L'Attacco dei Giganti: parla Alessandro Campaiola, voce di Eren Jaeger

Abbiamo intervistato il doppiatore italiano dei protagonisti di Attack on Titan e One-Punch Man: Alessandro si racconta nel segno di anime e videogiochi.

intervista L'Attacco dei Giganti: parla Alessandro Campaiola, voce di Eren Jaeger
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L'Attacco dei Giganti si è scolpito nella cultura pop contemporanea con una forza ancora maggiore dei suoi colossali Titani. Di pari passo con l'edizione originale, anche quella italiana si è ritagliata negli anni un posto importante nei cuori di tutti gli appassionati. Il processo creativo congiunto di VVVVID.it e Dynit - che detengono la propertie dell'opera di animazione in Italia - ha assunto, col tempo, un'identità ben precisa: lasciare agli appassionati il gusto di seguire il prodotto in lingua originale, opportunamente sottotitolato in lingua nostrana in via ufficiale, per poi proporne la versione doppiata poco tempo dopo, dapprima in streaming e poi in edizione home video. In queste settimane abbiamo potuto guardare la Stagione 3 in italiano sulla piattaforma web e, in attesa che Dynit ne pubblichi il cofanetto Blu-Ray e DVD, abbiamo scambiato qualche parola con Alessandro Campaiola.

Alessandro è il doppiatore italiano del protagonista, Eren Jaeger, ma è anche la voce di Saitama - eroe di One-Punch Man - nonché giovane voice actor ormai affermato nel settore. Da anni è stabilmente il doppiatore di Barry Allen nella serie TV di The Flash e, dulcis in fundo, è un videogiocatore verace. In questa intervista con Campaiola vi proponiamo riflessioni su molte delle opere citate in precedenza, ovviamente il tutto nel segno de L'Attacco dei Giganti.

Eren Jaeger, eroe controverso

Everyeye.it: Che rapporto avevi con la serie quando hai iniziato a doppiarla? E che rapporto hai oggi?
Alessandro Campaiola: Avevo già visto la serie, un anno prima dell'approdo in Italia, in lingua originale. Ero un fan, insomma, ai tempi in cui non sapevamo ancora che l'anime sarebbe arrivato tradotto e doppiato in italiano. Quando mi hanno chiamato per il provino ero davvero emozionato: devi sapere che sono un vero e proprio cultore di anime e manga. Oggi, a livello professionale, la passione è sempre la stessa: per fare questo lavoro un briciolo di passione devi averlo per forza!

Mi piace molto avere la possibilità di urlare e sfogarmi in quel modo... saprai bene che Eren urla spesso! Col passare del tempo, però, devo ammettere che - da fan - già a partire dalla Stagione 2 de L'Attacco dei Giganti ho gradito un po' meno il prodotto rispetto alla prima season. Mi sono reso conto che Eren è un protagonista un po' troppo stereotipato per i miei gusti: è il classico eroe di uno shonen, ma col progredire del racconto ho fatto un po' di fatica a capirlo.

Se devo essere sincero preferisco un altro eroe che ho avuto il piacere di doppiare: Saitama, protagonista di One-Punch Man. Il fatto è che penso che la trama dell'anime si stia sviluppando molto lentamente e ha un rapporto inversamente proporzionale ai tempi di produzione. In sostanza, ci ritroviamo ad aspettare anni per avere colpi di scena e rivelazioni quasi in pillole... Però, ecco, da doppiatore professionista rimane comunque un onore doppiarla: parliamo di un anime che ha tanto seguito e un motivo, in fondo, ci sarà.

Everyeye.it: Qual è secondo te il punto di forza di un'opera come L'Attacco dei Giganti?
Alessandro Campaiola: Sicuramente l'animazione. Rende quella sensazione di ansia trasmessa dai Giganti molto di più rispetto al manga. Paradossalmente trovo che la grafica sia, al tempo stesso, anche il principale "punto debole" del prodotto: per realizzare un anime così bello a vedersi, in parole povere, ci vuole tempo, e il risultato è che tra la Stagione 1 e la Stagione 2 sono passati diversi anni. In tal modo si rischia anche di stufare i fan.

Tra i punti di forza di Attack on Titan, per me, c'è anche la trama: trovo che sia piuttosto ben sviluppata e intersecata nonostante tutti i cliché del suo genere di appartenenza (ad esempio la perdita della famiglia, il peso di dover salvare il mondo, la caduta e la redenzione dell'eroe).

Everyeye.it: Ecco, a proposito dei tempi di produzione, con la Stagione 3 è cambiato qualcosa. Per la prima volta lo staff ha diviso il prodotto in due parti, la seconda debutterà proprio a breve in Giappone. Forse è questo il modello di distribuzione più giusto?
Alessandro Campaiola: Decisamente sì, anche perché il manga si avvia alla conclusione, mentre l'anime è ancora molto indietro. Se tra una stagione e l'altra passa troppo tempo, a mio parere, c'è il rischio che diventi una produzione di nicchia pensata per cultori veraci, i quali guarderebbero la serie TV dopo aver già letto da tempo il fumetto completo.

