ONE PIECE STAMPEDE: parla Gigi Rosa, direttore del doppiaggio italiano

>Abbiamo scambiato quattro chiacchiere con il direttore del doppiaggio italiano di One Piece: STAMPEDE - Il Film, nonché ex voce di Luffy.

intervista ONE PIECE STAMPEDE: parla Gigi Rosa, direttore del doppiaggio italiano
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Chiunque abbia iniziato a seguire l'edizione italiana di ONE PIECE, circa vent'anni fa, lo ha fatto accompagnato dalla voce di Gigi Rosa, che con la sua vitalità ha animato le avventure di Monkey D. Luffy (o anche Rubber, secondo l'adattamento televisivo). Gigi è stato un eroe allegro, nei panni del capitano dei pirati di Cappello di Paglia, ma al tempo stesso ha incarnato il flemmatico Crystal il Cigno in tutti gli adattamenti de I Cavalieri dello Zodiaco e, non ultimo, ha persino dato voce al cupo e introspettivo Gaara della Sabbia in Naruto, riuscendo a trasformare la sua energia positiva nel dramma di un personaggio tragico.

Ora, Rosa è tornato ad occuparsi di ONE PIECE: lo ha fatto in veste di direttore del doppiaggio di Stampede - Il Film, ma doppierà anche Luffy in un'esclusiva "opzione B" inclusa nelle tracce audio dell'edizione home video, in uscita a febbraio 2020. Come da prassi per le grandi produzioni al cinema targate Anime Factory, abbiamo intervistato gran parte del cast italiano di ONE PIECE STAMPEDE. Eccoci quindi con Gigi Rosa ai nostri microfoni. Mettetevi comodi: sarà un bel viaggio, proprio come lo è stato il suo.

Dalla prua al timone

Everyeye.it: Questa è la tua prima direzione di un film di ONE PIECE. Com'è stato ritrovare i pirati di cappello di paglia dopo tanto tempo?
Gigi Rosa: Beh, cominciamo col dire che... li ho ritrovati sempre giovani! Scherzi a parte, ho ritrovato il buon vecchio Luffy e i suoi amici con le stesse caratteristiche di 20 anni fa, solo elevate all'ennesima potenza in un film che reputo scritto e diretto molto bene. Ha una trama molto spessa, che coinvolge le sfaccettature di ogni attore coinvolto. Trovo anche che abbia una bella narrazione, oltre allo stile di disegno che reputo fantastico. I personaggi sono stati tratteggiati con un'espressività molto puntuale. Insomma, è stato un enorme piangere dirigere il doppiaggio di questo film.

Everyeye.it: Ci racconti come avete lavorato all'adattamento e all'assegnazione delle voci? Come hai gestito un cast così ricco?
Gigi Rosa: Prima ancora di essere direttore io sono stato adattatore di questo film, che come ben saprai è un ruolo molto diverso dalla direzione. Partendo dall'adattamento, prima ancora di cominciare a scrivere una sola riga di testo ho visto il film quattro volte in lingua originale. Ogni visione mi ha dato un tipo di informazione diversa, che sommata alle precedenti mi ha permesso di avere un quadro completo. Dovendo poi gestire anche le voci, mi sono messo in contatto con la società e abbiamo cercato di assecondare il volere comune, cioè rimanere fedeli alle voci storiche che doppiano questi eroi da tanti anni nella serie televisiva. Talvolta, però, può succedere che i ruoli stessi possano scambiarsi tra loro, a seconda di quanto tempo passa e di quali personaggi hai interpretato: in questi film c'erano, a memoria, almeno 70 personaggi diversi, quindi gioco forza alcune distribuzioni si sono accavallate. Quello è stato il primo problema: abbiamo cercato, in ogni caso, di dare priorità alle voci che doppiavano quel personaggio da più tempo.

