Parla Cebulski, editor-in-chief Marvel: la diversità è il nostro mantra

Durante la più recente edizione di Lucca Comics & Games abbiamo intervistato l'attuale editor-in-chief di Marvel Comics.

Parla Cebulski, editor-in-chief Marvel: la diversità è il nostro mantra
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Lucca Comics & Games 2022 si è appena conclusa, lasciandoci il ricordo di un'edizione ricca e "sentita" (recuperate gli annunci Planet Manga di Lucca). Durante la kermesse toscana abbiamo avuto l'incredibile opportunità di scambiare due chiacchiere con l'attuale editor-in-chief di Marvel Comics, Chester B. Cebulski, straordinario sceneggiatore noto principalmente per aver scritto - spesso con lo pseudonimo di Akira Yoshida - Marvel Fairy Tales, Thor: Son of Asgard, X-Men: Age Of Apocalypse e l'indimenticabile saga degli Ultimates.

Da talent scout a editor-in-chief

Everyeye.it: "È risaputo che tu sia un giramondo, e se ben ricordo hai vissuto molti anni in Giappone. In quale modo quel periodo ha influenzato il tuo stile personale?"

Chester B. Cebulski: "Assolutamente sì, ho viaggiato tanto e penso di essere cresciuto "internazionalmente". Mia madre era svedese e ogni estate tornavo in Europa per trascorrere del tempo coi miei cugini. All'inizio ce ne stavamo un po' in Svezia, per poi visitare il Belgio, la Francia, la Svizzera, la Grecia e naturalmente l'Italia.

Per questo preciso motivo, anche la mia eduzione a livello fumettistico è stata internazionale. Quando mi capitavano tra le mani leggevo sia i fumetti Disney che quelli Marvel. I miei cugini erano dei lettori voraci, ricordo che mi passavano Lucky Luke e tanti fantastici fumetti europei. Alcuni anni più tardi ha avuto inizio quella che potremmo definire una vera e propria "dipendenza dai manga e dagli anime giapponesi", infatti decisi di imparare il giapponese per poter finalmente leggere tutte quelle cose che ancora non erano state ancora tradotte o trasmesse al di fuori del Giappone. Per questo motivo, ho vissuto e lavorato nel Paese del Sol Levante per quattro anni, durante i quali ho frequentato l'università e studiato il giapponese. Da allora sono profondamente legato al Giappone e la mia famiglia è tuttora laggiù. Ci torniamo continuamente. Prima della pandemia mi recavo in Giapponese dalle tre alle quattro volte l'anno per incontrare gli artisti giapponesi e convincerli a lavorare con diverse aziende.

Dopo essermi unito a Marvel ho cercato di portare alla Casa delle Idee un po' dell'estetica tipica dei manga, infatti abbiamo assunto diversi artisti nipponici per lavorare direttamente con Marvel Comics. Grazie a una collaborazione con Shueisha e Shonen Jump, adesso stiamo addirittura creando dei manga aventi per protagonisti i nostri supereroi, mentre in passato abbiamo collaborato con la casa editrice Kodansha. Quindi sì, il Giappone ha giocato un ruolo importantissimo nella mia vita e nella mia "formazione", così come tutti i fumetti internazionali.

Alla Marvel non importa la provenienza di un artista: cerchiamo semplicemente il più grande talento del pianeta, e se quel talento proviene dal Giappone, dall'Italia, dalla Svezia, dal Canada o dal Messico, faremo di tutto per assumerlo. Il nostro scopo è assicurarci che l'esperienza offerta da Marvel cresca a livello globale e sia la migliore agli occhi dei fan."

Everyeye.it: "Da quando sei editor-in-chief di Marvel, quale pensi sia il maggiore contributo che hai dato alla Casa delle Idee?"

Chester B. Cebulski: "Sono già passati cinque anni da quando ricopro questa carica, eppure sono convinto di aver appena cominciato. Vale sia per me che per il mio team, perché io potrò anche essere l'editor-in-chief, ma non potrei mai svolgere questo lavoro da solo. Indico la direzione e dirigo la nave in modo alquanto democratico, lasciando ai colleghi la libertà di assumere creativi e realizzare il miglior prodotto possibile. Amo davvero la mia squadra.

