Made in Abyss: intervista ad Akihito Tsukushi, autore del manga

Abbiamo scambiato quattro chiacchiere con il creatore di uno dei manga rivelazione degli ultimi anni: Tsukushi ci porta a conoscere il suo Abisso...

intervista Made in Abyss: intervista ad Akihito Tsukushi, autore del manga
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Grazie a J-POP Manga, Made in Abyss è finalmente giunto in Italia. Da svariati mesi l'editore pubblica regolarmente l'opera di Akihito Tsukushi: un lavoro decisamente peculiare, sia in termini di narrativa che di tratto grafico, musa ispiratrice di un adattamento anime capace di riscuotere un successo stratosferico e di affermasi come una delle migliori serie del 2017. In occasione del Napoli Comicon 2019 abbiamo potuto intervistare Akihito Tsukushi in persona, ospite di J-POP durante la nuova edizione della fiera del fumetto in scena alla Mostra d'Oltremare di Fuorigrotta. Andiamo quindi alla scoperta dei retroscena su Made in Abyss, scivolando nel profondo abisso insieme al sensei Tsukushi...

La genesi dell'Abisso

Everyeye.it: Sensei, ci racconta da cosa è nata l'idea per un'opera così peculiare come Made in Abyss?
Akihito Tsukushi: sicuramente una prima fonte d'ispirazione sono stati i videogiochi, mi piacciono molto e mi hanno sempre aiutato a stimolare la mia immaginazione. Ricordo che c'era un videogame con un dungeon che andava creandosi in base all'immaginazione dell'utente, uno di questi si sviluppava in discesa. Questo, unito alle fantasie che facevo da bambino, mi ha dato l'ispirazione per creare l'Abisso.

Everyeye.it: Nel suo manga non è soltanto la trama ad essere molto originale, ma anche il tratto grafico. Come ha elaborato un simile immaginario con quel character design?
Akihito Tsukushi: il mio stile grafico è deriva dal fatto che io nasco come illustratore, prima ancora che mangaka. Il mio tratto, in effetti, fa molto poco ‘manga'... non ci posso fare nulla! Insomma, all'inizio Made in Abyss doveva essere un libro di illustrazioni, ma poi si è velocemente trasformato in una serie a fumetti. Ho deciso di provare comunque, nonostante il disegno sia molto lontano dagli stilemi classici del manga. È così!

Everyeye.it: Quali sono state le sue influenze artistiche?
Akihito Tsukushi: ci sono due opere che hanno influenzato la mia carriera. La prima è ‘La Vetta degli Dei', un romanzo di Yumemakura Baku da cui è stato tratto un manga disegnato da Jiro Taniguchi. Poi c'è una sorta di manuale, che fu redatto dal celebre fumettista Kazuo Koike (deceduto da poco, ndr), si chiama ‘L'Arte di attirare le persone'. È un libro in cui viene spiegato come creare dei personaggi che possono far funzionare bene una storia. È un'opera che ha cambiato totalmente il mio modo di creare le storie.

Everyeye.it: Ci racconta la sua routine lavorativa? Quali sono, se ci sono, i principali elementi di difficoltà nel produrre un'opera del genere?
Akihito Tsukushi: ah... mi vergogno un po' di dirlo, perché la mia routine è molto poco sana! Mi sveglio quasi di sera, dopodiché faccio la mia colazione (che, in realtà, dovrebbe essere la cena...), poi faccio un bagno e verso le 21:00 inizio a lavorare. Lavoro ininterrottamente fino alle 2:00 circa, finché non mi viene di nuovo fame. Quindi mangio qualcosa, solitamente uno di quei pasti pronti che si vendono nei combini (market giapponesi aperti ventiquattr'ore su 24)... poi riprendo con il lavoro e vado avanti fino all'alba. Verso le 6:00 inizio a sentirmi stanco e penso di dover andare a dormire... ultimamente sono stato dal dottore e gli ho raccontato questa mia routine. Mi ha detto che dovrei smetterla...

La parte più difficile del mio lavoro, invece, non è tanto il disegno quanto scrivere la sceneggiatura e decidere cosa succederà... ovviamente è importante mantenere il ritmo alto. Se lo sviluppo è noioso, sarà noioso anche disegnarlo! Insomma, mi prodigo per rendere Made in Abyss il più divertente possibile!

Il futuro di Made in Abyss

Everyeye.it: L'opera è giunta da noi di recente, ma sappiamo che Made in Abyss è in corso dal 2012. Può dirci quali sono i progetti futuri per questa serie?
Akihito Tsukushi: allora... io ho già deciso il finale, ce l'ho stampato in mente. Il fatto è che, al momento, non ho assolutamente idea di quando finirà questo viaggio... potrei anche decidere di interromperlo all'improvviso! No, okay, scherzavo, è ovvio che la concludo come si deve!

Everyeye.it: Il suo manga ha ispirato un popolare adattamento anime e alcuni film cinematografici. Qual è il suo rapporto con queste produzioni? Lei ha collaborato, a livello creativo, all'adattamento anime?
Akihito Tsukushi: L'anime di Made in Abyss è popolarissimo e ha moltissimi fan... ma io sono il fan numero uno! Sono stato coinvolto moltissimo, perché lo staff di animazione mi ha rivolto tante domande, stimolandomi e ispirandomi addirittura per creare elementi nuovi per il mio manga! All'inizio credevo che, semplicemente, avrei avuto un botta e risposta per illustrare al meglio come avrei voluto che l'opera venisse trasposta in animazione. Invece il team ha finito per chiedermi moltissimi dettagli, come la forma delle viti nella città di Orth. È stato molto divertente collaborare.

Everyeye.it: c'è un motivo specifico per cui la trama nell'anime continuerà con un film e non con una seconda stagione televisiva?
Akihito Tsukushi: Nonostante l'enorme successo della serie animata, purtroppo non c'era molto materiale per realizzare una seconda stagione. Abbiamo quindi deciso di creare dei film riassuntivi, dopodiché abbiamo atteso che uscissero abbastanza capitoli per creare un film originale.

Everyeye.it: Sensei, che significato hanno per lei i fischietti? Nel momento in cui stiamo chiacchierando, noto che lei sta indossando un fischietto rosso. C'è una simbologia speciale dietro questo oggetto?
Akihito Tsukushi: per me il fischietto ha un doppio significato. È un richiamo d'aiuto, ma anche di affermazione del proprio io. Dichiarare al mondo che io esisto. È un concetto molto importante, che ho voluto trasporre all'interno di Made in Abyss. Avevo deciso sin dall'inizio che tutti i personaggi avrebbero portato un fischietto nei luoghi pericolosi. In seguito ho pensato che fosse molto carina l'idea di dividerli in ranghi. Oggi ne indosso uno rosso... ma solo perché è il più appariscente!