Quattro chiacchiere con Mirka Andolfo, autrice di Sacro/Profano

Dopo la presentazione dell'Omnibus di Sacro/Profano abbiamo intervistato Mirka Andolfo, che si è raccontata nel segno di fumetti, cinema e videogiochi.

intervista Quattro chiacchiere con Mirka Andolfo, autrice di Sacro/Profano
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Abbiamo già parlato di Sacro/Profano, opera di Mirka Andolfo recentemente giunta sui nostri scaffali, grazie a Edizioni BD, in una fiammante versione Omnibus comprensiva della serie completa e di alcuni inserti speciali, tra cui illustrazioni, sketch e un prologo che narra del primo incontro dei suoi due iconici protagonisti, gli esplosivi Angelina e Damiano. Il volume è stato presentato durante un evento a Napoli. presso La Feltrinelli, in compagnia dell'editore e dell'autrice stessa. L'occasione è stata ghiotta, per noi, per scambiare quattro chiacchiere con Mirka: da Sacro/Profano alla sua formazione, passando per le passioni che l'hanno ispirata e per tutti i suoi lavori recenti, che l'hanno resa una fumettista eclettica e in grado di spaziare tra generi e stili diversi: dal webcomic al fumetto indipendente, passando per delle prestigiose collaborazioni con Topolino, DC Comics e Marvel.

Parlaci della tua formazione. Cosa hai studiato per arrivare fin qui?
Sono nata a Napoli, ho frequentato il liceo artistico, poi dopo gli studi ho fatto dei corsi dei corsi di fumetto alla Scuola Italiana di Comix, che ho interrotto all'inizio del secondo anno per trasferirmi. In generale ho sempre disegnato tantissimo, sin da piccola, mi sono allenata tanto, sogno di fare questo lavoro da quando sono nata in pratica.

Hai fatto tante esperienze diverse: Topolino, Sacro/Profano, DC Comics, Panini. Quanto ti è servito essere così poliedrica?
Secondo me è stato molto importante. Un fumettista, un disegnatore, deve sempre guardarsi intorno, deve sempre prendere in considerazione qualcosa a cui non è abituato. Quando ero ragazzina, ad esempio, leggevo solo manga, poi ho iniziato a leggere anche altro: fumetti francesi, comics americani. Grazie a questo il mio stile si è evoluto, quello che faccio oggi è l'unione di tutto ciò che mi è piaciuto. Io sono fan di Alessandro Barbucci, Barbara Canepa, ma anche di Joe Madureira, Scott Campbell e altri... è importantissimo osservare il lavoro altrui, anche gli artisti che sono molto distanti dal tuo stile, per potersi evolvere.

Qual è il tuo punto di riferimento, come autore?
Barbara Canepa, indubbiamente. Tralasciando il fatto che è una persona mitica, è stata lei a influenzare tantissimo il mio lavoro, soprattutto dal punto di vista del colore.

Quali altre passioni ti hanno ispirato?
Amo moltissimo il cinema e le serie TV, ma anche leggere... ammetto che mi piace un po' di tutto! In particolare, però, soprattutto ultimamente, amo tantissimo i videogiochi. È una passione che ho sin da quando ero piccola, ma ultimamente è esplosa. Il mio gioco preferito è Bloodborne, che tra l'altro... ho anche platinato! Anche i videogiochi, oggi, per certi versi sono molto simili al cinema: ci sono certi sceneggiatori che non hanno nulla da invidiare a quelli cinematografici, a mio parere. Magari in Sacro/Profano non si nota tantissimo questa mia passione per i video games, ma in altre opere sì.

Ti piacerebbe un videogioco ispirato a un tuo fumetto? Su Sacro/Profano che genere videoludico vedresti?
Tantissimo! Per Sacro/Profano ci vedrei benissimo una visual novel, una di quelle avventure animate interattive in cui puoi scegliere i dialoghi e le azioni da compiere! À la Steins;Gate, per intenderci!

Tu hai pubblicato anche Contronatura, una serie italiana che è stata pubblicata sul mercato estero con Image Comics. Come ti ha fatto sentire ciò?
Sono onoratissima, ovviamente. Anche perché è molto raro che Image Comics pubblichi un fumetto traducendolo dall'Italia.

Questa cosa mi ha super emozionata! Peraltro non me lo aspettavo, perché Contronatura parla di animali antropomorfi... che, associati al sesso, sono visti malissimo un po' ovunque, soprattutto in America. Eppure sta avendo successo, tutti i numeri usciti sono già andati in ristampa, quindi sono molto contenta.

Tu lavori anche con DC Comics e Marvel... Che rapporto hai con i supereroi?
Sì, con Marvel ho fatto solo con Ms. Marvel, mentre con DC lavoro tuttora.

Devo ammettere che i supereroi sono stati, per me, una scoperta degli ultimi anni. Da ragazzina leggevo, come già ho detto, soprattutto manga, e infatti nelle mie prime opere come Sacro/Profano si ritrova molto quello stile. Solo dopo aver lavorato in America ho concepito uno stile più ibrido: per fortuna, il mercato americano ora è più aperto a cose simili!

Qual è il tuo eroe preferito, sia Marvel che DC? Quale invece vorresti disegnare?
In realtà sono più per gli anti-eroi. Harley Quinn mi piace tantissimo, per esempio. Anche Lobo! In generale mi piace molto di più la linea "dark" che caratterizza l'Universo DC, rispetto all'atmosfera dei comic Marvel. Per quanto riguarda la Marvel Comics, ci sono tanti personaggi meritevoli, ma credo che più di tutti mi piacerebbe illustrare Spider-Gwen. A vederla, sembra proprio uno di quei personaggi fatti apposta per divertirmi con il mio stile!

Con quale autore ti piacerebbe collaborare? E con quale franchise?
Oddio, non saprei! Mi reputo fortunata, perché molte delle cose che volevo fare le ho realizzate, prendi per esempio Topolino. Attualmente ancora non lo so... ovviamente mi piacerebbe lavorare con i miei autori preferiti: se mai capitasse l'occasione di lavorare con Barbara Canepa io sarei contentissima! È una domanda un po' difficile a cui rispondere, perché... la verità è che mi piacciono troppe cose!

Un tuo consiglio a tutti i giovani fumettisti emergenti.
Disegnate. Disegnate tantissimo! Sembra il consiglio più banale del mondo, ma la verità è che non tutti vi si dedicano adeguatamente e completamente... soprattutto quando si è giovani, lo si dovrebbe fare tantissimo. Più sei "piccolo", più conoscenze assorbi, sei come una spugna. Si impara molto più facilmente, Io oggi incontro molte più difficoltà nel disegnare cose che non ho studiato quando ero adolescente. Finché sei giovane, devi faticare tanto per evolvere il tuo stile.