Everyeye.it: Invece che rapporto hai col protagonista? Ci racconti di come hai lavorato sull'interpretazione di Eren?
Alessandro Campaiola: Per quanto riguarda l'interpretazione, non c'è stato un lavoro chissà quanto profondo, perché sono cresciuto a pane e anime e avevo già ampiamente inquadrato il personaggio. Il rapporto che ho con Eren era, ed è tuttora, molto forte. È vero, ho già detto che non mi va moltissimo a genio, ma in fondo lo adoro comunque: mi ha dato la possibilità di realizzare un sogno che ho sin da quando ero piccolo, ovvero interpretare il protagonista di un anime che mi piace. Ti dirò: quando sono in sala, alle volte mi capita di urlare così tanto che il fonico mi suggerisce di non esagerare. Il punto è che io lo interpreto con grande trasporto! Insomma, se dovessi esprimermi in una sola frase, è un rapporto di amore-odio.

Everyeye.it: Come doppiate le urla di Eren Gigante?
Alessandro Campaiola: Quest'anno ho doppiato io Eren Gigante per la prima volta. Fu anche inaspettato e ho temuto di perdere la voce - sarebbe stato un dramma, visto che di lì a poche ore avrei dovuto recitare in uno spettacolo teatrale. Nelle stagioni precedenti c'era un'altra persona, scelta appositamente per mettere in scena le urla di Eren trasformato in Titano, ed è stato (a mio parere) ingiustamente massacrato dai fan. Vi spiego come funziona: in originale, e cioè nel doppiaggio giapponese, quelle urla sono state dapprima registrate e poi editate ad hoc tramite effetti speciali.

Lo studio di doppiaggio dell'edizione italiana de L'Attacco dei Giganti non ha potuto lasciare la versione originale, poiché la compagnia giapponese avrebbe dovuto mandarci una speciale traccia sonora dedicata esclusivamente alle urla del Gigante. Ciò non è avvenuto, e molto spesso capitava che durante i ruggiti della creatura si sentissero i dialoghi in lingua giapponese! Per la Stagione 3 la persona predisposta a interpretare Eren Gigante in italiano non era sempre disponibile, e quindi hanno chiesto a me di sostituirlo. Mi spiace che non risulta come l'originale all'orecchio dai fan, ma quello è un verso che hanno creato loro e che non ci hanno dato l'opportunità di replicare.

Everyeye.it: Qual è il tuo personaggio preferito dell'opera? C'è qualcun altro che avresti voluto doppiare?
Alessandro Campaiola: Rispondo immediatamente alla seconda domanda: no, non avrei voluto doppiare nessun altro per il discorso fatto prima. Nonostante le sue ombre, sono legato a Eren Jaeger. L'avevo detto che è un rapporto di amore ed odio, no? Il mio personaggio preferito è, invece, il capitano Levi. È, semplicemente, il più figo di tutti!

Saitama, eroe apatico

Everyeye.it: Sei anche Saitama di One-Punch Man. Che esperienza è stata?
Alessandro Campaiola: è stata un'esperienza unica, che mi ha fatto maturare sia come professionista che come persona. Credimi, trovare una chiave di lettura per interpretare Saitama non è stato facile. Per questo vorrei ringraziare anche il direttore di doppiaggio, Fabrizio Mazzotta, che mi ha seguito con grande professionalità. Sai, io inizialmente il provino l'avevo fatto per Genos, ma il direttore mi suggerì di provare anche il protagonista.

Lo studio non era riuscito a trovare una voce che fosse simile all'originale al netto di tuti i candidati selezionati. Poi avvenne un aneddoto simpatico: passarono le settimane e il provino fu vinto inizialmente da un altro collega. Dopo aver doppiato i primi due episodi, però, la Dynit si è ricreduta e hanno richiamato me. È stato stranissimo, non succede quasi mai. Tornando a come ho lavorato su Saitama, come dicevo, è stato difficilissimo. È un personaggio apatico: rendere l'apatia non è certo semplice. La serie, poi, mi piace da morire: è diversa, si prende costantemente in giro.

Everyeye.it: Cosa ti piace di One-Punch Man?
Alessandro Campaiola: Iniziamo col dire che, per me, OPM ha gli stessi problemi di Attack on Titan. Anzi, in più ha anche avuto dei seri problemi di produzione, che hanno portato al cambio di studio (da MADHOUSE a J.C. Staff, ndr). Questo ha portato, chiaramente, al ritardo dell'uscita: io di certi prodotti preferisco guardare l'anime piuttosto che leggere il manga, difficilmente seguo entrambe le versioni. Ecco, nel caso di One-Punch sono più di tre anni che aspetto il prosieguo... e non accetto spoiler di alcun tipo! Trovo che sia una serie atipica per i canoni dell'industria giapponese. È una parodia di se stessa e del mondo di intendere la narrazione giapponese. Saitama, poi, non è solo parodia, ma anche un eroe profondo, ha uno spessore interiore grandissimo.