Parlando però del lavoro che ho personalmente svolto per la Casa delle Idee, penso che i contributi di cui io sia maggiormente orgoglioso risalgano al periodo in cui fungevo da talent scout. A quel tempo ho scoperto degli artisti eccezionali, che tuttora stanno contribuendo a espandere l'universo Marvel. In qualità di editor-in-chief, sono parecchio fiero dei talenti che abbiamo accolto nella famiglia Marvel, di come abbiamo ampliato il mercato digitale e della diversità che oggigiorno si riflette nella nostra linea editoriale. Però, come dicevo prima, penso di aver appena cominciato e che il meglio debba ancora arrivare."

Il rapporto tra le varie divisioni Marvel

Everyeye.it: "Un tempo erano i fumetti a ispirare videogiochi, film o serie televisive, mentre oggi non è raro che avvenga l'esatto contrario. Il successo del Marvel Cinematic Universe ha influenzato e in qualche modo cambiato il vostro modo di fare fumetti?"

Chester B. Cebulski: "Sai, una buona idea è sempre una buona idea, indipendentemente dalla provenienza. In casa Marvel non importa quale sia la divisione in cui lavoriamo: siamo tutti apertissimi alle idee diverse. Certo, la maggior parte delle idee arrivano dalla divisione fumetti, perché questi escono ogni singola settimana dell'anno, mentre i videogiochi vengono lanciati sporadicamente, i film arrivano nelle sale cinematografiche quattro volte l'anno, e i serial televisivi escono più o meno ogni due mesi. Ciononostante, tutti amiamo e apprezziamo il lavoro svolto dalle altre divisioni.

Molto spesso i film si ispirano ai fumetti Marvel, i videogiochi prendono spunto dalle serie animate, e così via, ragion per cui noi di Marvel Comics diciamo spesso "Wow, hanno avuto delle idee pazzesche. Hanno preso quello che abbiamo fatto noi e lo stanno portando al livello successivo!".

È questo il bello di Marvel. Sono passati 80 anni, ma l'universo è ancora lo stesso. Il medesimo arazzo, cui però si stanno aggiungendo non solo dei nuovi fumetti, ma anche tutti i lavori delle altre divisioni. È un lavoro sinergico e sono davvero entusiasta di trovarmi al centro di tutto ciò. In qualità di editor-in-chief di Marvel Comics, ho l'occasione di lavorare con tutte quelle persone di talento che danno vita ai fumetti, ai film, agli show televisivi, ai giocattoli e ai videogiochi targati Marvel. Tutti quel prodotti che realizziamo per regalare ai fan la migliore esperienza possibile."

Everyeye.it: "Hai mai pensato di sceneggiare un film o una serie televisiva del Marvel Cinematic Universe?"

Chester B. Cebulski: "Quando ero più giovane aspiravo a diventare il prossimo Ernest Hemingway, dopodiché ho sognato di scrivere fumetti ed essere il nuovo Chris Claremont. Mi sono dilettato scrivendo diverse storie che mi frullavano per la testa, ma la mia vita ha imboccato un percorso diverso. Le mie capacità, la mia creatività, le idee e -spero- anche la mia leadership mi hanno spinto verso una direzione differente.

Penso che la Marvel e, più in generale, l'industria dei fumetti funziono tanto bene perché hanno sia persone che lavorano sul palcoscenico che dietro le quinte: la rockstar al microfono è lo scrittore, il chitarrista solista è l'illustratore, mentre lontano dai riflettori c'è il manager, che in questo caso è il produttore. Ecco, il mio ruolo adesso è proprio quello. Sono nel backstage, eppure ora sento di poter contribuire più di quanto avrei mai fatto come scrittore. Che si tratti di fumetti, film o serie di animazione, lascio che a occuparsene siano i veri professionisti e le persone che hanno le capacità necessarie."