoravamo, ci siamo convinti subito, prima ancora che Dragon Ball riscuotesse successo tra il pubblico.

Trovo che il passaggio dal vecchio DB a Dragon Ball Super sia una naturale evoluzione del brand: spesso mi viene chiesto cosa penso delle ultime saghe, quasi con fare dispregiativo, come se ci si aspetti che non mi piacciano. Io rispondo sempre che è un bell'evolversi rispetto al passato: a me piace tutto ciò che cambia. Il permanere di ciò che è stato bello mi stufa. In Super c'è sempre il tentativo di fare qualcosa di diverso: certo, a volte gli autori ci riescono, a volte no, ma quello che conta è che si va sempre in fondo a un'idea. È questo che amo nell'arte.

E poi, dal punto di vista grafico, mi piace di più oggi: a tal proposito, nel film Dragon Ball Super: Broly avrete delle belle sorprese. Non posso dirvi molto, ma il comparto estetico sarà mozzafiato.

Ci sono delle scelte grafiche interessanti e, fidatevi, ce ne saranno anche nella saga del Torneo del Potere che vedrete in TV. Noterete dei cambiamenti visivi che io trovo intriganti, al pari delle scelte (diverse) compiute sul versante artistico di Dragon Ball Super: Broly.

Everyeye.it: Questa è la prima volta che il cast "storico" doppia qualcosa destinato al grande schermo. Cosa significa per voi arrivare al cinema? Avete sentito anche un po' questo peso? Come l'avete gestito?
Claudio Moneta: Innanzitutto dovete ringraziare Koch Media, senza la quale questa iniziativa non avrebbe visto la luce. Mi sembra una scelta bella e anche giusta. Tra l'altro non ho mai capito perché per l'edizione italiana di questo franchise non c'è mai stata continuità tra serie televisive e film, mentre in molti altri prodotti anime c'è eccome. Probabilmente la questione è ben più complessa, a livello burocratico, e non sta a me parlarne.

Tra l'altro è una questione che ha dato adito a qualcuno di alimentare una presunta "guerra" tra gli studi di Milano e Roma... sono chiaramente invenzioni di gente che non è del mestiere e a dimostrarlo è proprio l'adattamento italiano di Dragon Ball Super: Broly. Alla direzione del doppiaggio stavolta non ci sono io, ma Andrea Ward, che ha addirittura doppiato il mio stesso personaggio in passato!

In tanti, anche colleghi, mi hanno chiesto come mi facesse sentire questa cosa, addirittura se provassi imbarazzo in sala... assolutamente no. Abbiamo lavorato da seri professionisti quali siamo, io sono stato bene con lui e lui (almeno spero) bene con me! A dir la verità sono anche contro l'idea che un personaggio debba avere sempre e solo la stessa voce: per me anche questo è il bello del settore. Da questo punto di vista, a tal proposito, Andrea Ward ha voluto che spingessi su un'interpretazione che esaltasse la purezza di Goku.

Everyeye.it: C'è un tuo personaggio preferito, ammesso che ti piaccia la serie, o qualcuno che ti piacerebbe doppiare?
Claudio Moneta: Non saprei proprio... li amo tutti! Soprattutto ora che dirigo la serie mi sono affezionato un po' a tutti, anche a quelli piacevolmente insopportabili come... Vegeta! Sai com'è, è costantemente incazzato... eppure è bellissimo. Ma diciamo che io mi affeziono un po' a tutto e a niente: se avessi delle preferenze finirei col soffrire... quando ti affezioni così tanto prima o poi quella cosa finisce ed entri in crisi!

Per me, invece, è tutta un'energia vitale completa: sono quel personaggio solo nel momento in cui lo interpreto, nel momento in cui il mio turno finisce cerco di uscirne. Poi c'è da dire che in Dragon Ball ci sono personaggi ben caratterizzati, molto chiari.

Per esempio persino Freezer è un personaggio davvero interessante perché è sinistro. Ma ti dirò, mi piacciono molto anche i personaggi femminili. Anche se, a volte, ci sono comprimari di contorno o di passaggio che sono poco riusciti. In ogni caso trovo che il cast di Dragon Ball sia stupendo: dirigerli è un piacere. Ma è anche faticoso, soprattutto la revisione dei dialoghi. Poi però entri in sala, senti gli attori che recitano, e tutto il duro lavoro acquista un senso.