Everyeye.it: Ti risentiremo nella stagione 2 di One-Punch Man?
Alessandro Campaiola: Sono convinto che la doppieremo. La prima è andata molto bene, quindi immagino che arriverà anche la seconda in italiano. Purtroppo non sappiamo ancora nulla... ma d'altronde parliamo di un prodotto che ha vissuto un iter particolare. Ricordo che doveva uscire, inizialmente, ad aprile dell'anno scorso.

Everyeye.it: Parliamo di anime in generale. Cosa ti piace guardare?
Alessandro Campaiola: Premetto che, rispetto a quando ero più piccolo, seguo meno anime adesso. Certi cliché mi hanno anche un po' stancato, ma nella mia vita ne ho visti tantissimi. Sarò banale, ma il mio prodotto preferito è Dragon Ball, perché è stato il mio primo anime. Ma ti dico anche Fullmetal Alchemist o Trigun. In casa mia ho una collezione vastissima di manga, da quelli più commerciali ad altri più di nicchia.

Everyeye.it: C'è qualche anime che vorresti doppiare?
Alessandro Campaiola: mi sarebbe piaciuto doppiare Edward Elric, protagonista di Fullmetal Alchemist. Ma anche Gohan o Goku di Dragon Ball... forse, vista la mia età attuale, Son Gohan sarebbe la scelta più ovvia. Devo dire che, nel caso di Goku, nutro troppo rispetto per chi lo ha doppiato in passato e per chi lo doppia adesso... ma, lo ammetto, mi piacerebbe anche soltanto urlare "Kamehameha" un giorno!

Everyeye.it: preferisci gli anime prodotti in stagioni e con un comparto visivo ben curato (come AOT e OPM) oppure serie continuative ma con una grafica meno dettagliata (come ad esempio ONE PIEC o Dragon Ball Super)?
Alessandro Campaiola: Se la storia è ben scritta, la grafica e l'animazione possono passare in secondo piano - a seconda dei casi, ovviamente. È un discorso simile ai videogiochi, per me: se metti a paragone titoli come i vecchi Zelda con i Tripla A che escono oggi su PS4 e Xbox One, è chiaro che Zelda è graficamente indietro. Eppure ha una trama che fa invidia a molte produzioni più grandi. Prendi anche vecchi RPG come Oblivion: tecnicamente era problematico, ma la storia era così avvincente che finivi per giocarlo lo stesso fino alla fine!

Da Flash a The Elder Scrolls

Everyeye.it: Passando ai videogiochi, quali titoli preferisci?
Alessandro Campaiola: tra le uscite recenti ho amato Red Dead Redemption 2. Gioco un po' a tutto, ma i titoli che mi rimangono davvero nel cuore sono pochi. Tra questi c'è proprio Zelda, che è stato il mio primo videogioco, ho persino il simbolo della Triforza tatuato addosso! Adoro anche The Elder Scrolls, i capitoli classici. Anche dopo anni continuo a giocarli e rigiocarli...

Everyeye.it: Tu doppi anche Barry Allen nella serie TV live-action di The Flash. Che esperienza è?
Alessandro Campaiola: The Flash è un'esperienza a metà strada tra One-Punch Man e L'Attacco dei Giganti. È l'opportunità professionale più grande avuta finora. Amo i comics e i cinecomic da sempre, sia Marvel che DC. Sono stato felicissimo di vincere il provino per Barry Allen. Il suo attore, Gran Gustin, poi, è straordinario. È incredibilmente versatile: sa recitare, sa cantare e sa ballare.

Quando doppi attori così bravi, impari tanto. Senza contare che, da qualche anno, ho l'opportunità di lavorare con Michele Gammino, un doppiatore leggendario, voce tra gli altri di Harrison Ford e di Kevin Costner. Mi ha insegnato tantissimo sia a lui che ad Alberto Porto, responsabile dell'edizione italiana di The Flash per Mediaset. Tornando alla serie, ho amato la prima stagione, un po' meno le successive. La CW ha un target molto giovane, questo comporta che alle volte la profondità della scrittura si perde un po'.

Everyeye.it: Per chiudere, raccontaci un aneddoto in sala di doppiaggio che ti è rimasto impresso.
Alessandro Campaiola: Ce l'ho. Riguarda Attack on Titan. Quando andai a fare il provino per Eren ci fu un errore da parte della produzione e mi collocarono tra i provini di un altro cartoon americano per bambini che non c'entrava niente con l'anime! Mi ero rassegnato, pensai che ci fosse stato un errore durante la prima convocazione...

poi, poco prima di andarmene, mi rincorsero e mi dissero che in realtà dovevo provare Eren! Colgo l'occasione per salutare il direttore di doppiaggio, Anton Giulio Castagna. È una persona straordinaria, un comico: quando doppiamo questo anime ci divertiamo da morire. Non hai idea di cosa esce fuori da quella sala quando sbaglio le battute...