Everyeye.it: Come Claudio Moneta, che doppia sia Rob Lucci che Mr. Three.
Gigi Rosa: E converrai che risulta praticamente irriconoscibile. In altri casi i personaggi erano troppo importanti, quindi abbiamo preferito piuttosto assegnargli la sua "seconda" voce ufficiale, senza inventarci nulla. Diverso è il caso di Brook: sostituire Daniele Demma è stata una scelta obbligata e dolorosa (il doppiatore è venuto a mancare nel 2017, ndr), ma ho cercato di prendere una voce che mi dava la possibilità di avere le stesse corde, quella dell'ottimo Alessandro Zurla. Poi ci sono i personaggi inediti anche per la TV, ad esempio per Bartolomeo mi sono giocato un giovane davvero promettente (Mosé Singh, che ha doppiato anche il piccolo Vegeta in Dragon Ball Super: Broly, ndr). Infine ho fatto alcune scelte di scuola romana, come Roberto Draghetti (voce di Bullett, il villain): ha incarnato perfettamente il villain, anche fisicamente direi!

Everyeye.it: Ho notato che in questo film c'è qualche traduzione coraggiosa, più letterale (qui il nostro speciale sul doppiaggio italiano di One Piece STAMPEDE). Penso ai tre ammiragli (Cane Rosso, Scimmia Gialla e Tigre Lilla) o ai Sette Signori dei Mari. Puoi spiegarci come mai queste traduzioni?
Gigi Rosa: Questo è un film evento. Tutto è nato dalla volontà di tornare alle origini mantenendoci quanto più fedeli possibile ai testi giapponesi. Avrai notato che alcuni colpi sono in italiano, altri sono in inglese. Quelli che sentite in inglese sono in inglese anche nella pellicola in lingua nipponica.

Everyeye.it: C'è stata una scena che avete trovato particolarmente difficile da dirigere o da doppiare?
Gigi Rosa: Ci sono stati indubbiamente momenti molto belli, ad esempio le righe dedicate ad Usopp. C'è un momento molto intenso, in cui ho lasciato molta libertà espressiva a Luca Bottale. Ho chiesto espressamente di non provare la scena, ma di procedere direttamente a registrarla. Ho pensato che affidarmi totalmente alla sua bravura gli avrebbe concesso di esprimere appieno il sentimento che la scena stessa richiedeva. Se avete capito di che scena parlo, avrete notato quanto pathos ci ha messo Luca, che inizialmente si era stupito della mia scelta. Alla fine si è rivelata vincente! Ti racconto, invece, un aneddoto simpatico che riguarda il suono del Lumacofono, che a un certo punto si sente durante una scena del film: purtroppo non avevamo il suono originale nella colonna d'effetti, quindi abbiamo dovuto farlo noi. Ora, in quanto direttore a me piace sempre dare piccoli ruoli ai fonici di sala durante i miei doppiaggi, se posso. È un piccolo regalo che mi diverte sempre: lo "squillo" del Lumacofono in italiano, quindi, ha una voce italiana, quella del fonico Filippo!

Everyeye.it: Sappiamo che ti è stata data la possibilità di doppiare Luffy, un regalo che ascolteremo nell'edizione home video di ONE PIECE: STAMPEDE. Immagino l'emozione: ce la racconti?
Gigi Rosa: Tornare nei panni di Cappello di Paglia, per me, sarà come fare un salto indietro di vent'anni. È una scelta di cui ringrazio Koch Media, soprattutto per la fiducia. Nel momento in cui stiamo parlando non l'ho ancora fatto, doppierò a novembre, ma so già che sarà un treno di sentimenti e di emozioni.

Everyeye.it: Che rapporto hai con Luffy e con ONE PIECE? D'altronde sei stato colui che ci ha permesso di conoscere il personaggio, tanti anni fa...
Gigi Rosa: Ero davvero giovane quando ottenni la parte. Ricordo che andai a trovare l'allora titolare della società di doppiaggio che aveva raccolto la serie. Lui mi chiese se mi andava di fare un provino al volo. Prima di provare mi disse: "Lui è un po' come te. È scanzonato, buttati". Mi chiamò dopo qualche giorno per dirmi che avevo ottenuto la parte! Ero incredulo. Eppure nacque così la prima voce italiana di Luffy. In effetti mi rispecchio nel suo carattere allegro, aveva delle corde che mi appartenevano.