Everyeye.it: Tornando alla serie, tu in TV hai doppiato due versioni diverse di Goku: quella buona e quella cattiva, ovvero Black Goku. Com'è stato? Quale delle due ti piace di più o pensi sia più adatta a te?
Claudio Moneta: mi piacciono entrambi. Io mi diverto molto a doppiare Goku, proprio per quella duplice anima di cui parlavamo poco fa. Black è "l'anima nera", è l'espressione del lato del protagonista in cui emerge quella stessa carica combattiva rivoltata in negativo e votata totalmente alla distruzione. Poi, ovviamente, quello è Goku solo nel fisico: interiormente è Zamasu.

Proprio per questo, dal punto di vista vocale, è stato un lavoro sicuramente diverso: dovevo interpretare un Goku con il carattere di Zamasu. Black è un personaggio a senso unico, però: non ha le sfaccettature positive che rendono Goku un grande eroe.

Everyeye.it: Vediamo se possiamo strapparti una conferma: sembra che i nuovi episodi di Dragon Ball Super arriveranno su Italia 1 a fine febbraio. Puoi dirci qualcosa?
Claudio Moneta: Guarda, purtroppo non sono in grado di dirti molto. Non perché non voglia o non possa, ma la verità è davvero che non ho idea di quando avverrà la messa in onda. Posso dirti, però, che credo che gli episodi del Torneo del Potere verranno mandati in onda dopo l'uscita cinematografica, o al massimo leggermente prima, alla fine di febbraio.

Tra Kakaroth e Kakashi

Everyeye.it: Stacchiamoci per un momento da Dragon Ball, perché la tua voce è ben nota agli appassionati di anime. Ti si ricorda soprattutto per il ruolo di Kakashi in Naruto. Che ne pensi di questo personaggio e della serie? Puoi dirci qualcosa sui nuovi episodi?
Claudio Moneta: Posso dirti che... ogni tanto i nuovi episodi arrivano. Purtroppo non lo so. Non solo Naruto, ma anche molte serie, arrivano tardi, a ridosso della messa in onda o in fugaci fiammate. È una questione perlopiù politica: contratti, acquisti, distribuzione.

Posso dire una cosa però: la macchina burocratica non ha nulla a che vedere con l'arte. I motivi di un ritardo del genere non sono artistici. Essere Kakashi è stata una gran bella avventura: parlo al passato non perché la serie sia finita in Italia, tutt'altro, ma perché le puntate inedite arrivano con molta più lentezza rispetto a prima.

Lo sai che, nel caso di Naruto, io non mi aspettavo minimamente un successo simile? Ma non perché non la trovassi una bella serie: semplicemente non mi sembrava che raccontasse qualcosa di particolarmente nuovo. Ma la verità è un'altra: in doppiaggio, a meno che tu non sia un direttore, vedi soltanto le parti che spettano al tuo personaggio e non godi del prodotto completo. Non fraintendermi, il mio personaggio era davvero divertente, a suo modo positivamente bipolare. Poi Naruto andò in onda, iniziai a vedere gli episodi completi e capii.

Everyeye.it: Passando ad altri anime, ti si ricorda (tra gli altri) anche in ONE PIECE con Rob Lucci o più di recente in My Hero Academia con Present Mic. Che rapporto hai, se c'è un rapporto, con queste due serie?
Claudio Moneta: ecco, My Hero Academia l'ho capito poco. Proprio in merito a questa serie, chiesi sfacciatamente sia al direttore che alla cliente se questa serie fosse interessante. Mi risposero che non solo era interessante, ma anche una storia profonda e per niente banale. E finché assistevo solo alle scene con quella macchietta di Present Mic non lo capivo... poi è arrivato in onda e l'ho trovato davvero carino.

Sono serie come My Hero Academia che promuovono quel qualcosa di nuovo di cui parlavo prima. Non so quanto effettivo successo abbia avuto, ma il racconto è pregevole. In tal senso, tornando a Dragon Ball o ONE PIECE, si commette spesso un equivoco: ridurla a una serie di mere "scazzottate" è ingiusto. Vorrei parlare un po' di più del Torneo del Potere, che di combattimenti ne ha davvero tanti, ma al tempo stesso ha un'idea di fondo che trovo geniale... purtroppo ora non posso, ma lo faremo. Ecco, quel tipo di genialità è anche alla base della storia del protagonista di My Hero Academia. Voglio lanciare un appello: consiglio la visione di questi prodotti a chi pensa che siano da detestare o semplicemente li sottovaluta.

Sotto questi prodotti c'è sostanza: c'è una storia, c'è una bella drammaturgia. Il settore lo ha capito, ma c'è voluto del tempo. Fate vedere Dragon Ball Super: Broly non soltanto agli appassionati, ma anche a quelli che non lo sono. Convincete loro della bellezza di un film del genere. Altrimenti rimarremo un Paese di vecchi, fermi a incancrenirsi sempre sugli stessi argomenti.