Jim Starlin: intervista al creatore di Thanos

Abbiamo assistito ad una conferenza a porte chiuse con Jim Starlin: il papà di Thanos si racconta a Lucca Comics & Games 2019.

intervista Jim Starlin: intervista al creatore di Thanos
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A Jim Starlin dobbiamo tanto. Tipo l'ultimo ventennio di grandi storie cosmiche, grandi storie Marvel, grandi storie su Thanos. Se oggi il Titano Pazzo è giunto sul grande schermo, eccezionalmente interpretato da Josh Brolin, nell'operazione supereroistica al cinema più grande e importante di sempre, in fondo una buona parte del merito è proprio di chi, nel 1991, concepitva un villain stratosferico, ponendolo come avversario degli Avengers nel leggendario Infinity Gauntlet e dando inizio ad una Saga (quella dell'Infinito, appunto) che continua ancora oggi.

Ospite di Panini Comics, che si occupa delle pubblicazioni Marvel in Italia, Jim Starlin ha incontrato la stampa durante una conferenza a porte chiuse a Lucca Comics & Games 2019. Vi riportiamo la lunga chiacchierata in cui l'eclettico papà di Thanos ci ha parlato della sua carriera, delle sue influenze e di alcuni simpatici aneddoti legati al suo lavoro in Marvel e DC.

Come nasce un Thanos

Starlin non ha mai scritto storie bianche o nere. Per lui non esiste una distinzione netta tra supereroi e villain, piuttosto crede fermamente nella contaminazione tra le emozioni umane e gli status quo non umani dei suoi personaggi. "Penso a loro come tutti umani, sempre. Anche se i miei personaggi sono alieni devo trovare loro una motivazione umana. Mi sono sempre sentito a mio agio in questo passaggio. Non credo neanche nell'esistenza di eroi e cattivi. Non c'è bianco né nero. Thanos ha rappresentato una minaccia per l'Universo, ma altrettante volte ha anche contribuito a salvarlo".

In Starlin si riflettono esperienze e suggestioni che arrivano direttamente dagli anni Settanta, un periodo di profonda trasformazione per il cinema, il fumetto e l'arte nel suo complesso: "Tutto influenza un artista. Anche ciò che mi state dicendo voi oggi, un giorno, potrebbe influenzarmi. Negli anni Settanta c'era moltissima sperimentazione, c'era ad esempio Martin Scorsese con i suoi film. In quanto sceneggiatore sei letteralmente sommerso da tutte le suggestioni che l'arte ti propone. E poi... su, ci droghiamo un po' tutti!". Jim Starlin non biasima neanche Scorsese per le sue recenti dichiarazioni sul film Marvel, perché in fondo (com'è stato già ribadito da molte istituzioni del cinema e dello spettacolo) ognuno ha il proprio modo di intendere l'arte.

Ma l'arte di Starlin ha due colonne: Thanos e Adam Warlock, Warlock e il Titano Pazzo: "Thanos è stato il primo personaggio che abbia mai creato. Alla Marvel poi mi chiamavano per scrivere altri personaggi, ma io tornavo sempre a Thanos, perché lui è una mia creatura. Alla fine gli albi che vendevano di più erano sempre quelli sul Titano Pazzo, per cui Marvel Comics mi lasciò molta libertà. Per quanto riguarda Warlock, chi potrebbe mai resistere a lavorare con un pazzo schizofrenico paranoide come lui?!".

E, a proposito di personalità eclettiche, le maschere create dal papà di Thanos riflettono una forte insofferenza nei confronti dei poteri forti e delle istituzioni. La gioventù di Starlin è avvenuta nel segno della costrizione: un passato che torna nella scrittura anarchica delle sue opere, come ci ha confermato l'autore stesso. "Quando ero bambino ho frequentato una scuola cattolica molto rigida. Poi, in gioventù, ho fatto il servizio militare. Insomma, nei primi 21 anni della mia vita mi sono ritrovato a resistere contro le istituzioni, di pari passo è cresciuto il mio scetticismo nei confronti delle autorità e della religione. Tutto ciò si riflette nel mio lavoro".

Anarchia che invece non c'è nel Marvel Cinematic Universe, che ha preso le storie di Starlin e le ha rivoltate come un calzino, pur senza tradirne mai l'essenza concettuale e rispettando la natura dei personaggi cosmici di Jim come fosse una Bibbia. Ed è contento, Starlin: contento che i Marvel Studios abbiano trovato una strada tutta loro, un percorso che ha condotto il MCU nelle pagine dei manuali di cinema, sinceramente felice che una figura complessa come Thanos abbia ricevuto un interprete del calibro di Josh Brolin. "Chiunque veda il suo lavoro adattato al cinema e si aspetta una trasposizione uno a uno, è uno sciocco. Nel Marvel Cinematic Universe compaiono tanti personaggi creati da me in Infinity Gauntlet. C'era anche un problema di diritti, poiché buona parte dei personaggi del mio fumetto appartenevano a Fox, senza contare il percorso narrativo che il MCU ha comportato per arrivare ad Avengers: Infinity War. Devo per forza guardare questi prodotti come qualcosa di diverso, altrimenti impazzirei. Comunque ho davvero amato i cinecomic Marvel Studios: in particolare apprezzo moltissimo il lavoro svolto da Josh Brolin, che mi ha stupito. Credevo bastasse un voice over su un personaggio creato esclusivamente in digitale, invece trovo che Brolin sia stato eccezionale e al momento non vedrei nessun altro per interpretare Thanos".

Oltre Thanos

Oltre Thanos, però, c'è di più. Starlin è anche l'autore de Una morte in famiglia, lo storico fumetto in cui il secondo Robin (Jason Todd) perse la vita per mano del Joker. Quasi una liberazione, per colui che ha sempre odiato il Ragazzo Meraviglia, che ci ha raccontato come fu vissuto in DC Comics quel periodo: "Potrei andare avanti a lungo... parto dal presupposto che, se un tizio vestito di nero e grigio cammina per strada con un ragazzino che indossa colori così sgargianti, per me è un invito diretto a sparargli! Uccidere Robin è stata una sfida complicata: la DC voleva sensibilizzare il pubblico facendo morire un personaggio di AIDS. Per me doveva essere Robin, ma scartarono l'idea. Si scelse Jimmy Olsen, ma nacque un problema: si scoprì che l'attore che interpretava Olsen nei film di Superman con Christopher Reeve era omosessuale. In ogni caso, la mia riluttanza ad utilizzare Robin nelle mie storie era nota, in DC Comics si decise di far votare al pubblico in merito al destino del sidekick di Batman".

Oltre Thanos, oggi, per Jim Starlin ci sono tanti progetti indipendenti. Una libertà creativa che, al tramonto della sua collaborazione con Marvel e DC, lo rende sereno sul futuro del personaggio, seppur il rimpianto su ciò che avrebbe potuto ancora realizzare ci sia ancora: "Ho tantissime idee, soprattutto su Thanos. Purtroppo le cose non vanno sempre come vogliamo. Non lavoro più né per Marvel né per DC, in questo momento mi sto concentrando su lavori indipendenti".

E in fondo, zio Jim, chi lo sa: magari ci ritroveremo a leggere nuove pietre miliari scritte da te, che possano segnare il nostro tempo così come segnarono gli anni Novanta in tutto il mondo. Tutto, in fondo, accade proprio come l'hai descritto tu: basta uno schiocco di dita. Almeno per te.