Everyeye.it: Qual è, per te, la forza di questa serie?
Gigi Rosa: La forza di ONE PIECE è l'insieme dei personaggi. Perdonami se rispondo alla tua domanda con un'altra domanda, ma in fondo tu riusciresti a immaginare le avventure dei Pirati di Cappello di Paglia senza anche uno soltanto dei Mugiwara?

Everyeye.it: Francamente no.
Gigi Rosa: Ecco. Tutti sono assolutamente indispensabili. È una scrittura vincente, questa. La struttura di tutta la serie è vincente. È fantasiosa, lascia aperte mille porte, è visionaria. Scrivere una roba del genere vent'anni fa non poteva che essere definito visionario. Ha fatto storia ma farà ancora storia. Ne sono sicuro. Mi auguro che, a questo punto, testata la grande quantità di fan di questa serie, si ricominci a trasmettere le puntate che ci mancano per arrivare al film, anche se la pellicola è perfettamente comprensibile da chi è indietro.

Everyeye.it: Gigi, ma allora cosa bisognerebbe fare per legittimare gli anime anche in TV?
Gigi Rosa: Qui entriamo in un ambito più editoriale che artistico. Il discorso esula dalle mie conoscenze, perché non ho idea di come funzionino le regole di un palinsesto televisivo. Posso dire, però, che secondo me vedere una sala piena potrebbe far venire in mente a chi di dovere che anche questo prodotto merita più attenzione.

Everyeye.it: C'è un altro ruolo che ti ha consacrato negli anime: il buon vecchio Crystal il Cigno. Che viaggio è stato?
Gigi Rosa: Un viaggio che, secondo me, ha determinato un cambiamento epocale nella storia del doppiaggio degli anime in Italia. Tanto di cappello a Enrico Carabelli, che lo diresse, e a Stefano Cerioni, che scrisse i dialoghi. Per il me 24enne di allora, nonostante facessi doppiaggio da oltre dieci anni, portare alla ribalta della TV un fenomeno del genere fu un salto professionale incredibile.

Everyeye.it: Hai interpretato Crystal anche nella serie remake di Netflix. Com'è stato ritrovare De Palma e gli altri attori?
Gigi Rosa: è stata un'esperienza diversa dall'originale. Il tratto è molto meno riconoscibile, l'ho trovato meno epico. E anche dal punto di vista narrativo, ho trovato un prodotto che era cambiato molto rispetto alla prima serie anime.

Everyeye.it: Ti ricordo con affetto in un altro ruolo che, secondo me, ti è calzato a pennello, e sono sicuro che hai sentito molto su di te. Gaara. Ci racconti quell'avventura?
Gigi Rosa: Io Gaara siamo sempre stati due facce della stessa medaglia. Siamo talmente distanti da risultare quasi simili. Mi ritengo un carattere allegro e giocoso, Gaara è introspettivo, cupo. Ma è stato bello proprio per questo: la prova d'attore serve ad utilizzare le proprie corde per ruoli che tu pensi siano lontani da te.

Everyeye.it: Lanciamo un messaggio finale ai fan di ONE PIECE? Perché bisognerebbe supportare Koch Media e perché bisogna correre a vedere Stampede, insomma cosa aspettarci dal film!
Gigi Rosa: Anzitutto... bisogna aspettarsi un film. Come ho detto prima, ONE PIECE: Stampede è un film tanto completo quanto bello, pieno di sfaccettature. Non l'ho visto 4 volte in giapponese a caso, prima di iniziare a dirigerlo. Koch Media, in questo momento, rappresenta l'unica opportunità per i fan di ONE PIECE per avere un punto di incontro bellissimo con l'edizione italiana di questo franchise.