Radiant: intervista a Tony Valente, autore del manga francese di J-POP

A Lucca Comics & Games 2019 abbiamo incontrato l'autore di Radiant, un interessante esempio di manga popolare concepito fuori dal Giappone.

intervista Radiant: intervista a Tony Valente, autore del manga francese di J-POP
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J-POP Manga, che propone al suo pubblico un'offerta editoriale sempre molto coraggiosa, non ha avuto paura di proporre al pubblico italiano un'opera come Radiant. Un manga di origini francesi, realizzato dal bravissimo Tony Valente, il cui successo ha ben presto sconfinato in altri Paesi fino ad arrivare in Giappone. Il fumetto, pubblicato nel Sol Levante da Ankama, è riuscito a conquistare pubblico e critica nipponici a tal punto da guadagnarsi 'adattamento anime Radiant, realizzato dallo studio Lerche e trasmesso su NHK Educational TV (in Italia, invece, è distribuito in simulcast su Crunchyroll). A Lucca Comics & Games 2019 J-POP ci ha concesso una chiacchierata con Valente, che ci ha raccontato le origini della sua opere, le sue influenze e le sue ambizioni.

Manga, che passione

Everyeye.it: Come nasce Radiant?
Tony Valente: Sono un lettore di fumetti come tanti. Uno dei generi che più ho amato nella mia vita sono gli shonen manga. Da che ho memoria ho sempre voluto raccontare storie: non avevo idea, da piccolo, che avrei realizzato manga, ma il desiderio di scrivere e disegnare qualcosa era forte. Mi piacevano i racconti in cui c'era avventura e azioni, ma anche valori importanti che animassero i protagonisti. Ho provato nel panorama fumettistico francese con qualche opera di genere, ma non c'era abbastanza spazio per le mie idee. Poi andai a Berlino e decisi di provarci un'ultima volta: in quell'istante capii di voler realizzare un manga shonen. Decisi di infondervi le mie passioni e le mie influenze.

Everyeye.it: Com'è stato accolto Radiant dal pubblico giapponese?
Tony Valente: Inizialmente approdai in una realtà editoriale giapponese che pubblicava opere provenienti dall'estero, in particolare fumetti di autori francesi e italiani. Mi proposero proprio un manga ed è da qui che iniziò l'avventura di Radiant. Da quel che so è stato accolto molto bene, sia dall'industria che dal pubblico. Sono stato invitato a tanti eventi e mostre dedicate ai manga e, in quelle occasioni di incontro con la platea, la mia nazionalità non ha mai rappresentato un problema per chi conosceva la mia opera.

Everyeye.it: Quali opere e autori ti hanno influenzato?
Tony Valente: i miei primi manga sono stati Dragon Ball e Ranma. Sono i miei preferiti in assoluto: se ancora oggi rileggo le prime pagine di entrambi sento che l'amore che provo per loro è sempre lo stesso.

Everyeye.it: Ti sta piacendo Dragon Ball Super?
Tony Valente: non l'ho ancora letto né ho visto l'anime. A dir la verità non è la parte sul combattimento che preferisco nel manga di Akira Toriyama. Io amo soprattutto la prima parte della storia, quando Goku è ancora un bambino, perché preferivo di gran lunga i temi dell'avventura e del viaggio. Ed è per questo che un altro manga che ha influenzato il mio lavoro è indubbiamente ONE PIECE. Quando l'ho scoperto ho ritrovato al suo interno lo spirito del primo Dragon Ball, ma esteso a tutta la serie. Per un periodo, poi ho smesso di leggere manga, ma ho ripreso con Naruto e appunto l'opera di Eiichiro Oda.

Everyeye.it: Cosa ne pensi dell'anime di Radiant? Com'è nato il progetto?
Tony Valente: il primo pitch del progetto fu concepito da un canale broadcast nipponico. Ai producer piacque tantissimo Radiant, dissero di averci ritrovato l'energia tipica degli shonen che leggevano da piccoli. Non solo nacque il progetto, ma funzionò anche. All'inizio non è stato un adattamento facile, perché vennero apportate delle modifiche alla storia, ma già nella seconda parte della prima stagione venne ripreso il materiale originale. E ora, con la seconda stagione di Radiant, sono stati raggiunti livelli incredibili. Ho appena visto il quinto episodio e sono molto soddisfatto.

Everyeye.it: Cosa c'è nel futuro di Radiant? Pensi di essere vicino alla conclusione?
Tony Valente: No, continuerà ancora per qualche anno. Ho appena terminato il volume 13, che dà inizio ad un nuovo arco narrativo. Sento di essere a metà della storia. Anzi, il mio obiettivo è arrivare intorno ai 40 volumi, ma ancora non saprei. Quel che è certo è che c'è ancora tanto da raccontare.

Everyeye.it: e nel tuo futuro? Ci sono progetti o piani personali?
Tony Valente: Quando finirò Radiant sicuramente tenterò qualcosa di diverso, ma non credo che lo farò per adesso. In ogni caso, se pure concluderò Radiant, credo che mi manterrò sulla stessa linea di quanto fatto finora. Non scriverò storie troppo simili, ma vorrei mantenere gli elementi che hanno reso le mie storie interessanti per il pubblico.

Everyeye.it: un messaggio ai giovani autori di manga, anche lontano dal Giappone.
Tony Valente: semplicemente, fate manga. E divertitevi nel farlo, soprattutto, perché entrare nell'industria giapponese non è facile e dovete affrontarlo con lo spirito giusto. Io mi ritengo fortunato, perché ci sono tanti altri manga validissimi provenienti da tutto il mondo (tra cui anche l'Italia). Il mio progetto è diventato più grande di quanto io pensassi, ma l'ho affrontato poco alla volta. Non mettetevi in testa di realizzare fumetti perché diventino serie animate, perché non è lo spirito giusto.